Respinta l'archiviazione del caso Polanski

Dopo il nulla di fatto della Corte d'Appello della California, il regista dovrà attendere le decisioni del Ministero della Giustizia svizzero sulla richiesta di estradizione degli USA che arriveranno all'inizio del 2010.

La richiesta di archiviazione presentata dai legali di Roman Polanski per la violenza commessa dal regista su una tredicenne nel 1977 e' stata respinta dalla Corte d'Appello della California. La domanda era stata presentata all'inizio del mese dalla difesa di Polanski. L'archiviazione avrebbe permesso al regista di Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York di rimanere in Europa, dove si trova attualmente agli arresti domiciliari nella sua villa di Gstaad, in Svizzera, in attesa di essere estradato negli Stati Uniti. Nel motivare la richiesta di archiviazione l'avvocato del regista, Chad Hummel aveva sostenuto davanti ai giudici della corte d'appello californiana che il magistrato che giudicò colpevole Polanski all'epoca dei fatti, Laurence Rittenband, commise gravi errori procedurali. Rittenband è morto nel 1993.

Al momento ogni ulteriore decisione sul destino di Polanski resta in sospeso, visto che il Ministero della Giustizia elvetico ha dichiarato che la Svizzera deciderà l'anno prossimo se estradarlo negli Stati Uniti o meno. "Non ci sarà nulla di più quest'anno. Faremo un annuncio come minimo all'inizio del 2010 se i criteri per l'estradizione esistono" ha spiegato Folco Galli, portavoce del Ministero. Fino ad allora Polanski resterà agli arresti domiciliari nel suo chalet. Il provedimento legale sta mettendo in forse anche la sua partecipazione al Festival di Berlino dove il suo ultimo film, il thriller politico Uomo nell'ombra, sarà presentato nel concorso ufficiale.

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