Censura sugli Oscar

L'America puritana ancora sotto shock per il seno scoperto di Janet Jackson durante l'intervallo del Superbowl, impone una differita di cinque secondi alla cerimonia degli Oscar.

Patrizio Marino

La notte del Superbowl sembra aver segnato una linea di demarcazione nelle trasmissioni televisive americane. Per i pochi che non lo sapessero, Janet Jackson e Justin Timberlake si sono esibiti durante l'intervallo del match e Timberlake ha strappato "inavvertitamente" il top della Jackson, lasciandole scoperto il seno destro.
Quest'episodio ha causato le proteste di milioni di americani ed ha aperto un vero e proprio dibattito sui giornali e nelle televisioni americane.

La mannaia della censura adesso si abbatterà anche sulla serata del Kodak Theater per la consegna degli Academy Awards: la trasmissione della ABC avrà una differita di cinque secondi, come annunciato dal produttore dello spettacolo, Joe Roth, che servirà a censurare eventuali bestemmie e parolacce, mentre non dovrebbero essere soggette a censura le dichiarazioni politiche dei protagonisti dello spettacolo.

Il ritardo di cinque secondi permetterà agli addetti al montaggio di mettere un beep sonoro sulle frasi da censurare.
A questa decisione , che comunque resta una forma di censura arbitraria, si è duramente opposto il presidente dell'Academy Frank Pierson con una lettera indirizzata a tutti i membri dell'Academy nella quale afferma: "Anche un piccolissimo ritardo introduce comunque una forma di censura. Non voluta direttamente dal governo, ma in un certo senso determinata, seppur per volontà dello stesso network, da quello che potrebbe essere tollerato dal governo. Ed è anche peggio" e continua, "Una volta accettato il principio di un ritardo nella messa in onda - ha concluso - quanto si dovrà aspettare prima che le idee, oltre che le parole, siano soggette a censura?"

Ricordiamo che l'anno scorso il regista Michael Moore, nel ritirare il premio per il miglior documentario per Bowling for Columbine, si scagliò contro la politica del Presidente Bush e contro la politica in Iraq: la domanda è, nell'eventualità di un'analoga esternazione quest'anno, ci sarà possibile ascoltarla o saremo costretti a sorbirci una lunga serie di raggelanti "beep"?

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