Mel Gibson moltiplica gli schermi

The Passion of the Christ, il film di Mel Gibson che racconta le ultime 12 ore di Gesù, arriva su duemila schermi americani: un'accoglienza inaspettata per il controverso film dell'attore più amato d'America.

Patrizio Marino

E finalmente arrivò il giorno del debutto per La passione di Cristo, la pellicola di Mel Gibson che racconta le ultime ore della vita di Gesù, ispirandosi liberamente ai Vangeli.
Il film, come molti ormai sapranno, è stato girato in latino ed aramaico, sarà sottotitolato e durante le riprese Gibson aveva ricevuto pesanti accuse di antisemitismo. Alla fine il film era stato visto in prima assoluta dalle autorità del Vaticano che hanno appunto dato il loro benestare.

Nonostante, o forse grazie a questi problemi, il film uscirà il 25 febbraio negli Stati Uniti su circa 2000 schermi, un vero e proprio record per una pellicola sottotitolata, soprattutto pensando alle difficoltà incontrate durante la lavorazione del film, che per lungo tempo ha faticato a trovare perfino un distributore.
La Newmarket, che distribuisce il film negli Stati Uniti, è riuscita a garantire un numero di sale così alto grazie alle numerose richieste da parte degli esercenti cinematografici, compresi i gestori delle più grandi catene di multiplex. Ma le richieste maggiori vengono dai piccoli e medi centri urbani, dove vanno molto bene i film con tematiche religiose.

Per capire il motivo di tanta euforia da parte di Mel Gibson si deve considerare che un film dato come favorito per i prossimi Oscar come Ritorno a Cold Mountain è uscito al suo esordio in 2100 sale.
The Passion of the Christ è stato girato in parte in Italia e nel cast ci sono molti attori italiani tra cui Monica Bellucci (Maria Maddalena) e Rosalinda Celentano (Satana), mentre la parte di Gesù è stata affidata a Jim Caviezel.
Il film è costato circa 25 milioni di dollari, ed in Italia l'uscita è prevista per il 7 aprile; lo distribuirà la Eagle Pictures.

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