Addio a Steve Jobs

L'America piange il visonario fondatore di Apple, morto per le complicazioni di una malattia con cui combatteva dal 2004.

Dopo una lunga battaglia contro il cancro, Steve Jobs, fondatore della Apple, mente visionaria capace di rivoluzionare il concetto di informatica di consumo, si è spento in California a 56 anni. Il guru della tecnologia, affetto da una rara forma di tumore al pancreas dal 2004, ad agosto aveva lasciato il timone dell'azienda da lui fondata a causa dei problemi di salute, accompagnando le sue dimissioni con un'accorata lettera agli azionisti e ai dipendenti in cui spiegava le sue motivazioni e passava le consegne al suo braccio destro Tim Cook.

Nato il 24 febbraio 1955 a San Francisco da due giovani studenti che decisero di darlo in adozione a Paul e Clara Jobs di Los Altos, in California, find a piccolo Steve Jobs dimostrò una grande passione per l'elettronica impiegandosi, ancora studente, alla Hewlett-Packard. Dopo il diploma, il visionario genio della Apple abbandonò quasi subito l'università per realizzare i suoi progetti imprenditoriali dapprima presso la Atari, pionieristica casa di videogame. Nel 1976, assieme a Steve Wozniak e Ron Wayne, Jobs fonda Apple. Nel 1984 lancia il Macintosh, pubblicizzato durante il Super Bowl da uno spot diretto da Ridley Scott, ma l'anno successivo viene estromesso dalla presidenza della compagnia per divergenze con la nuova amministrazione. Ritornerà a capo della sua azianda solo nel 1997 per permettere a Apple di riprendersi dopo un periodo di crisi e le sue idee rivoluzionarie la trasfomeranno in una delle aziende hi-tech più importanti nel mondo, lanciando prodotti di largo consumo come iPod (2001), iPhone (2007) e iPad (2010). Nel 2011 Apple è diventata la seconda maggiore società statunitense come valore di mercato, dietro a Exxon, superata per un breve periodo ad agosto.

Nel periodo di "inattività" dalla Apple, Jobs dimostrò il suo valore anche in campo cinematografico, più precisamente nel settore dell'animazione, acquistando la Pixar da George Lucas per 10 milioni di dollari (1986) per poi rivenderla, vent'anni dopo, alla Walt Disney Pictures per 7,4 miliardi di dollari, diventando così il maggior azionista della Disney. Jobs è anche stato il produttore esecutivo del primo capitolo della trilogia di Toy Story.

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