Il Future Film Festival parla (anche) francese

Alla XVI edizione del Festival (a Bologna, dal 1° al 6 aprile) tante novità che confermano la vitalità del cinema d'animazione d'Oltralpe.

Nell'anno della candidatura all'Oscar per Ernest & Célestine, anche il XVI FUTURE FILM FESTIVAL (a Bologna, dal 1° al 6 aprile 2014) vuol celebrare la straordinaria vitalità del cinema francese d'animazione con un'edizione ricca di titoli d'Oltralpe. In attesa di svelare il programma completo del festival, segnaliamo almeno tre film che - dopo aver conquistato pubblico e critica in Francia - si vedranno in anteprima al FFF: a cominciare da Ma maman est en Amérique, elle a rencontré Buffalo Bill, un racconto di formazione delicato e sognante, commovente e dolceamaro, che Marc Boréal e Thibaut Chatel hanno tratto dal fumetto di Jean Regnaud ed Émile Bravo, edito in Italia da Bao Publishing (proprio Regnaud e Bravo saranno a Bologna per accompagnare il film). Negli anni '70, in una piccolo cittadina di provincia, il piccolo Jean comincia la sua avventura alle scuole elementari. Quando gli chiedono cosa fa la sua mamma, il piccolo racconta che è una segretaria, che è sempre in viaggio per il mondo e che gli manda cartoline coloratissime e piene di avventura. Pian piano, però, il piccolo inizia a rendersi conto che forse la verità è diversa da come gliela raccontano. Tra i doppiatori l'emergente Julie Depardieu, figlia di Gerard Depardieu.

Ancora negli anni '70, ma sullo sfondo della Costa d'Avorio, si svolge Aya de Youpogon di Marguerite Abouet e Clément Oubrerie. Siamo a Youpogon, quartiere popolare ribattezzato Yop City perché "così fa più americano": qui vive Aya, una ragazza seria che preferisce lo studio al divertimento. Aya è in perenne contrasto con le sue due amiche Adjoua e Bintou, che invece pensano solo a moda, pettinature e maschietti. Le cose si complicano quando Adjoua rimane incinta. Che fare, coinvolgere le famiglie o cercare di abortire? Tratto dall'omonima graphic novel di Abouet e Oubrerie, un film che sa raccontare con gentilezza e ironia, senza stereotipi, la quotidianità di un Paese di cui sappiamo troppo poco.

Questo "tris di assi" (ma altri ne seguiranno) si chiude con un film da poco uscito nelle sale francesi, Tante Hilda!, che segna il ritorno di un autore già noto al pubblico italiano, il Jacques-Rémy Girerd de La profezia delle ranocchie, con un cartoon ecologista sulla bellezza del mondo vegetale, contro i risvolti oscuri prodotti dalle manipolazioni genetiche sulla natura. Hilda, amante della natura e convinta ambientalista, ha creato un museo dedito alla preservazione delle piante rare di tutto il mondo: quando sul mercato compare un nuovo vegetale geneticamente modificato, Attilem, che necessita di pochissima acqua e fertilizzante, il mondo intero si entusiasma e dichiara finite l'emergenza della fame nel mondo. Solo Hilda non ci casca, e decide di indagare per vederci più chiaro. Tra i doppiatori, due regine del cinema francese, Sabine Azema e Josiane Balasko.

Un'attenzione, questa per la Francia, che sin dalle origini fa parte del dna del Future Film Festival, e che i direttori Giulietta Fara e Oscar Cosulich sono felici di poter rinnovare ancora una volta: 'Siamo lieti di accogliere quest'anno un numero così cospicuo di film francesi: sin dall'inizio il FFF ha prestato particolare attenzione a questo paese, ragionando nel 2005 con Duboi, McGuff e Sparx (case di produzione francesi) su un "French Touch" nella realizzazione di effetti speciali. Nel 2011 il festival ha ospitato Luc Besson, per l'anteprima del film Arthur 3 - La guerra dei due mondi. Ci piace pensare che anche l'Europa sia un continente competitivo nella produzione di film d'animazione, come dimostra appunto l'esempio francese'. Per informazioni: www.futurefilmfestival.org.

Il Future Film Festival parla (anche) francese

Fonte: Comunicato stampa

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