Cannes 2014, giorno 3 con Captives e Dragon Trainer 2

Il thriller di Atom Egoyan in concorso con "Winter Sleep" del regista turco Nuri Bilge Ceylan. In Un certain regard esplode la passione con "La chambre bleue", tratto dal romanzo di Simenon e "Amor Fou" di Jessica Hausner.

Negli stessi giorni in cui è nelle sale italiane con Devil's Knot, il regista Atom Egoyan presenta al Festival di Cannes un altro thriller, Captives, che vede tra gli interpreti principali Ryan Reynolds e la bella Rosario Dawson. Il film viene presentato oggi in concorso insieme all'ultimo lavoro del regista turco NNuri Bilge Ceylan, Winter Sleep. Captives è un thriller psicologico che si evolve attorno al sequestro di una ragazzina e al modo in cui questo tragico evento condiziona le vite di tutti coloro che ne sono coinvolti. Reynolds interpreta un giovane padre che otto anni dopo il rapimento di sua figlia, si convince che la ragazza - ormai adolescente - sia ancora viva. Con Winter Sleep invece Nuri Bilge Ceylan ci riporta in Anatolia con la storia di un uomo, un ex attore in pensione, che gestisce un albergo insieme a sua moglie e sua sorella. Tre personaggi che si ritroveranno a confrontarsi con vecchi rancori familiari, con l'arrivo dell'inverno. (D'altronde occuparsi di un albergo durante la stagione invernale non è mai facile, chiedete a Jack Torrance.)

Mentre Egoyan e Ceylan si contendono la Palma d'Oro, sulla Croisette oggi è atteso anche Hiccup Horrendus Haddock III - per gli amici semplicemente Hiccup - con il suo drago, ormai cresciuto e pronto a vivere una nuova avventura in Dragon Trainer 2, che arriverà nelle sale italiane in estate inoltrata. Curiosamente il film d'animazione viene presentato fuori concorso insieme a due documentari che affrontano temi più impegnati. Con Silver Water infatti, il regista Mohammed Ossama ripercorre le vicissitudini politiche della Siria negli ultimi tre anni, mentre in Red Army di Gabe Polsky si parla delle recenti trasformazioni politiche e sociali della Russia partendo dallo sport nazionale, l'hockey su ghiaccio.

Nella sezione Un certain regard invece, esplodono passioni estreme (e non prive di conseguenze): i due film presentati oggi infatti sono La chambre bleue di Mathieu Amalric e Amour fou di Jessica Hausner. Amalric dirige e interpreta un adattamento de La camera azzurra di Georges Simenon nel quale una relazione extraconiugale porterà uno dei due amanti ad essere accusato di omicidio. La Hausner, che ricordiamo per Lourdes (che fu presentato a Venezia cinque anni fa) stavolta porta a Cannes un biopic incentrato sul rapporto tra il poeta Heintrich von Kleist ed Henriette Vogel, un rapporto sul quale incombeva tra le altre cose anche la grave malattia di lei, e che ebbe un epilogo tragico sulle rive del Wannsee, nel 1811.

Non mancano storie interessanti anche nelle altre sezioni del festival francese: Self Made di Shira Geffen e GGett: The Trial of Viviane Amsalem sono due storie al femminile ambientate in Israele che affrontano tematiche politiche, ma anche legate al divorzio, che è fortemente condizionato da leggi sessiste. Non va meglio alla protagonista di Catch Me Daddy, che viene presentato nella Quinzaine e vede protagonista una ragazza in fuga da una famiglia oppressiva che addirittura si ritrova braccata da una banda di cacciatori di taglie.

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