Addio a Dario Fo, Nobel per la letteratura

All'età di 90 anni, per problemi polmonari, ci lascia una delle più importanti personalità della cultura italiana del dopoguerra.

Angelica Vianello

Si è spento poche ore fa dopo quasi due settimane di ricovero ospedaliero al Sacco di Milano il Premio Nobel per la Letteratura del 1997, Dario Fo.

Figlio di un capostazione, era nato il 24 marzo del 1926; è stato uomo d'arte in ogni senso: drammaturgo, scrittore, attore, regista, autore, illustratore, scenografo, costumista, pittore e attivista. I suoi lavori sono conosciuti e rappresentati nei teatri di tutto il mondo.

La notizia ufficiosa di aver ottenuto il Premio Nobel (cui era stato candidato già nel 1975) lo raggiunse in macchina, durante la registrazione di un programma tv con Ambra Angiolini "Milano - Roma". Raccontò il manager-produttore della Angiolini, Giancarlo Sforza: "Eravamo in autostrada dalle parti di Orvieto, quando un giornalista che seguiva la 'carovana' ha superato la macchina su cui viaggiano Fo e Ambra mostrando un cartello con su scritto 'hai vinto il premio Nobel'... Sembrava di essere su 'Scherzi a parte'! Al primo autogrill ci siamo fermati per brindare".

Fondamentale l'unione con Franca Rame, la bellissima attrice che tutti volevano ma che scelse lui: due persone eccezionali rimaste insieme - tra qualche tormento- per 50 anni finché lei,nel 2013, non gli è morta tra le braccia.

Non credeva davvero che l'avrebbe incontrata di nuovo dopo la morte: "Sono ateo, ma la sogno tutte le notti. Sempre nel momento in cui la sto perdendo,sparisce.. non la trovo più, poi la rivedo,a volte no. Altre volte appare ridendo e miprende in giro e mi fa delle scenate di gelosia e poi ride per averle fatte. Insomma, vive ancora", diceva, "se non altro nei miei sogni e nei pensieri di ogni giorno".

Nella stessa intervista al Corriere due anni fa gli era stato chiesto: "Come immagina la fine di tutto?", domanda a cui con molta naturalezza Fo rispse: "Mah, come la fine dei boschi, degli animali, degli animali liberi. Non quelli costretti ad essere massacrati o squarciati... Così, penso che finisca tutto e poi si riprende nel giro della memoria".

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