Michael Moore contro Eastwood: "Ha minacciato di uccidermi"

Continua la polemica a distanza tra Moore e il regista di American Sniper, film che ha duramente criticato nelle ultime settimane sui social media.

Nonostante gli ottimi risultati ottenuti al box office, American Sniper, non è stato accolto in maniera unanime e tra i suoi più duri critici c'è Michael Moore, che ha condiviso su Facebook un lungo post in cui spiegava perché aveva scritto su Twitter la frase "i cecchini sono dei codardi", e commentato la sua opinione su Clint Eastwood.
Le parole del documentarista hanno rivelato un aneddoto avvenuto nel 2005 e una minaccia ricevuta, dando spazio poi a parole dure e anticipare che pubblicherà nei prossimi giorni una recensione del lungometraggio, per approfondire il discorso.

Moore ha iniziato il suo post introducendo l'argomento: "Il giorno in cui Clint Eastwood mi ha detto che mi avrebbe ucciso, dieci anni fa in questa settimana.
Molte persone mi chiedono se fosse vera questa voce di uno scontro tra me e Clint Eastowwd e in questi giorni è una questione che è riemersa e circolata in internet. Quindi ho pensato di dover dire alcune parole. Dieci anni fa, in questa stessa settimana Clint Eastwood era di fronte a me durante la cena dei premi National Board of Review e ha annunciato a me, e ai presenti, che mi "avrebbe ucciso" se mi fossi presentato a casa sua con una telecamera per realizzare un'intervista"
.

Il filmmaker ha poi aggiunto che le persone hanno riso in modo nervoso e personalmente è rimasto un po' colpito dalle parole di Clint nonostante fosse abituato a minacce di ogni genere a causa del suo lavoro. Michael ha quindi chiarito: "Ma ho deciso immediatamente che stava solo cercando di essere divertente, quindi ho riso nervosamente come tutti gli altri. Clint, tuttavia, non sembrava apprezzare tutte quelle risate. "Dico sul serio", ha risposto, e il pubblico è diventato più silenzioso. "Ti sparerei"". Moore ha cercato di mantenere il sorriso e il contegno nonostante fosse turbato e le persone stessero osservandolo per capirne la reazione.

Clint Eastwood nei panni di Gus Lobel, uno scout di baseball, in una scena di Di nuovo in gioco

L'evento è stato ricordato in un recente articolo pubblicato da Sophia McClennen su Salon e più di una fonte ha confermato quanto riportato. Il regista, su Facebook, ha quindi proseguito spiegando che gli piace Clint Eastwood, lo considera un grande filmmaker, Gli spietati è uno dei suoi film preferiti, ha apprezzato la rappresentazione dei cittadini giapponesi durante la Seconda guerra mondiale, le scelte compiute con attori come Sean Penn e Tim Robbins, o i progetti dedicati a Charlie Parker e Nelson Mandela.

Moore ha però spiegato che negli ultimi dieci anni ha dimostrato qualche stranezza scagliandosi contro di lui e anche successivamente: "Secondo me ne è un sintomo l'orribile e (stranamente razzista) Gran Torino in cui si è scelto per interpretare un pensionato bigotto di Detroit che aveva lavorato nell'industria automobilistica. Due anni dopo era su un palco alla convention Repubblicana impegnato in una conversazione confusa, e dedicata ai rimproveri, con un invisibile Obama seduto su una sedia vuota. E ora 'American Sniper' - un caos di film che riscrive la storia (invadiamo l'Iraq per vendicarci dell'11 settembre), che porta avanti un sentimento razzista nei confronti degli Arabi (gli iracheni sono "selvaggi"), ha una trama semplicistica hollywoodiana di un cecchino buono in bianco contro il cecchino cattivo in nero, e (in un raro momento di onestà) mostra i protagonisti dei film, i soldati americani, o durante il ritorno a casa sconvolti dalla guerra (e con alcuni di loro convertitosi pacifisiti) o in una bara. Il protagonista diventa una vittima sia dell'epidemia dello stress post traumatico sia della violenta cultura americana e texana delle armi che, alla fine, si prende la sua vita".

American Sniper: Bradley Cooper insieme a Clint Eastwood in una foto dal set

Moore ha spiegato che vuole condividere la sua recensione del film per chiarire il proprio punto di vista e che è rimasto colpito negativamente dalla minaccia di Eastwood perché era solo uno dei tanti personaggi pubblici che stavano portando avanti l'idea di apprezzare una sua possibile morte, come accaduto con Glenn Beck e Bill O'Reilly.
Le ultime frasi, pur non essendo esplicitamente rivolte contro il regista di American Sniper, sono però particolarmente dure: "Nell'ultima settimana, più o meno, gli attacchi isterici contro di me hanno solo dimostrato che gli americani amanti della violenza e chi proclama le fatwa nella nostra società non sono scomparsi. Ci sono i nostri Isis Americani "Criticate o prendete in giro quelli che noi divinizziamo, come il nostro cecchino santo, e vi faremo quasi sicuramente del male".

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