Addio a Jonathan Demme, regista premio Oscar per Il silenzio degli innocenti

L'autore di Philadelphia e Rachel is Getting Married si è spento questa mattina a New York. Aveva 73 anni.

Ci lascia a 73 anni Jonathan Demme, autore di documentari e di pellicole ormai considerate dei classici, come Il silenzio degli innocenti e Philadelphia. Demme era malato da tempo, e secondo una fonte vicina alla famiglia, si sarebbe spento a causa di complicazioni di un tumore all'esofago e dei suoi problemi cardiaci.

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L'esordio alla regia di Demme è datato 1974, anno di Femmine in gabbia, frutto della collaborazione con Roger Corman, per il quale girerà in quegli anni altre pellicole, la più celebre delle quali è senz'altro Il segno degli Hannan, del 1979, un noir efficace, movimentato da forti colpi di scena e impreziosito da una forte impronta da thriller psicologico, che richiama il senso dell'intreccio proprio delle opere più riuscite di Hitchcock.

Melanie Griffith è la sensuale protagonista di Qualcosa di travolgente

La successiva commedia Una volta ho incontrato un milionario, del 1980, conferma la sua poliedricità e il suo talento a 360 gradi dietro la macchina da presa, mettendo in scena una visione dissacrante del modello di società americano e dei rapporti di potere sul quali esso è fondato. Del 1984 è Stop Making Sense, un vero e proprio concerto del gruppo Talking Heads a cui è stata applicata una struttura filmica, mentre nel 1986 è la volta di Qualcosa di travolgente (Something Wild), con una Melanie Griffith che, con la sua recitazione trascinante, è il vero e proprio perno di una commedia originale e ironica. Ancora una storia farsesca è la base di partenza di Una vedova allegra... Ma non troppo (Married to the Mob), del 1988, stavolta con la bellissima Michelle Pfeiffer.

primo piano di Anthony Hopkins in una scena de IL SILENZIO DEGLI INNOCENTI

E' però del 1991 l'opera che lo ha reso immortale nella storia del cinema: si tratta de Il silenzio degli innocenti (The Silence of the Lambs), in cui la giovane Jodie Foster deve tenere testa all'ex psichiatra cannibale interpretato da Anthony Hopkins, immergendosi nei più oscuri e deviati recessi della mente umana. A due anni dopo risale un altro grandissimo successo, Philadelphia, in cui il brillante avvocato Tom Hanks, affetto da AIDS, deve fare i conti con i pregiudizi e le bassezze della società in cui vive. Seguono Beloved (1998), The Truth about Charlie (2002) e, nel 2003, il documentario The Agronomist, ma è nel 2004 che torna in grande stile con un'altra amara riflessione sulla realtà americana, minata dall'interno da intrighi politici e sporchi giochi di potere: The Manchurian Candidate. Nel 2006 e nel 2007 è di nuovo la volta di due documentari, Neil Young - Heart of gold, e Jimmy Carter Man from Plains.

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L'ultimo film di Demme risale al 2015, anno in cui ha diretto Meryl Streep in Dove eravamo rimasti.

Tom Hanks con Antonio Banderas in una bella scena di Philadelphia
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