Glory

2016, Drammatico

3.0
Glory (2016)
Genere
Drammatico
Durata
Regista

Tsanko Petrov, un ferroviere, trova sui binari milioni di lev e decide di consegnare l’intera somma alla polizia. Lo stato riconoscente gli dà come ricompensa un nuovo orologio da polso… che smette ben presto di funzionare. Nel frattempo Julia Staikova, responsabile ufficio stampa del Ministero dei Trasporti, perde il vecchio orologio di Tsanko. Qui comincia la disperata battaglia di Petrov per riottenere non solo il suo vecchio orologio, ma anche la sua dignità.



#Glory acuta parabola che denuncia il distacco tra stato e cittadini attraverso un racconto caustico e feroce
Perché ci piace
  • Il film dimostra come il cinema bulgaro sia in grado di produrre una satira politica tanto raffinata quanto feroce.
  • L'incipit in medias res ci cattura subito grazie alla scelta di non spiegare e di lasciare subito la parola allo spettatore.
  • La parabola alla Frank Capra in salsa bulgara sorprende grazie ad alcuni colpi di scena fondamentali per lo sviluppo narrativo, ma tutta la costruzione delle vicende alternate dei due personaggi dimostra una notevole cura nella drammaturgia.
  • La caratterizzazione dei due personaggi principali, il ferroviere semplice e sincero, e la portavoce del Ministero prima di empatia nei confronti del prossimo che cerca di restare incinta.
Cosa non va
  • Non sono molti i difetti di una pellicola che stupisce per la maturità espressiva raggiunta. Forse lo stile visivo informale contrasta con la sottigliezza della narrazione.

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