Grace di Monaco

2014, Drammatico

Grace di Monaco: lo sceneggiatore confessa la verità su Twitter!

In occasione della premiere tv, Arash Amel si è tolto qualche sassolino dalla scarpa, svelando il vero colpevole del fallimento del biopic.

Quando ne è stata annunciata la messa in produzione, il biopic Grace di Monaco avrebbe dovuto puntare agli Oscar, ma poi tra critiche, minacce e smentite, il film ha fatto una brutta fine. La pellicola è già finita nel dimenticatoio, ma non tutti hanno messo una pietra sopra l'esito disastroso del film così, in occasione della premiere televisiva USA, lo sceneggiatore Arash Amel ha fatto irruzione su Twitter con un fiume di tweet in cui ha raccontato la sua verità.

Il film, bollato come menzognero dalla famiglia Grimaldi, che ha anche tentato di bloccarne la distribuzione, e bocciato pensantemente dalla critica, è risultato fallimentare sotto tutti i punti di vista nonostante la presenza di una star come Nicole Kidman nei panni della Princessa Grace Kelly. Cosa è andato storto?

Grace di Monaco: Nicole Kidman in una scena del film

Arash Amel punta principalmente il dito contro il regista, il francese Olivier Dahan. In seguito ai disaccordi creativi lui e il produttore Harvey Weinstein hanno realizzato due diverse versioni del film mettendo di mezzo tutti i collaboratori. Il pessimo risultato della pellicola diffusa, secondo Amel, dipende dalla colonna sonora invasiva, dai problemi legali con la famiglia Grimaldi, che ha imposto il taglio di intere scene. Mentre la nave affondava le persone abbandonavano il set, membri della produzione sono scomparsi in corso d'opera e sono spariti perfino interi set.

In tutto questo caos, però, Nicole Kidman si è comportata come una grande professionista, "un soldato che combatte contro le peggiori calamità". L'attrice si è dimostrata eccezionale e non è stato da meno il collega Frank Langella, definito "un vero gentleman".

Il vero problema, a quanto pare, è dipeso dagli scontri tra Dahan e Weinstein. Il regista si è riufiutato di inserire qualsiasi cambiamento che gli era stato richiesto dal produttore e visto che per la legge francese il final cut spetta all'autore, nessuno ha potuto contrastare in alcun modo la sua volontà. Come scrive Amel: "Il regista ha boicottato la collaborazione. Ho lottato per far sentire le mie opinioni, ma la legge è legge. Un giorno il mondo vedrà la mia versione. Ho intenzione di restare qui ancora a lungo".

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