L'elefante occupa spazio

2010, Documentario

4.0
L'elefante occupa spazio (2010)
Genere
Documentario
Durata

Fernando, Elio e Ermanno lavorano in tre differenti sale cinematografiche romane (Delle Mimose, Greenwich, Nuovo Sacher). Fernando e Elio hanno iniziato a lavorare nel cinema agli inizi degli anni settanta. Ermanno nel settantanove. Fernando viene dal cinema teatro Volturno, dove faceva le luci e preparava i nastri con musica e voce per gli spettacoli di spogliarello. Elio ha lavorato per nove anni al Filmstudio, un cineclub che è stato laboratorio e trampolino di lancio per registi che poi hanno fatto la storia del cinema. Ermanno dopo aver cambiato varie sale di un circuito che proiettava cinema d'autore, oggi è direttore del Nuovo Sacher, il cinema di Nanni Moretti. I primi due sono proiezionisti, il terzo, Ermanno, é direttore di sala. Il lavoro per loro inizia alle quattordici e trenta e termina quando finisce l'ultimo spettacolo, all'una di notte. I cinema come i bar e la stazioni sono luoghi di passaggio, dove ci sono partenze, arrivi e lunghe attese. I nostri tre personaggi si muovono all'interno delle loro "stazioni" intrattenendo e assicurandosi che tutti gli spettatori arrivino e partano per il loro viaggio in orario. L'argomento preferito è il cinema, ma non si disdegnano: politica, scienza, amore, filosofia, magia, marziani e molto altro. Ne vengono fuori conversazioni fantastiche, e teorie strampalate. Gli argomenti vengono affrontati con eguale passione anche con Paola, Claudia e Francesca, colleghe di lavoro in quanto cassiere dei rispettivi cinema. Nel tempo libero Fernando lavora alla sua invenzione che vuole brevettare prima di andare in pensione tra qualche mese. Ermanno dopo l'ultimo spettacolo sale sul palco del cinema e prova il duello dell'Amleto che metterà in scena con una compagnia di teatro amatoriale. Elio, durante la proiezione del film trasforma la cabina di proiezione in atelier e disegna tutte le ragazze che incontra e che ama, avventurandosi anche in una lettura divinatoria dell'ombelico. Paola suona il violoncello che studia la notte (nell'atrio) quando il cinema è chiuso e non disturba nessuno. Tutti sviluppano le loro passioni nel tempo libero, ma anche all'interno della sala durante l'orario di lavoro: studiano copioni, fanno prove, disegnano, perfezionano le invenzioni o suonano qualche strumento. La direzione, l'atrio, la cabina di proiezione, il bar, tutti i locali si trasformano in salotti, dove il pensiero libero fa sentire la sua voce e il cinema diventa un contenitore di idee dove tutto è possibile.

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