Consegnati i Vesuvio Award a Marisa Tomei e Cate Blanchett

Due serate dal sapore internazionale al Napoli FilmFestival, con i premi alle due popolari attrici.

Due grandi attrici sono salite sul palco del Napoli FilmFestival nei giorni scorsi per ritirare il Vesuvio Award a loro destinato: Marisa Tomei e Cate Blanchett.

Martedì è stato il turno dell'attrice italo-americana che ha chiacchierato ampiamente con il pubblico prima della proiezione del suo recente Il Guru. L'attrice ha raccontato la sua carriera e le sue scelte per i diversi ruoli, come passa da Hollywood al cinema indipendente al teatro e poi di nuovo ad Hollywood quando aveva bisogno di più soldi. Ha dedicato parole affettuose ai suoi comprimari in vari film, soprattutto Mel Gibson, che reputa un artista completo ed affascinante, Matt Dillon che la affianca nel prossimo Factotum dopo essere stato nel suo debutto.
Non è mancata qualche parola sul suo prossimo progetto, Danika, che si appresta a girare a Los Angeles: un thriller cupo e violento che sfrutta la nuova popolarità che ha investito il genere dopo il successo di The Ring, e che affronta il tema di cosa voglia dire essere madre al giorno d'oggi. Una breve vacanza a Napoli e Capri, ha ammesso l'attrice, è stata perfetta prima di immergersi nelle atmosfere cupe del film di Ariel Vromen.
Un accenno anche alle sue origini italiane, che anno radici tra la zona di Lucca e la Sicilia, e alla sua impressione su Napoli, che ha trovato non dissimile dalla sua Brooklyn. "Essere napoletani", le è sembrato, "è un po' come essere di Brooklyn: sono napoletano, sono di Brooklyn, posso fare tutto, ho visto già tutto!".

Più breve il tempo dedicato da Cate Blanchett al pubblico del festival, non per colpa sua, ma per gli imprevisti che hanno tempestato il suo soggiorno partenopeo, che da qualche giorno si è ridotto a qualche ora.
L'attrice australiana, infatti, è arrivata il città nel tardo pomeriggio ed è ripartita per Londra subito dopo la consegna del premio, giusto il tempo per incontrare la stampa e il pubblico della città.
Breve il soggiorno, come è sempre stato in passato. In tre dei suoi film, infatti, ci sono alcune sequenze girate nella città italiana: Il talento di Mr. Ripley, Le avventure acquatiche di Steve Zissou ed Heaven hanno richiesto qualche giorno di riprese in città, ma il soggiorno è sempre stato troppo breve per darle un'idea soddisfacente, quindi spera che la prossima volta possa venire qui per una vera vacanza.
A suggello di questa promessa di ritorno a Napoli, il presidente del Festival le ha consegnato il Vesuvio Award per la sua carriera, ma non prima di aver parlato dei suoi ruoli più rappresentativi, e soprattutto della difficoltà di interpretare una grande attrice del passato, Katherine Hepburn, nel ruolo che le è valso l'Oscar per The Aviator e dell'impegno del personaggio di Veronica Guerin (proiettato al termine dell'incontro).
Il festival ha visto ieri anche l'anteprima di Danny the Dog, da oggi nelle sale italiane, e in serata sarà la volta di La mia vita a Garden State, seguito dal documentario End of the Century: the Story of the Ramones, oltre ad aver proseguito il suo viaggio tra i film delle sezioni in concorso e delle varie retrospettive, tra cui Il camorrista di [PEOPLE]Giuseppe Tornatore[/FILM].

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