Al via Locarno con la retrospettiva Welles

Prende il via la 58° edizione del Festival di Locarno che può contare oltre alla selezione in concorso, una interessante retrospettiva sul mitico Orson Welles.

Angelica Chondrogiannis

Inaugurata ieri, 3 agosto 2005 la 58° edizione del Festival di Locarno, con una cerimonia in cui Irene Bignardi, direttore artistico del Festival, ha presentato la Giuria del Concorso Internazionale. In giuria sono Valerio Adami (Italia), artista, Niki Karimi (Iran), attrice e regista, Tsai Ming Liang (Taiwan), regista, Linda Myles (Gran Bretagna), produttrice, Aparna Sen (India), attrice, autrice e regista, Richard Sclagman (Gran Bretagna), editore, e Vittorio Storaro (Italia), direttore della fotografia.

Il film che ha aperto la 58° edizione del Festival di Locarno fa parte della retrospettiva su Orson Welles ed è stato The Orson Welles Story, la più completa intervista a Welles mai filmata, per il ragguardavelo ammontare di 165 minuti. A seguiire un corto dedicato al regista, Hit-A-Sin Rain, e un lungometraggio biografico, RKO 281. Il primo, Hit-A-Sin Rain , è un brevissimo sketch di animazione basato su un gioco di parole: delle mani mimano dei frammenti di frase che, capovolgendosi, vanno a formare il titolo Citizen Kane (Quarto potere). Questo corto venne inviato in segno di omaggio a Welles, il quale, pare non aprì mai il pacco che lo conteneva. RKO 281 di Benjamin Ross, invece si fregia della produzione di Ridley e Tony Scott, e racconta la storia dell'ideazione, della realizzazione e della distribuzione di Quarto Potere, osteggiata dal magnate dell'editoria William Randolph Hearst, al quale il personaggio di Kane era fortemente ispirato. Il titolo del film corrisponde al numero del progetto presso la casa di produzione prima dell'assegnazione definitiva del nome: Nato come prodotto per la TV, il film venne successivamente scelto per il cinema e narra (ispirato al documentario The Battle Over Citizen Kane) del rapporto tra Welles e il suo collaboratore Herman Mankiewicz, lo sceneggiatore alcolizzato interpretato da un buon John Malkovich. Una delle note positive di un film per il resto piuttosto piatto (del resto il tema non era certo semplice) è la scena dell'incontro e del dialogo tra il regista e Hearst in ascensore: quando il magnate gli chiede perché abbia riferito a tutti la sua vita, Welles risponde che ha voluto raccontare la vita di un uomo che ha compiuto delle scelte e aveva un suo modo di amare, come tutti; in risposta a questo Hearst dice che la sua lotta contro il mondo è finita, quella di Welles è appena iniziata.

A chiudere la rassegna Il principe delle volpi, storia di Cesare Borgia (Orson Welles) che, insieme a Andrea Orsini (Tyrone Power) cerca di avere sotto il suo controllo l'intera penisola. Un'opera decisamente minore nella filmografia di Welles anche come attore, ma che si fa ricordare per le location nell'affascinate Repubblica di San Marino.

Al via Locarno con la retrospettiva Welles
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