Addio a Bud Spencer

L'attore, indimenticabile star del duo Bud Spencer e Terence Hill, si è spento all'età di 86 anni.

Ci lascia Bud Spencer, ex nuotatore diventato attore, un mito per la generazione cresciuta con i suoi film, buona parte dei quali interpretati in coppia con Terence Hill. Carlo Pedersoli, questo il vero nome di Bud, era nato a Napoli e aveva 86 anni. "Papà è volato via serenamente alle 18.15." - ha detto suo figlio Giuseppe, nell'annunciare la scomparsa di quello che è stato un mito indiscusso per la nostra generazione - "Non ha sofferto, aveva tutti noi accanto e la sua ultima parola è stata 'grazie"

Dopo un'infanzia trascorsa tra Roma e il Sudamerica, al seguito di suo padre, Bud intraprende una fortunata carriera di nuotatore che gli permette di essere notato dal mondo dello spettacolo. Sono gli anni della Hollywood sul Tevere, cosicché Pedersoli esordisce, da comparsa, in Quo Vadis? (1951). Ma la via del cinema non è ancora tra le sue priorità: torna per qualche anno in Sud America, conta una apparizione per Monicelli, partecipa a un altro kolossal "romano", Annibale (1959), in cui tra l'altro recita anche Mario Girotti (il futuro Terence Hill), e nel '60 gareggia alle Olimpiadi di Roma. Sposatosi con la figlia del produttore Giuseppe Amato, quando il suocero muore a metà degli anni Sessanta comincia giocoforza a occuparsi di cinema.

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Bud Spencer e Terence Hill in Continuavano a chiamarlo Trinità

Su spinta del regista Giuseppe Colizzi e superate delle resistenze, legate al fatto che non sapeva andare a cavallo e che ancora non si faceva crescere la barba, Pedersoli si convince a recitare nel western Dio perdona... Io no! (1967), in cui si accredita per la prima volta come Bud Spencer e duetta insieme a Girotti-Terence Hill. Tra i due nascerà una collaborazione duratura che li porterà a recitare insieme in ben 17 titoli, diventando una delle coppie comiche più celebri del cinema italiano. In effetti però in Dio perdona...io no! i due non agiscono ancora secondo le dinamiche che diventeranno immodificabili solo a partire da Lo chiamavano Trinità (1970) di Enzo Barboni, titolo dal grande successo internazionale: da qui in poi se Terence Hill sarà il finto ingenuo dalla faccia d'angelo e Bud Spencer diventa invece la "spalla brontolona" ma, in virtù delle sue doti di imbattibile lottatore, anche il vero motore dell'azione e cioè colui che ogni volta garantisce il raggiungimento dell'obiettivo.

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Il duo, già a partire dal '72 con Più forte, ragazzi!, abbandona i territori sia pur stilizzati dello spaghetti-western per film d'avventura in cui la violenza assume una connotazione fumettistica (le famose scazzottate); ne consegue che da ...altrimenti ci arrabbiamo! (1974) a I due superpiedi quasi piatti (1977) fino a Io sto con gli ippopotami (1979) i loro film siano sempre più rivolti a un pubblico infantile. Nel corso del decennio comunque Bud Spencer si costruisce una carriera solitaria di tutto rispetto: nel '71 in Quattro mosche di velluto grigio di Dario Argento è un personaggio così sopra le righe da risultare indimenticabile; nel '72 recita in Una ragione per vivere e una per morire di Tonino Valerii dove, al fianco di James Coburn, forse si guadagna il suo miglior ruolo western; se poi in Torino nera (1972) di Carlo Lizzani si trova a disagio nelle vesti melodrammatiche del brav'uomo incarcerato ingiustamente, la svolta arriva l'anno seguente con Piedone lo sbirro, il suo primo film diretto da Steno.

Enzo Cannavale con Bud Spencer in Piedone d'Egitto

Il regista romano riporta l'attore a Napoli, la sua città, e al fianco di una vera spalla come Enzo Cannavale. La serie di Piedone che si chiude con Piedone d'Egitto (1980), sempre diretto da Steno, gli consente dunque di consolidarsi tra le figure di spicco dello star system italiano di quegli anni, una notorietà che all'epoca oltrepassò i confini nazionali. All'inizio degli anni Ottanta però Bud Spencer ha già cinquant'anni e la sua stazza, che aumenta vistosamente, comincia a diventare un ostacolo alle scene d'azione in cui, deve comunque mostrarsi agile. E se in Banana Joe (1982), ancora di Steno, riesce a tenere botta, forse non altrettanto si può dire degli ultimi film con Terence Hill (da Chi trova un amico trova un tesoro a Miami supercops fino addirittura al '94 di Botte di Natale), dove tra l'altro paga il fatto che il collega sia di dieci anni più giovane.

Così dopo Superfantagenio (1986) di Bruno Corbucci, in cui viene quasi teorizzata la sua figura supereroica, a fronte di un declino ormai palese e di un sistema cinematografico cambiato radicalmente, si dedica soprattutto alla TV. Negli ultimi anni ha ricevuto l'investitura del cinema d'autore, grazie a Ermanno Olmi che l'ha voluto nel ruolo del cantastorie-ammiraglio in Cantando dietro i paraventi (2003), facendolo recitare con la sua voce come non accadeva dai tempi di Piedone (il suo doppiatore abituale è stato Glauco Onorato). DI recente era apparso nella serie TV I delitti del cuoco.

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