Boyhood

2014, Drammatico

I migliori film del 2014: la top 20 di Beatrice Pagan

In attesa della pubblicazione della top 20 definitiva dello staff del nostro webmagazine, abbiamo deciso di svelare, una per volta, le selezioni dei singoli redattori. Oggi, spazio alle preferenze di Beatrice Pagan.

L'abbiamo fatto l'anno scorso, e l'iniziativa è stata apprezzata, per questo la riproponiamo in questo freddo inizio di 2015: prima di presentarvi la Top 20 definitiva della redazione di Movieplayer.it relativa ai titoli usciti in Italia nel 2014, diamo spazio alle preferenze individuali, e al racconto personalissimo di un intenso anno di cinema, di ciascuno dei nostri redattori. Sulla base delle classifiche personali, come sempre, sarà ricavata la Top 20 dello staff; per cominciare, tuttavia, godetevi la selezione della nostra Beatrice Pagan.

Leggi anche [I migliori film del 2014 - la top 20 della redazione di Movieplayer.it](http://movieplayer.it/articoli/i-migliori-film-del-2014-la-top-20-della-redazione-di-movieplayerit_1403

1 - Boyhood
2 - Mommy
3 - The Lego Movie
4 - Alabama Monroe - Una storia d'amore
5 - Sils Maria
6 - Guardiani della Galassia
7 - Father and Son
8 - Ida
9 - Melbourne
10 - A proposito di Davis
11 - Nebraska
12 - Il Sale della Terra
13 - L'amore bugiardo - Gone Girl
14 - Locke
15 - Big Hero 6
16 - Interstellar
17 - Lo Sciacallo - Nightcrawler
18 - Grand Budapest Hotel
19 - The Wolf of Wall Street
20 - Il capitale umano


"Per chi non ama fare bilanci il momento di riunire in una classifica ciò che si è amato nei dodici mesi precedenti è veramente complicato: troppi i fattori da prendere in considerazione, innumerevoli le sfumature delle emozioni da equiparare. Al termine di un'aspra lotta tra razionalità e cuore il risultato sarà comunque molto probabilmente una mediazione rappresentativa ma non del tutto esaustiva con piccole, significative, assenze. Il 2014 cinematografico è stato ricco di momenti memorabili e al tempo stesso di delusioni, il tutto immerso in un gran numero di titoli che hanno, ognuno a proprio modo, suscitato una reazione che ha contribuito a definire un'annata. Guardandosi indietro sono quindi i titoli che hanno saputo sorprendere, guidando verso angoli inaspettati della nostra mente e anima, a guadagnarsi un posto tra i miei preferiti dell'anno.

Boyhood: Patricia Arquette insieme a Ethan Hawke e Richard Linklater sul set

Non è quindi una sorpresa se in vetta, e senza troppa concorrenza, si trova Boyhood. Richard Linklater è riuscito ancora una volta a unire finzione e realtà in un modo naturale che disarma di fronte alla sua capacità di avvicinarsi alla vita, trasformando piccoli frammenti di esistenza in arte e dando vita a momenti in cui riconoscere se stessi o il mondo che ci circonda, abbattendo i confini razionali che spesso impediscono di immergersi totalmente in una storia per il grande schermo. Assistere all'evoluzione del piccolo Mason e della sua famiglia diventa così un'esperienza unica, irripetibile e soprattutto preziosa per ricordare la bellezza del cinema che, in rari casi, riesce a esplorare con incredibile bravura il significato della vita stessa. Risultato raggiunto, anche se in modo diverso, anche da Xavier Dolan con il suo Mommy, un gioiellino che sfrutta in modo intelligente e brillante tutte le potenzialità del mezzo: dalle intense interpretazioni del suo cast all'uso della colonna sonora, senza dimenticare quel cambio di formato sullo schermo che riapre lo sguardo e alleggerisce il peso degli eventi sui protagonisti, aprendo uno spiraglio di positività e ottimismo in un mondo fino a quel momento duro e cupo. Toglie il respiro anche Alabama Monroe - Una storia d'amore, diretto dal belga Felix Van Groeningen, con il suo straziante racconto di amore e ferite impossibili da guarire, accompagnato dalle note di un repertorio bluegrass interpretato in modo memorabile da Johan Heldenbergh e Veerle Baetens.

The Lego Movie: Batman parla con un degli omini Lego

Al terzo e al sesto posto spazio ai due migliori film di intrattenimento del 2014: The LEGO Movie, con il suo racconto avventuroso e ricco di inventiva realizzato in modo impeccabile (e non si può dimenticare la presenza di uno dei più divertenti Batman mai apparsi nelle sale), e la trascinante avventura con cui il regista James Gunn ha introdotto i Guardiani della Galassia nel mondo del cinema. Arriva invece in quinta posizione Sils Maria per merito della sua affascinante rappresentazione del mondo dello spettacolo e un approccio tagliente al confronto tra generazioni diverse, anche grazie alla perfetta gestione di Olivier Assayas delle differenti personalità delle sue protagoniste; e se Juliette Binoche è sempre una conferma e Chloe Moretz una presenza limitata ma carismatica, è invece la tormentata Valentine interpretata da Kristen Stewart, finalmente ritornata a tematiche più adatte alla sua personalità, a dominare la scena e riflettere il susseguirsi di ombre e luci che contraddistinguono il meraviglioso paesaggio della località alpina di Sils Maria, tra le montagne delle Alpi.
A far conquistare il settimo posto a Father and Son sono la delicatezza e l'attenzione di Hirokazu Koreeda che lo differenziano dai tanti film dallo spunto simile, tratteggiando differenze sociali e personali di due famiglie che devono affrontare lo scambio dei propri figli avvenuto al momento della nascita, senza però mai idealizzare o condannare nessuno dei due approcci alla vita.

Ida: Agata Trzebuchowska, nei panni di una giovane novizia, in una scena del dramma di Pawel Pawlikowski

Non dovrebbe avere rivali alla corsa verso la conquista dell'Oscar per il Miglior Film Straniero Ida di Pawel Pawlikowski: il suo viaggio affronta tematiche storiche e spirituali senza mai sprecare un minuto o un'inquadratura, equilibrando in modo magistrale leggerezza e tristezza e sfruttando nel migliore dei modi la fotografia di Ryszard Lenczewski e Lukasz Zal. Nella top 10 si è ritagliato un posto anche Melbourne di Nima Javidi grazie a una sceneggiatura ideata con intelligenza e una regia ricca di spunti brillanti che mettono in evidenza il potenziale del regista. A chiudere la prima metà della mia classifica è il malinconico e sentito ritratto di un perdente e del mondo della musica firmato dai fratelli Coen in A proposito di Davis, che ha inoltre il merito di aver imposto all'attenzione del pubblico e della critica l'attore Oscar Isaac, uno dei volti più interessanti apparsi nel panorama cinematografico negli ultimi anni. Il malinconico Nebraska di Alexander Payne non può mancare nel riassunto del meglio del 2014, non solo per l'interpretazione misurata del suo cast, ma anche per la sua capacità di cogliere con sensibilità la natura umana e i difetti che rendono unico ogni individuo.

Il Sale della Terra: il fotografo Sebastião Salgado in una scena del film a lui dedicato

Superando i confini tra forme artistiche diverse, il documentario Il Sale della Terra co-diretto da Wim Wenderse Juliano Ribeiro Salgado riesce a sfiorare importanti questioni ambientali e al tempo stesso una storia personale seguendo i progetti del fotografo Sebastião Salgadoalla scoperta della meraviglia della natura attraverso uno sguardo unico sul nostro pianeta e i suoi abitanti. Spazio poi al thriller quasi hitchcockiano L'amore bugiardo, sostenuto dalla glaciale Rosamund Pike ottimamente diretto da David Fincher sfruttando l'intreccio dal cinismo tagliente creato dalla scittrice Gillian Flynn, che sconfigge l'agguerrita concorrenza pur essendo stato distribuito solo poche settimane prima della fine del 2014; mentre l'incisiva prova d'attore di Tom Hardy in Locke dà forza al coraggioso lungometraggio scritto e diretto da Steven Knight.

Baymax abbraccia il piccolo Hiro in una scena tratta dal film Disney-Pixar 'Big Hero 6'

Nel settore dell'animazione è la Disney che si dimostra ancora una volta particolarmente innovativa con Big Hero 6, in cui azione, divertimento e sentimenti si mescolano con efficacia in una location che unisce elementi occidentali e orientali con originalità. Nonostante non riesca forse a soddisfare tutte le aspettative della vigilia, Interstellar si è distinto per la sua capacità di mediare gli elementi essenziali per un buon film di fantascienza con quelli di una storia famigliare che non esita ad affrontare la ricerca di un significato della vita. Nel settore attoriale si deve sottolineare la prova di Jake Gyllenhaal e Leonardo DiCaprio che firmano due delle performance maschili migliori del 2014 in Lo sciacallo e The Wolf of Wall Street, permettendo ai due lungometraggi di scalare la classifica dei venti migliori film dell'anno, mentre il mondo creato da Wes Anderson in Grand Budapest Hotel, con i suoi dettagli da scoprire a ogni visione e un cast stellare, conferma uno stile molto personale sempre in grado di soddisfare occhi e mente. A chiudere la Top 20 del 2014 c'è l'inaspettato ritratto della società compiuto da Paolo Virzì con il suo Il capitale umano, che rappresenta un'interessante variazione di atmosfera e tematiche all'interno della carriera del filmmaker.

Matthew McConaughey in un'intensa immagine del drammatico Mud

A concludere questa rapida cavalcata tra le uscite del 2014 meritano di essere citate anche alcune opere rimaste, per puri limiti numerici, escluse: l'interessante approccio al genere blockbuster compiuto da Darren Aronofsky con Noah, il toccante documentario Stories We Tell, la divertente commedia Non buttiamoci giù in cui brilla la star sempre più in ascesa Imogen Poots in attesa di un 2015 durante il quale sarà sicuramente protagonista, il duro The Look of Silence, il leggero ma intelligente Pride, il prezioso film animato La Storia della Principessa Splendente, la tormentanta Marion Cotillard in Due giorni, una notte, Joe con un Nicolas Cage finalmente alle prese con un progetto ben lontano dalla mediocrità e Mud, che ha evidenziato il talento di Matthew McConaughey ben prima dell'acclamato True Detective e del fin troppo retorico Dallas Buyers Club". (Beatrice Pagan)

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