Gabriele Muccino su Captain America: Civil War: "B movie per dementi"

L'ultima "muccinata" è una riflessione sui cinecomics, il cinema di qualità, Netflix come ancora di salvezza e i bei tempi del Batman di Nolan.

Tra i due litiganti (ovvero Iron Man e Captain America) il terzo non gode, ma esce dal cinema e va ad ammirare le stelle. Questo in sostanza riassume l'ultimo post di Gabriele Muccino, che dopo aver infiammato i social nostrani (e aver deliziato tutti gli amanti della polemica) con le sue uscite sul doppiaggio e su Pier Paolo Pasolini, qualche ora fa ha detto la sua su Captain America: Civil War, che non gli è piaciuto. Al tempo stesso però, ne ha approfittato per una riflessione che riguarda la fase attuale che sta attraversando il cinema internazionale.

Leggi anche:

"Alla fine sono andato. Sono andato ieri a vedere Captain America: Civil War. E devo dirlo, non sono riuscito a vederlo tutto. Mi ha talmento depresso l'idea di disattivare la mia mente del tutto pur di diventare un demente fruitore di un simile B movie che alla fine mi sono liberato di quella tortura che attanagliava la mia vista e sono uscito dal cinema pur di riveder le stelle e sentire di nuovo me stesso e potermi illudere che il cinema non sia davvero diventato tanto di scarto. Il cinema drammatico è stato completamente scippato al cinema da Netflix e questo si sa. Quello di qualità viene confinato e ammassato nei tre mesi antecedenti alla stagione degli Academy che va da settembre a dicembre, durante la quale escono circa 40 film di cui almeno l' 80 percento rimane del tutto sotto il radar e lontano dalla possibilità di essere conosciuto dal pubblico, eppur famelico del cinema di qualità che ancora c'è, lì fuori. Tutto quel che resta in giro, quasi tutto, è spesso privo, appunto, di tutto."

Leggi anche: Captain America: Civil War, le opinioni della redazione

"Se non c'è un Art House vicina, e per vicina intendo entro i 30 kilometri, se parliamo di Los Angeles, non c'è modo di andare al cinema senza finire quasi inesorabilmente intrappolati in un bel Multiplex incolore e nella fruizione passiva e inaffettiva di un film che va ben oltre l'accettabilità della necessaria commerciabilità del prodotto. Captain America e con esso tutto il franchising che sta divorandosi Hollywood, diventa amnesia del cinema e di cosa esso possa e debba rappresentare. Il Batman di Nolan piuttosto che l'Iron Man di Favreau sono ormai pezzi di una scialuppa lontana e alla deriva. Il nuovo franchising, lanciato da quei film circa dieci anni fa, è ormai l'ammucchiata di Avengers che si prendono a botte dall'inizio alla fine senza che a te, e parlo per me, si intenda, possa fregare di meno."

Leggi anche: Come il Batman di Christopher Nolan ha cambiato per sempre i cinecomic

"E allora si torna casa, si accende Amazon, Netflix e si scarrella alla ultima e urgente ricerca di qualcosa di bello da vedere. E quando lo si trova, si tira un respiro e si guarda finalmente un FILM."

Leggi anche: Netflix Italia: Gli ultimi aggiornamenti al catalogo

A parte qualche educato commento di disaccordo, la maggior parte dei followers di Muccino si è detto d'accordo con il suo punto di vista. Voi invece cosa ne pensate, Muccino ha ragione oppure è solo una delle sue provocazioni? Fatecelo sapere nei commenti in fondo a questa news!

Gabriele Muccino su Captain America: Civil War:...
Muccino, Silvio contro Gabriele: veleni e rivelazioni in TV
La Marvel e i finali nascosti: tutte le scene dopo i titoli di coda!
Privacy Policy