Pirati dei Caraibi - La maledizione del forziere fantasma: le vere leggende di Davy Jones e del Kraken

Pirati dei Caraibi - La maledizione del forziere fantasma: ecco la genesi delle secolari leggende che hanno dato vita al personaggio di Davy Jones e al suo Kraken.

Pirati dei Caraibi - La Maledizione del Forziere Fantasma, in onda stasera su Canale 5 e in streaming su Mediaset Play, è il secondo capitolo della saga iniziata nel 2003 che, ad oggi, conta cinque titoli che nel corso del tempo hanno guadagnato oltre 4 miliardi di dollari al box-office. Davy Jones, l'antagonista principale della saga cinematografica, e il Kraken, la sua fedele "bestiolina", sono entrambi ispirati a vere leggende tramandate oralmente nel corso dei secoli dai marinai di tutto il mondo.

Il nome Davy Jones si associa ad una superstizione marinara di origine anglosassone, egli sarebbe, secondo la leggenda, un demone del mare, un essere sovrannaturale spesso associato alla morte per annegamento dei marinai e ai relitti che giacciono negli abissi. Si narra che presiedesse su tutti gli spiriti maligni delle profondità, e potesse apparire in diverse forme prima di naufragi, uragani e altri pericoli della navigazione, avvertendo dell'imminente pericolo i devoti marinai. Diffuso era il riferimento al "Davy Jones' locker", ovvero lo "scrigno di Davy Jones": questo era un modo particolare per indicare il fondale marino, nell'accezione di "tomba negli abissi", un luogo in cui riposano i caduti del mare. Quando qualcuno moriva inghiottito dalle onde, si usava dire: "Mi sa che è andato nello scrigno di Davy Jones".

Le origini del nome non sono note. Si ritiene che il primo riferimento letterario a questo personaggio si trovi nel romanzo The Four Years Voyages of Captain George Roberts di Daniel Defoe, che usa la frase "having the rest into Davy Jones' locker, i.e. the sea" ("riposarsi nello scrigno di Davy Jones, cioè nel mare"). In The Adventures of Peregrine Pickle (1751), Tobias Smollett descrive l'uso del nome di Jones presso i marinai della sua epoca: "Questo stesso Davy Jones, secondo i marinai, è il demone che presiede su tutti gli spiriti maligni delle profondità, e appare in numerose forme, appollaiato sulle navi alla vigilia di uragani, naufragi e altri disastri a cui la vita del mare è esposta, avvertendo i devoti sventurati della morte e del disastro a cui si avvicinano."

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Una scena di Pirati dei Caraibi - la maledizione del forziere fantasma
Una scena di Pirati dei Caraibi - la maledizione del forziere fantasma

Per ricreare la celebre rappresentazione fisica di Davy Jones, interpretato da Bill Nighy, così come lo vediamo in Pirati dei Caraibi - La maledizione del forziere fantasma i tecnici decisero di scannerizzare delle tazze di caffè sporche che vennero poi applicate sulla faccia dell'attore, tramite un programma simile a Photoshop, per creare le texture della sua pelle; I tentacoli, invece, sono stati generati attraverso una simulazione video tramite la computer grafica, tuttavia, durante il film ci sono dei momenti in cui i movimenti sono stati generati manualmente da Nighy, ad esempio quando i tentacoli si comportano come dei veri e propri arti, toccando e stringendo le cose intorno a Jones. Gore Verbinski inizialmente voleva che il personaggio fosse olandese, in quanto è il capitano dell '"olandese volante". Bill Nighy, tuttavia, rispose: "Non parlo olandese. Così ho deciso di optare per lo scozzese."

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Il Kraken, o Krakken, invece, è un mostro marino leggendario dalle dimensioni abnormi, generalmente rappresentato come un gigantesco cefalopode somigliante a una piovra o calamaro, con tentacoli abbastanza grandi e lunghi da avvolgere un'intera nave; il suo mito si è sviluppato soprattutto fra il Seicento e l'Ottocento, sull'onda di avvistamenti di vari tipi di mostri marini. C'è un generale consenso sul fatto che almeno parte dei kraken avvistati fossero reali esemplari di calamaro gigante o calamaro colossale, mentre altri potrebbero essere spiegati con grossi banchi di pesci o meduse, eruzioni sottomarine o fenomeni ottici dovuti alla rifrazione della luce.

Kraken
Il Kraken in una incisione antica

Le prime occorrenze letterarie accertate del nome si trovano nell'opera del vescovo Erik Pontoppidan, Storia naturale della Norvegia, del 1752. Pontoppidan ne dà una descrizione molto vivida e dettagliata: secondo lui il kraken sarebbe "il più grande e il più impressionante animale del Creato e senz'alcun dubbio il mostro marino più grande del mondo", e avrebbe dimensioni tali che, quando parzialmente sommerso, potrebbe essere scambiato per un gruppo di piccole isole; con i suoi tentacoli, grandi come l'albero di una nave di medie dimensioni, sarebbe in grado di trascinare una caravella intera sul fondo del mare. Attorno al kraken si raccoglierebbero tipicamente grandi banchi di pesci, quindi i pescatori locali avrebbero imparato a individuare e sfruttare la presenza della bestia per riempire le reti; non si tratterebbe di una creatura ostile, e la principale fonte di pericolo sarebbe rappresentata dalle forti onde e dai potenti gorghi che causerebbe emergendo o inabissandosi.