X-Men

2000, Azione

X-Men: I 10 momenti migliori della saga cinematografica

In occasione dell'uscita di Logan, ripercorriamo l'evoluzione del franchise degli X-Men sul grande schermo con la nostra classifica delle sequenze migliori, dal 2000 ad oggi.

Sono passati quasi diciassette anni da quando Bryan Singer ha inaugurato con X-Men (uscito negli USA il 14 luglio 2000 e in Italia il 27 ottobre dello stesso anno) una delle saghe più redditizie degli ultimi anni (i primi nove film, compreso il caso particolare Deadpool, hanno incassato oltre 4 miliardi di dollari nel mondo), il cui capostipite ha contribuito in parte, insieme allo Spider-Man di Sam Raimi, al recupero della dignità dei film di supereroi, un brand messo in crisi alcuni anni prima dal pessimo esito artistico e commerciale di Batman & Robin.

Nel corso degli anni sei registi - Singer, Brett Ratner, Gavin Hood, Matthew Vaughn, James Mangold e Tim Miller - si sono sbizzarriti dietro la macchina da presa con le avventure della squadra mutante creata nel 1963 da Stan Lee e Jack Kirby, ed è toccato a Mangold l'onore/onere di chiudere un'era del franchise con Logan - The Wolverine, il decimo episodio della saga che contiene l'addio di Hugh Jackman al personaggio di Wolverine, ruolo interpretato per diciassette anni in ben nove lungometraggi (manca all'appello solo in Deadpool). Un'occasione ghiotta per ricordare il meglio di una saga importante per l'evoluzione del cinecomic, attraverso dieci sequenze imprescindibili.

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10. Dolore costante

Logan: Hugh Jackman e Dafne Keen in una foto del film

Come già suggerito nei trailer, Logan affronta le conseguenze negative di una vita passata all'insegna della violenza, un elemento fondamentale del personaggio di Wolverine che Singer e Jackman hanno evocato già all'inizio del franchise, con un momento intimo, apparentemente calmo ma intriso di malinconia. Parliamo ovviamente della conversazione in macchina tra Wolverine e Rogue (Anna Paquin), la giovane mutante che si ritrova sotto la protezione dell'irsuto e irascibile canadese. Quando lei gli chiede se fa male quando gli artigli escono dalle sue mani, Logan risponde "Tutte le volte", e già in quella frase è racchiusa la sinergia tra attore e personaggio che Jackman ha perfezionato nei quasi due decenni di vita della saga cinematografica.

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9. Tema mutante

Hugh Jackman in 'X-Men 2'

Dopo una mancata collaborazione per il primo episodio a causa di altri impegni del compositore, Singer ha ritrovato il sodale John Ottman per tutti i film successivi da lui diretti. Un colpo di fortuna per i fan, poiché Ottman ci ha regalato il tema musicale migliore - e uno dei pochi veramente memorabili - del franchise, sfoderato in occasione dei titoli di testa del secondo capitolo, che ancora oggi rimangono il modello per i credits iniziali della saga. Infatti Singer ha aggiornato la sequenza in questione per gli altri due episodi di cui è regista, sebbene inizialmente non volesse riutilizzare la musica. A fargli cambiare idea ci ha pensato Ottman, e il risultato è alquanto impareggiabile.

8. Arma X

X-Men 2: Brian Cox è William Stryker

Fin dal primo episodio, anche la saga cinematografica ha attribuito l'amnesia di Wolverine - che non ricorda nulla prima del 1985, più o meno - alle sue esperienze nel programma Arma X, un esperimento che lo ha reso l'arma letale che è oggi (nello specifico, il suo scheletro e i suoi artigli sono ricoperti di adamantio, un metallo indistruttibile in forma solida). X-Men 2, che svela (quasi) esattamente cos'è successo con il debutto del perfido William Stryker (Brian Cox), si diverte parecchio a sfidare i limiti della censura americana con un flashback/incubo particolarmente cruento, dove assistiamo in pieno alla tragedia dell'esistenza odierna di Wolverine, incarnato da Jackman al massimo della furia. La sequenza è anche oggetto di un retroscena piuttosto spassoso: siccome l'attore australiano era davvero completamente nudo durante le riprese, a un certo punto - per l'esattezza dopo aver girato l'angolo quando Logan impazza nel corridoio - si è trovato davanti le interpreti femminili del film armate di banconote, come se lui fosse uno spogliarellista.

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7. L'evasione di Magneto

Ian McKellen in 'X-Men 2'

Nei fumetti il nemico più noto degli X-Men è capace di uccidere le persone manipolando il ferro presente nel loro sangue (ma per qualche strano motivo è un "dono" di cui si serve abbastanza poco). Al cinema questa abilità è stata leggermente riscritta (è necessario aumentare artificialmente la quantità di ferro per consentirgli di usare i suoi poteri) al fine di dare anche ad Ian McKellen la possibilità di brillare in un contesto action. Per l'esattezza, nel secondo episodio l'intervento esterno di Mystica permette a Magneto, isolato in una cella di plastica da cui è sostanzialmente impossibile evadere, di uccidere la guardia incaricata di portargli i viveri e usare il ferro in eccesso per creare una piattaforma con cui levitare verso la libertà. Traendo ispirazione dall'evasione di Hannibal Lecter ne Il silenzio degli innocenti, Singer firma il momento definitivo per i cattivi nella prima trilogia del franchise, con tanto di brillante sfottò nei confronti della guardia: "Mr. Laurio, mai fidarsi di una bella donna, specialmente se è interessata a lei."

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6. Attenti alla bambina!

Logan: Hugh Jackman e Dafne Keen in una scena del film

Ha generato molta curiosità, nel marketing di Logan, la presenza di Dafne Keen nei panni della misteriosa Laura (nota anche come X-23 per i fan dei fumetti), di cui si è gradualmente scoperto che ha caratteristiche molto simili a quelle di Wolverine, artigli in primis. Ed è proprio lei a dominare la sequenza più adrenalinica e brutale del film, dove le sue capacità vengono svelate in modo spettacolarmente brutale, giustificando il divieto ai minori che la pellicola si è guadagnata nelle sale americane. Dopo averla vista in azione, non è tanto sorprendente che sia Simon Kinberg - sceneggiatore e produttore principale della saga - che James Mangold abbiano espresso un interesse per ulteriori apparizioni di Laura. Anche perché dopo l'addio di Jackman ci sarà bisogno di qualcuno che sia disposto a estrarre gli artigli...

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5. Rifiuto sboccato

Faccia a faccia tra James McAvoy e Michael Fassbender in X-Men: First Class

Grazie alla presenza fondamentale di Matthew Vaughn dietro la macchina da presa, X-Men: l'inizio è generalmente il capitolo più leggero della saga, perfettamente in linea con l'ambientazione d'epoca (gli anni Sessanta, con un occhio di riguardo, a livello tonale, per il James Bond di Sean Connery). E la gag più riuscita del franchise "classico" - Deadpool è, in teoria, ambientato in un mondo a parte - mette al centro il carisma comico, raramente sfruttato, di Charles Xavier e Magneto, qui impegnati in una serie di viaggi per reclutare i primi studenti per la scuola di mutanti di cui sono responsabili. I momenti buffi si accumulano in un crescendo godibilissimo, fino all'apice che sfrutta perfettamente la presenza breve ma indelebile di Hugh Jackman: Xavier e Erik si ritrovano infatti in un bar a cercare di convincere proprio Wolverine a unirsi a loro. Jackman, armato di bicchiere e sigaro, è visibilmente felice quando ha l'occasione di rispondere: "Andate affanculo."

4. Honest Credits

Deadpool: Ryan Reynolds in azione nel ruolo di Wade Wilson

Dato che Deadpool nel fumetto ha la simpatica/irritante abitudine di rivolgersi direttamente al lettore, commentando - spesso in modo dissacrante - il proprio essere un personaggio di finzione, era lecito aspettarsi che la stessa cosa accadesse nel film a lui dedicato. E il mercenario chiacchierone non ha deluso, introducendo il proprio mondo autoironico con una sequenza d'apertura che fa capire esattamente quanto il lungometraggio si prenderà sul serio. Risposta: per niente. Come se non bastasse l'uso volutamente folle della canzone Angel of the Morning, che qui accompagna un momento piuttosto cruento del film, ci sono anche i vari credits che prendono in giro tutti i partecipanti principali: il regista è "un cretino che viene pagato troppo", la star Ryan Reynolds "un perfetto idiota", l'onnipresente Stan Lee "un cameo gratuito", e così via. Ovviamente i produttori, che hanno lasciato la sceneggiatura in un cassetto per quattro anni prima di approvare ufficialmente il progetto, sono considerati "imbecilli".

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3. Inglourious Mutant

Michael Fassbender nei panni di Magneto in X-Men: First Class

Sia nei fumetti che al cinema la componente allegorica che caratterizza molte storie degli X-Men è stata rappresentata soprattutto da Erik Lehnsherr alias Magneto, il cui odio profondo per la razza umana è dettato dalle sue esperienze personali in quanto ebreo sopravvissuto ai campi di sterminio. Questo dettaglio della sua biografia è importantissimo in X-Men: l'inizio, dove l'antagonista di turno - Sebastian Shaw - era presente ad Auschwitz e uccise la madre di Erik. Questo spinge il tormentato mutante a cercarlo in giro per il mondo, torturando e/o uccidendo chiunque abbia collaborato con Shaw. Il tutto raggiunge il culmine in una taverna in Argentina, dove Erik interagisce con due ex-nazisti in un accumulo di tensione che conduce inevitabilmente alla strage. Ammirevole soprattutto il lavoro di Michael Fassbender, il cui bilinguismo torna utile dato che la sequenza è quasi interamente in tedesco, fatta eccezione per la battuta che riassume idealmente lo stato d'animo del suo personaggio: "Diciamo che sono il mostro di Frankenstein, e sto cercando il mio creatore."

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2. Il tempo si è fermato

X-Men: Giorni di un futuro passato - Hugh Jackman, Michael Fassbender, James McAvoy ed Evan Peters in azione

Per anni ci si è chiesti se fosse possibile vedere nella saga un momento che fosse all'altezza dell'incipit del secondo episodio (vedi il primo classificato). Poi Singer è tornato in cabina di regia e si è ricaricato creativamente con X-Men: Giorni di un futuro passato, regalandoci il debutto di un personaggio strepitoso e ricco di potenziale come Quicksilver (Evan Peters). Il velocissimo figlio di Magneto - parentela che al cinema è stata finora, soprattutto fonte di battute - ostenta le proprie capacità in una scena a dir poco spettacolare, dove il suo punto di vista sul mondo (tutti sono praticamente immobili rispetto a lui) viene rappresentato da un ottimo miscuglio di slapstick, ralenti e musica (la canzone Time in a Bottle). Inevitabilmente, quando il velocista è tornato in azione in X-Men: Apocalisse, Singer si è sentito in dovere di riciclare quel momento di gloria, con ambizioni maggiori ma risultati un po' deludenti.

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1. Vi presento Nightcrawler

Col senno di poi, lo stesso Singer ha parzialmente criticato il primo episodio della saga, giudicandolo una sorta di pilot televisivo in versione extralarge, necessario per introdurre i personaggi e il mondo mutante prima di potersi sfogare pienamente a livello creativo nel secondo film. E lo sfogo non si fa attendere, poiché X2 si apre con quella che, ancora oggi, rimane forse la sequenza più amata di tutto il franchise: il mutante tedesco Nightcrawler (Alan Cumming), una creatura dalle sembianze demoniache e capace di teletrasportarsi, che si intrufola nella Casa Bianca per uccidere il Presidente degli Stati Uniti. Un momento fondamentale a livello narrativo - il tentato assassinio si ricollega al clima di discriminazione nei confronti della popolazione mutante, elemento ricorrente in tutta la saga - e soprattutto tecnico, poiché consente a Singer di mettere in mostra le proprie doti action, con una combinazione vertiginosa di effetti pratici, CGI e - segno dei tempi, era l'anno dei sequel di Matrix - un uso magistrale del ralenti. E in tutto questo il buon Cumming, costretto giornalmente a sottoporsi a svariate ore di trucco (dieci per le scene in cui Nightcrawler appare a torso nudo) e in questa sede privo di battute o quasi, riesce già a catturare l'essenza del suo personaggio.

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