Breaking Bad: Peter Gould parla di Granite State

"Se riuscissimo a far sì che il pubblico facesse ancora una volta il tifo per Walt sarebbe magnifico" dice l'autore e regista dell'episodio.

Attenzione! Consigliamo ai gentili lettori che non vogliono conoscere dettagli inediti sull'ultima stagione di Breaking Bad, di non proseguire nella lettura di questa news. Siamo a un passo dal dire addio a Walt White e agli altri, tragici, personaggi di Breaking Bad e l'ultimo episodio andato in onda, Granite State, è l'equivalente della quiete prima della tempesta. Anzi, la sensazione che si ha durante la visione è quasi quella dell'addio che abbiamo tanto temuto, perché fino a pochi minuti dalla fine, sembra che Walt abbia deciso di gettare la spugna, arrivando perfino a farsi rintracciare dalla polizia nel suo rifugio in New Hampshire - chiamato lo Stato di Granito in riferimento al titolo dell'episodio - ma andiamo con ordine.

Ancora una volta la serie ha infranto i suoi record precedenti (6.6 milioni di ascoltatori) nonostante abbia sfidato i campionati nazionali di football e la cerimonia degli Emmy Awards andati in onda nello stesso time slot, e siamo più che certi che il finale seguirà lo stesso percorso vincente. White è sul sentiero di vendetta contro gli ariani, che lo hanno derubato dei milioni accumulati, ma dopo aver parlato con Saul - che si trova nello stesso, temporaneo, rifugio grazie a un uomo specializzato nel far sparire la gente (Robert Forster) - Walt cambia idea e decide di mettere da piano i suoi piani di assassinare Jack & Co. e di "affrontare la musica" per dare una chance alla sua famiglia, che se la sta passando davvero male. Trasportato in una baita nelle montagne del New Hampshire, Walt è ormai agli sgoccioli e decide di mandare quello che può (100.0000 dollari) alla sua famiglia attraverso un amico di suo figlio. Rischiando di allertare la polizia, Walt chiama Junior per comunicargli il suo piano, ma la straziante telefonata non va come previsto e dopo aver ricevuto maledizioni e auguri di morte da parte di suo figlio, White è ormai un uomo finito e decide di consegnarsi alle autorità. Ancora una volta però, il suo punto debole, l'orgoglio, entra in gioco quando assiste a un'intervista televisiva ai co-fondatori della Grey Matters Technologies, Gretchen ed Elliott, che minimizzano la collaborazione di Walt nella creazione dell'azienda. Walt non ci vede più dalla rabbia e sparisce proprio un attimo prima dell'arrivo della polizia "non posso dire molto in merito a quello che è successo alla fine dell'episodio, perché ha a che fare con quello che succederà nel finale. Si possono fare molte supposizioni ma penso che sarà molto interessante parlarne dopo il finale. Penso che la gente vedrà le cose sotto una luce diversa" ha detto l'autore e regista di Granite State, Peter Gould.

Granite State 3
Il regista ha rilasciato un'intervista a The Hollywood Reporter dove innanzitutto ha lodato a piene mani la collaborazione del veterano Forster "quando stavamo parlando del personaggio in sala autori lo chiamavamo proprio Robert Forster. Il nostro punto di riferimento è stato Max Cherry di Jackie Brown. Quando abbiamo saputo che eravamo riusciti a interessarlo, Vince Gilligan e io lo abbiamo chiamato al telefono e abbiamo discusso della parte con lui. E' stato fantastico. Ha contribuito davvero tanto, dando un'aria particolare al personaggio che ti dice più del testo. E' un ruolo molto importante in questo episodio e avevamo bisogno di una persona di spicco da mettere al fianco di Bryan Cranston". Gould ha spiegato che ha lasciato molta libertà di azione all'attore e a Cranston per le loro scene insieme "a volte per dirigere bene è necessario non dirigere, lasciare che gli attori si esprimano come vogliono. Ho detto a Robert che poteva prendersi tutto il tempo che voleva. Spesso in televisione il passo è frenetico - per buone ragioni - ma in questo caso c'era bisogno di un passo lento e lui ne ha fatto qualcosa di speciale, brillante. Gliene sono molto grato". Il regista ha poi raccontato che durante la lavorazione di questo episodio l'obiettivo era di creare empatia con Walt, con le sue sofferenze "In Ozymandias vediamo Walt al massimo della sua malvagità. In questo episodio arriva al termine di questo suo viaggio, entra in una sorta di inferno ghiacciato, questo vicolo cieco dove niente fa più nessuna differenza. Quando un personaggio soffre in un modo che è realistico, è difficile non provare empatia, anche se poca. Se riuscissimo a far sì che il pubblico facesse ancora una volta il tifo per Walt sarebbe magnifico". Quello che senza dubbio ci ha fatto luccicare gli occhi è stata la magistrale interpretazione di Cranston durante la telefonata a Walt Jr e a quanto pare molte persone sul set hanno avuto la stessa reazione "è stata una scena incredibilmente dolorosa da scrivere come padre. Lui sta supplicando, pregando per avere qualcosa che abbia ancora un senso nella sua vita. RJ Mitte (Walt Jr.) è venuto sul set per dare a Bryan le battute fuori campo mentre stavamo girando. E' stato bellissimo e tutti i papà sul set erano in lacrime. La relazione padre-figlio è una delle fondamenta emozionale dello show sin dall'inizio. Quando mia figlia è nata la mia carriera era in pausa. Sarei stato anche io tentato di mettermi a produrre droga (ride) mi sono identificato molto all'inizio, questo è certo" Purtroppo il girato ha subito un incidente di lavorazione e la troupe e gli attori hanno dovuto rifare tutto daccapo, un "vero strazio".

Granite State 4
Mentre Walt decide del proprio destino, anche Jesse cerca di riprendere in mano la propria vita, con un tentativo di fuga dal laboratorio che termina miseramente. La sua bravata costerà cara ad Andrea, visto che gli ariani stavano usando lei e suo figlio come leva per costringere Jesse a produrre metanfetamina. Per punire Jesse e per fargli comprendere pienamente che non si tratta di un bluff, Andrea viene uccisa a sangue freddo proprio davanti ai suoi occhi. Così come il pianto supplichevole di Walt mentre parla con suo figlio, le urla straziate di Jesse non fanno che lacerarci selvaggiamente "Aaron Paul ci ha donato una performance straordinaria e aveva si e no mezza pagina di dialogo. Per me è stato incredibile. L'ultimo episodio in cui ho diretto Aaron è stato il settimo della quarta stagione. Aveva questo monologo sull'uccisione di Gale, fece un lavoro fantastico con quel dialogo, un momento davvero intenso. E qui invece si è trattato di una performance quasi interamente fisica. Era tutto nei suoi occhi. Aaron è una persona profondamente sensibile e sapevo che la sua reazione alla morte di Andrea sarebbe stata esplosiva e da spezzare il cuore. C'era un pezzo in più al principio della scena, che mostra Todd avvicinarsi alla casa e già in quei momenti Aaron ha dato tantissimo, una reazione così potente che abbiamo deciso di conservarla fino alla fine prima di iniziare le riprese". Fiumi di complimenti anche per Jesse Plemons, che interpreta Todd, un personaggio sinceramente agghiacciante nei suoi comportamenti psicotici "C'è proprio un pezzo mancante in Todd. Io penso che lui provi una vera simpatia per Jesse e di certo rispetta Skyler, ma allo stesso tempo fa quello che deve fare senza farsi problemi sulla brutalità necessaria. In un certo senso è quello che Walt avrebbe voluto che Jesse diventasse. Jesse Plemons è una persona molto creativa, un attore intelligente che lavora molto molto duro. Ha delle ispirazioni tangibili, uno dei miei momenti preferiti è nella prima scena dell'episodio, quando gli ariani stanno guardando la confessione di Jesse sull'uccisione di Drew Sharp per mano di Todd. Jesse lo chiama "Todd, that dead-eyed Opie piece of shit" e io ho guardato cosa Plemons stava facendo in quelo momento e 'Todd' stava masticando la sua cena con un lieve sorriso, come per dire "mi piace Jesse, si è ricordato il mio nome!". Jesse lo ha appena venduto alla polizia, ma lui non ha problemi in merito. La rabbia è un concetto astratto per Todd". Prima di prepararci al grande evento - Felina - vediamo se ci sono notizie in merito allo spinoff dedicato a Saul "abbiamo un sacco di idee, sono molto emozionato all'idea di lavorare nuovamente con Bob Odenkirk e Vince Gilligan. Adoro il personaggio di Saul, c'è tanto da raccontare su di lui. Ma al momento non ci sono accordi ufficiali, stiamo ancora lavorando per mettere a punto il tutto".

Breaking Bad: Peter Gould parla di Granite State
Privacy Policy