Balle Spaziali: curiosità e aneddoti a 30 anni dall'arrivo del film nelle sale

L'attore Bill Pullman ha raccontato la sua esperienza sul set del cult di Mel Brooks, distribuito nei cinema nel 1987.

Il film Balle Spaziali compie domani 30 anni e l'attore Bill Pullman ha ora condiviso qualche curiosità sul cult diretto da Mel Brooks, regista che l'ha scoperto mentre recitava al Los Angeles Theatre Center con uno spettacolo chiamato Barabbas.
L'interprete di Lone Starr ha ad esempio svelato che associa al periodo trascorso sul set l'immagine degli occhiali da sole: "All'epoca credevano che lo schermo blu facesse male agli occhi. Non ricordo se fosse Mel o se fossero gli assistenti alla regia che avevano sentito questa teoria, ma interrompevano le riprese e tutti indossavano gli occhiali da sole". Non tutti seguivano però l'indicazione perché era davvero difficile mantenere l'atmosfera leggera e a sfumature comiche mentre si tenevano indossati gli occhiali durante le pause.

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John Candy, Daphne Zuniga e Bill Pullman in una scena di Spaceballs

Pullman ha poi ricordato una delle prime sequenze girate insieme a John Candy, interprete di Barf, che aveva dei problemi con le orecchie meccaniche: "E' stata una giornata che l'ha messo alla prova. Voleva recitare in un certo modo, Mel voleva un altro approccio e poi ha dovuto affrontare i problemi meccanici con le orecchie e la coda. Il senso della comicità di John era così effimero e c'erano questi brevi momenti di timidezza così difficili da offrire mentre si cercava di controllare quegli elementi. Ma non ha mai urlato. Non si è mai arrabbiato. Si siedeva, diceva che doveva prendersi una pausa e tutti lo lasciavano stare. E poi si rialzava e diceva 'Ok, riproviamoci'".

Rick Moranis in Balle spaziali

Bill ha inoltre raccontato che Brooks aveva avuto qualche difficoltà nel delineare il personaggio che doveva interpretare e lui era in crisi perché non aveva mai lavorato con qualcuno con lo stile di Mel: "Mi ricordo che a un certo punto durante le prove mi ha chiesto 'Ti stanca tutto questo?'. Dovevo avere un aspetto esausto. Gli ho detto che stavo bene e ha replicato 'Semplicemente non voglio che tu arrivi al tour per incontrare la stampa e pensi 'Oh, ora so come dire la battuta!'. E semplicemente quella frase mi ha insegnato molto".

Rick Moranis, inoltre, non sempre andava d'accordo con il regista perché aveva uno stile più concettuale, causando un po' di tensione sul set: "Nessuno vuole dire 'Non è divertente' mentre stai lavorando".
La star ha inoltre raccontato che Mel Brooks si concedeva delle pause, durante le quali faceva dei sonnellini della durata di cinque minuti, per ricaricare le energie e trovare il modo di risolvere alcuni problemi. Pullman ha infine lodato il lavoro compiuto dal make up artist Bob Mills e dal costumista Donfeld, in grado di dargli dei suggerimenti per migliorare la propria carriera.

L'attore, dopo trenta anni, ha però ancora un ricordo particolarmente positivo degli insegnamenti ricevuti da Brooks: "Mel diceva che il 10% di qualsiasi cosa è buono. Era un modo per dire che nell'arte e nell'essere creativi ci sono delle cose, suggerimenti, idee e qualsiasi elemento per arrivare a quel 10% che sono davvero buone. E' il concetto di cercare l'eccezionale, e sapere che è raro e devi sempre essere consapevole di quanto duramente devi cercarlo".

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