Young Sheldon e un finale di stagione che “spoilera” la serie madre

Il 20 giugno su Infinity, termina il primo ciclo di episodi dedicato al piccolo Sheldon Cooper con un episodio che stuzzica la curiosità riguardo alla prossima stagione di The Big Bang Theory.

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Ci può essere un solo Sheldon Cooper. Questa la sicurezza che avevamo poco più di un anno fa, all'annuncio da parte della CBS di uno spin-off per la loro sit-com più popolare e di più lunga durata, The Big Bang Theory. Perché una cosa era certa: il lavoro fatto da Jim Parsons sul personaggio, oltre a essere impagabile e insuperabile nel rendere vero e credibile un personaggio così al limite, è probabilmente tra i principali motivi del successo della serie, dalla prima stagione a un finale dell'undicesima (su Infinity il 27 Giugno) che focalizza attorno a lui, e Amy, anche la sua storyline principale.

Poi sono arrivati i primi nomi: Jon Favreau alla regia del pilot, Zoe Perry per interpretare la madre di Sheldon, figlia di Laurie Metcalf che la interpreta nella serie madre, e soprattutto Annie Potts (la Janine dei Ghostbusters, per capirci) a dar vita alla famigerata Meemaw, la nonna adorata dal fisico e spesso citata anche in The Big Bang Theory. Notizie che ci hanno permesso di approcciarci ai primi episodi di Young Sheldon senza trincerarci dietro un muro di incrollabile rifiuto. E ne siamo stati piacevolmente sorpresi.

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Mighty Little Man

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Ma mettendo da parte i nomi già citati, il vero punto di forza si è rivelato proprio il piccolo protagonista che ha ricevuto l'ingrato compito di tratteggiare il bambino che sarebbe diventato l'iconico Sheldon Cooper: Iain Armitage è stato una sorpresa sin dall'inizio, guadagnandosi l'ordine per i primi tredici episodi, per l'aggiunta di ulteriori nove quasi subito dopo il debutto e un rinnovo per la seconda stagione già lo scorso gennaio. Il vero Mighty Little Man dei titoli di testa firmati da Steve Burns, capace di caricarsi sulle spalle il peso di un personaggio scomodo e potenzialmente insopportabile, rendendogli giustizia e intingendolo nella stessa adorabile grazia che gli ha saputo dare Parsons nel corso degli ultimi undici anni.
Con la benedizione di Parsons stesso, che ha voluto, sostenuto e prodotto il progetto di Young Sheldon, mettendosi in gioco in prima persona: sua è la voce fuori campo che guida lo spettatore e commenta gli episodi della vita del giovane Sheldon che ci vengono raccontati, assicurando il senso di continuità per il personaggio tra The Big Bang Theory e il suo spin-off e spazzando via la sensazione che quello che ci viene mostrato non è soltanto un bambino qualunque, per quanto geniale e strano, ma proprio lo Sheldon Cooper che abbiamo imparato ad amare.

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Giovani geni crescono

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Una sensazione che è cresciuta nel corso della prima stagione di Young Sheldon, pubblicata settimanalmente su Infinity dal 31 Gennaio al 20 Giugno, per una serie che ha preso sicurezza di episodio in episodio. Se l'avvio era promettente, è la tenuta sulla lunga distanza che ci appare positiva, perché Chuck Lorre e Steven Molaro sono stati abili a costruire qualcosa di autonomo attorno al personaggio di Sheldon, seminando spunti e indizi su di lui di tanto in tanto (dalla passione per i fumetti e i treni, al primo computer ed a diversi tic e tormentoni che abbiamo imparato a conoscere ed amare), accennando alla difficile convivenza tra l'animo di bambino e la mente geniale, ma senza catalizzare l'attenzione della serie nel suo insieme solo attorno alla sua figura.

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È indicativo, infatti, che l'unica vera storyline di più ampio respiro si concentri invece sulla nonna del bambini, la Meemaw di Sheldon, e sulla sua vita sentimentale, sfociando nel finale di stagione in un divertente triangolo amoroso tra lei e due spasimanti interpretati da due veterani della TV americana come Richard Kind e Wallace Shawn. Non sono gli unici nomi di spicco che hanno incrociato la vita del giovane Sheldon nel corso della prima stagione, che ha potuto vantare alcune guest star di rilievo come Ray Liotta, Elon Musk, Michael Cudlitz e un meraviglioso Jason Alexander nei panni dell'insegnante di recitazione che ha sostenuto la - breve - spinta alla carriera di attore di Sheldon.

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Lo sguardo verso il futuro

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Una delle tante tappe di quest'anno di vita del futuro scienziato che ci è stato mostrato nei primi 22 episodi di una serie che sta prendendo sicurezza passo dopo passo, arrivano a sganciare una vera e propria bomba negli istanti finali. In un episodio conclusivo che ci racconta la nascita dell'ossessione di Sheldon per i contratti per gestire le relazioni interpersonali, la voce fuori campo di Parsons spiega: "Avrei continuato a stilare contratti di questo tipo per tutta la mia vita. Con coinquilini, con mia moglie... persino con i miei figli", anticipando così un possibile sviluppo futuro della serie madre. Potrà essere argomento della prossima stagione di The Big Bang Theory? Una trovata intelligente per mantenere alto il collegamento tra le due serie, ma anche l'attenzione per una sit-com che ha raggiunto gli undici anni di vita.

Movieplayer.it

3.5/5