Otto documentari italiani al 56° Festival dei Popoli

I film saranno presentati nella sezione Panorama e competeranno per i premi "CG Entertainment - cinemaitaliano.info" e "Gli Imperdibili".

Sono otto i documentari italiani che compongono la sezione Panorama della 56/ma edizione del Festival dei Popoli, il festival internazionale del film documentario che si terrà a Firenze dal 27 novembre al 4 dicembre.

Le pellicole, in concorso nella sezione Panorama, dedicata alla produzione nazionale dell'ultimo anno, competeranno per i premi "CG Entertainment - cinemaitaliano.info", che mette in palio la distribuzione in home video, e "Gli Imperdibili", che offre al vincitore la distribuzione nel circuito dei Cinema d'Essai in Toscana.

I film affrontano con un taglio soggettivo tematiche di estrema attualità tra esse diverse, e raccontano persone, vite, scorci di esistenze con stili narrativi altrettanto diversi.

I documentari selezionati sono: If Only I Were that Warrior di Valerio Ciriaci, che riporta le mobilitazioni delle comunità etiopi di tutto il mondo quando, il 12 agosto del 2012, il comune di Affile, in provincia di Roma, inaugurò un monumento dedicato al gerarca fascista Rodolfo Graziani, generale durante la Guerra d'Etiopia a cui furono attribuiti crimini per i quali non fu mai processato; Loro di Napoli, la storia dell'AfroNapoli squadra calcistica di migranti di seconda generazione con un sogno: giocare nei campionati Federali, firmata da Pierfrancesco Li Donni. Steadfast on Our Sand del collettivo ZimmerFrei, un viaggio nell'isola di Terschelling, nel nord dei Paesi Bassi, creata sottraendo la terra la mare grazie a un complicato sistema di dighe e argini. Su campi avversi di Andrea Fenoglio e Matteo Tortone, si compone di due episodi: il primo osserva i movimenti di migranti subsahariani in un campo di accoglienza in Nord Italia, l'altro si concentra sulla vita di un agricoltore espropriato dei propri terreni.

Il trombettista Roy Paci e la sua musica attraversano invece il film di Michele Cinque, Sicily Jass. Ambientato in una Sicilia senza tempo e nella New Orleans di oggi e di ieri, il film racconta la storia di Nick La Rocca, fondatore dell'Original Dixieland Jazz Band nel 1911. Con Love is All. Piergiorgio Welby/Autoritratto, nell'affrontare il tema del fine vita, Francesco Andreotti e Livia Giunti danno vita ai dipinti, alle foto e agli scritti di Welby e ritrovano il tracciato di un interminabile guardarsi vivere, gioire, soffrire. L'intera opera artistica e filosofica di Welby, splendidamente animata, qui riflette la sua storia drammatica ma anche avventurosa, piena d'amore e di bellezza.

A concludere la selezione due titoli, lo scorso anno, ancora in fase di produzione, hanno partecipato a Doc at Work, spazio destinato al mercato, dove le produzioni trovano supporto finanziario. Between Sisters, di Manu Gerosa, è un racconto pieno di tenerezza che ritrae Ornella e Teresa, due sorelle dai caratteri opposti che hanno passato una vita prendendosi cura l'una dell'altra; L'ombelico magico, di Laura Cini, segue l'incontro, in una piccola località della Versilia, tra un'anziana signora con antichi poteri magici e una ragazza che vorrebbe diventarne l'erede. Sullo sfondo: la crisi economica degli ultimi anni.

Con ben due premi alla distribuzione e creando opportunità favorevoli alle produzioni, il Festival dei Popoli non solo dimostra il suo impegno per lo sviluppo dell'intero sistema del cinema italiano, ma conferma la volontà di partecipare con convinzione e concretezza alla costruzione di un progetto cinematografico e fare di questo percorso di crescita parte integrante del proprio. Per informazioni: www.festivaldeipopoli.org.

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