I Leoni di Ferretti

Le sessanta sculture create dal grande scenografo per questo allestimento della Mostra del cinema continuano a far discutere.

"Sono già un oggetto di curiosità e di culto - ha detto il presidente della Biennale Davide Croff intervenendo all'incontro con Dante Ferretti promosso dal SNGCI - da Venezia ma anche da altre parti d'Italia e del mondo, aziende e privati ce li hanno già richiesti, pronti ad acquistarli semmai decidessimo di metterli in vendita".

Stiamo parlando dei sessanta leoni d'oro ideati dal grande scenografo premio Oscar per il restyling del Palazzo del Cinema di Venezia. Un progetto ricco ed ambizioso che sta facendo parlare molto di sé.
Mentre circola anche la voce di un'eventuale asta per recuperarne il costo, da qualche parte contestato alla vigilia dell'apertura della Mostra, Croff pensa di riutilizzarli in un'eventuale allestimento il prossimo anno e comunque di farne firmare a Ferretti ogni esemplare. "Quando saranno invecchiati potremo pensare di venderli e non certo al prezzo di costo, ma a quello, già in aumento, del loro valore simbolico".

Asta o non asta, insomma, i leoni sono ancora al centro dell'attenzione e hanno monopolizzato anche l'incontro con Ferretti, che con il tono di un'informale lezione d'autore, ha regalato al pubblico dello spazio che i giornalisti cinematografici animano quotidianamente alla Terrazza Stella Artois, confidenze e anticipazioni dietro le quinte del suo lavoro tra Cinecittà e Hollywood. Molto legato al cinema di Pier Paolo Pasolini, Federico Fellini (E la nave va) e Martin Scorsese, proprio a questi tre autori che hanno profondamente segnato la sua storia professionale, Ferretti deve i suoi viaggi alla Mostra prima della chiamata professionale di quest'anno, e già pensa ai nuovi progetti internazionali che seguiranno il ruggito dei leoni in vetroresina coperti da foglie d'oro in omaggio ai sessant'anni già compiuti dalla Mostra.

I Leoni di Ferretti

Fonte: SNGCI

Privacy Policy