Lo chiamavano Jeeg Robot

2015, Commedia

Globi d'oro 2016: Lo chiamavano Jeeg Robot è il Miglior Film

L'Associazione della Stampa Estera in Italia ha annunciato i vincitori dei premi che verranno consegnati stasera.

I membri dell'Associazione della Stampa Estera in Italia hanno scelto i vincitori della cinquantaseiesima edizione dei premi Globi d'oro che verranno consegnati stasera a Palazzo Farnese.
Il Miglior Film dell'anno è Lo chiamavano Jeeg Robot diretto da Gabriele Mainetti con la seguente motivazione: "Un premio doppiamente motivato. Perché confronta per la prima volta il mondo coriaceo della periferia romana con la carica esplosiva della "science fiction". Perché si è imposto all'attenzione di tutti grazie ad uno straordinario passaparola".

Tra gli interpreti riceveranno invece il riconoscimento Ondina Quadri, per la sua interpretazione nel film Arianna, ed Elio Germano per i risultati ottenuti con il lungometraggio Alaska.

Un bacio ha poi conquistato il Globo d'oro per la Miglior sceneggiatura scritta da Ivan Cotroneo e Monica Rametta, per "il coraggio di raccontare, con fantasia e sensibilità, un tema particolarmente complesso, come è quello del bullismo e dell'omofobia".

Il titolo di Miglior Commedia è stato attribuito a Perfetti sconosciuti di Paolo Genovese: "Per una commedia tagliente, che, fedele alla tradizione italiana, svela vizi e virtù del terzo millennio e con un finale amarognolo sa omaggiare degnamente il Maestro Ettore Scola e la sua Terrazza ormai vuota".

La Miglior Opera Prima per la stampa estera è L'attesa diretto da Piero Messina.

Ecco gli altri riconoscimenti:

Miglior Cortometraggio: Tra le dita di Cristina K. Casini
Miglior Documentario: If Only I Were That Warrior di Valerio Ciriaci
Miglior Musica: Carlo Crivelli per Sangue del mio sangue
Miglior Fotografia: Fabio Zamarion per La corrispondenza

In questa edizione sono inoltre stati assegnati due premi speciali. Fuocoammare di Gianfranco Rosi ha vinto il Gran Premio 2016 della Stampa Estera: "Rende omaggio a un'opera forte che è un grido di rivolta di fronte a una tragedia continua ormai percepita con rassegnazione, come una sorta di normalità. Fuocoammare descrive un popolo di pescatori che accoglie a braccia aperte tutto quello che viene dal mare, compresa la disperazione umana, con una generosità che riscatta l'Europa dal filo spinato e delle ossessioni identitarie".

Il Globo d'oro 2016 alla carriera è stato infine attribuito a Nicoletta Braschi e Roberto Benigni: "Fuori dagli schemi in tutto, loro due non raccontano la cultura, la fanno. Più italiani tra gli italiani, rappresentano una vera quintessenza dell'imprevedibile anima di questo Paese. Sanno di continuo tradurre l'arduo in un linguaggio universale che affascina e incanta. Una coppia la cui carriera ha raggiunto e superato vette e sogni".

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