Addio Gastone Moschin: ci lascia l'architetto Melandri di Amici Miei

L'attore aveva 88 anni e da qualche giorno era ricoverato in un ospedale di Terni. Tra tanti ruoli di culto in altrettante commedie all'italiana, sarà ricordato soprattutto per il ruolo di Melandri in Amici Miei.

Ci lascia all'età di 88 anni Gastone Moschin, l'ultimo compagno di zingarate di Amici miei ancora in vita. Moschin aveva 88 anni e la sua scomparsa è stata confermata da sua figlia con un post sui social.

Leggi anche: Amici miei, ricordi nostri: 40 anni passati 'come fossero antani'

Gastone Moschin era nato in provincia di Verona nel 1929. Dopo aver studiato all'Accademia d'arte drammatica di Roma, iniziò la carriera di attore a teatro, nei primi anni '50, come membro della Compagnia del Teatro Stabile di Genova e del Piccolo Teatro di Milano, successivamente collaborando anche col teatro di Torino. Il primo contatto col cinema avviene invece nel '55, quando recita ne La rivale, diretto da Anton Giulio Majano. Grazie alle sue doti fisiche e attoriali, che fanno di lui un ottimo caratterista e un personaggio riconoscibile, trova ruoli in numerosi progetti, soprattutto nei film della commedia all'italiana, tra i quali vanno ricordati Audace colpo dei soliti ignoti, seguito de I soliti ignoti, diretto da Nanni Loy; Che gioia vivere! (1961) di René Clement, e dello stesso anno Tiro al piccione, opera prima di Giuliano Montaldo; Anni ruggenti (1962) diretto da Luigi Zampa, che firma la sceneggiatura insieme a Sergio Amidei e Vincenzo Talarico, dove Moschin recita accanto a Nino Manfredi e Gino Cervi; Signore & Signori (1966), di Pietro Germi con Virna Lisi, e la fortunata serie di Amici miei (1975, atto I 1982, atto II 1985), diretta prima da Mario Monicelli, in seguito da Nanni Loy, dove interpreta l'architetto Rambaldo Melandri. Nel '72 accetta poi di interpretare Don Camillo, dopo la morte di Fernandel, in Don Camillo e i giovani d'oggi, diretto da Mario Camerini, affiancato da Lionel Stander nei panni di Peppone.

Gastone Moschin e Barbara Bouchet in una scena di Milano calibro 9

Dal '60 iniziò anche la sua attività televisiva, che resta molto attiva fino agli ultimi anni. Da ricordare Il mulino del Po (1963), sceneggiato di Sandro Bolchi, I miserabili (1964), e negli ultimi anni Don Matteo e Sei forte Maestro. Nel 1991 partecipa anche al telefilm francese Macaronì, ispirato al romanzo autobiografico di Francois Cavanna, di cui Moschin interpreta il padre. Nel '70 abbandona la commedia per recitare nel drammatico nominato all'Oscar Il conformista, primo successo della coppia Bernardo Bertolucci / Vittorio Storaro, tratto dal romanzo di Alberto Moravia, dove recitano anche Jean Louis Trintignant e Stefania Sandrelli. Nel '74 lavora brevemente negli Stati Uniti, interpretando un boss della mafia newyorkese nel secondo capitolo della saga de Il padrino, di Francis Ford Coppola. Nell'81 è tra gli attori del biografico Il leone del deserto, di Moustapha Akkad, con Anthony Quinn, Oliver Reed e Rod Steiger. Tra i '70 e gli '80 recita inoltre in numerosi film di genere, come il poliziesco cult Milano calibro 9 (1972), di Fernando Di Leo, con, oltre a Moschin, Barbara Bouchet e Philippe Leroy. Qui Moschin intepreta Ugo Piazza, criminale uscito di galera, e 'cacciato' dai suoi ex soci.

Addio Gastone Moschin: ci lascia l'architetto...
Amici miei, ricordi nostri: 40 anni passati 'come fossero antani'
I grandi della commedia italiana: 15 attori, 15 film e 15 scene cult
Privacy Policy