Wonderstruck

2017, Drammatico

Wonderstruck: Todd Haynes, Julianne Moore e Michelle Williams a Cannes nei "segni" del cinema

Dalla difficoltà di tradurre in immagini il bel libro di Brian Selznick alla collaborazione con Amazon Studios. Haynes inaugura il concorso parlando del suo nuovo suggestivo lavoro, che vede protagonisti dei giovanissimi attori sordi.

Una storia lunga 50 anni per un film elegante e delicato alla maniera di Todd Haynes. Wonderstruck, che inaugura il Concorso della 70° edizione di Cannes, racconta due storie intrecciate che vedono coinvolti due bambini sordi. Nel 1977 Ben (Oakes Fegley) fugge dalla casa natale in Minnesota per andare a New York in cerca del padre. Cinquant'anni prima la tredicenne Rose (l'attrice sordomuta Millicent Simmonds) fugge dalla casa in cui vive nel New Jersey per andare a New York e vedere la sua attrice preferita. A firmare il romanzo a cui il film è ispirato è Brian Selznick, autore di Hugo Cabret che stavolta ha deciso di esordire come sceneggiatore. Galeotta fu l'amicizia con Sandy Powell, costumista di Hugo Cabret. Come spiega Selznick "ho scritto un libro complicato, pieno di illustrazioni, silenzi e bianco e nero. Dopo averlo ultimato l'ho fatto leggere a Sandy Powell e lei mi ha detto che Todd Haynes avrebbe dovuto dirigere il film. Non avevo mai scritto una sceneggiatura, così mi sono fatto dare qualche consiglio e poi ho scritto tutto da solo in segreto. Alla fine ho mandato lo script a Sandy che lo ha fatto avere a Todd. E lui ha accettato".

Todd Haynes, presente a Cannes insieme al cast di Wondestruck, ammette: "La sceneggiatura era incredibile, nella pagina ho trovato una forte idea cinematografica. Per un regista questo era un materiale irresististibile, era un sfida bellissima portare al cinema l'immaginazione di un ragazzino. Era qualcosa che non avevo mai fatto, è stato un lungo viaggio, ma volevo assolutamente portare al cinema questa storia avventurosa che abbraccia due epoche".

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Nel linguaggio dei segni la riscoperta del cinema delle origini

Wonderstruck: una bella immagine di Julianne Moore a Cannes 2017

In Wondestruck Todd Haynes è stato affiancato dalle dive Julianne Moore e Michelle Williams, ma ha dovuto anche lavorare con alcuni attori giovanissimi e alle prime armi. "In questo film niente è stato particolarmente facile" scherza il regista. "Dirigere i ragazzi è legato alle sfide dell'immaginazione, alla complessità della giovane età. Ben e Rose sono due ragazzini isolati dalle loro famiglie e dalle loro vite, per trovare le persone giuste per i ruoli abbiamo chiesto ai ragazzini di mandare dei video realizzati da loro per l'audizione. Abbiamo ricevuto tanto materiale, ma sono stato fortunato a trovare questi due giovani attori, ho sentito subito la loro integrità come persone". Sfida duplice, visto che i ragazzini in questione sono sordi e per comunicare devono usare il linguaggio dei segni. "Wonderstruck mi ha permesso di realizzare un tributo a ciò che si può fare con le proprie mani, a ciò che è tattile, ricordo quanto mi piaceva giocare con materiali diversi quando ero ragazzino, plasmarli, è ciò loro amano, usano le mani per esprimersi e comunicare".

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Alla terza collaborazione con Todd Haynes dopo Safe e Lontano dal paradiso, Julianne Moore sembra entusiasta dell'esperienza sul set di Wonderstruck. "Lavorare con i ragazzi significa liberarsi di tutti i preconcetti che la società ti instilla nella mente, a loro non interessa da dove vieni o quanti anni hai, si relazionano con te solo per chi sei realmente. In questo film ho avuto l'opportunità di interpretare due ruoli in due diversi momenti storici ed è stato incredibile. Il linguaggio dei segni ti fa pensare a come comunichiamo con il nostro corpo, con le nostre mani. Il cinema è nato muto, quindi apprendere il linguaggio dei segni è come riscoprire l'essenza del mestiere dell'attore. Mi sono ci avvicinata come se dovessi comprendere un'altra cultura". Questa nuova esperienza sul set ha rinsaldato la relazione tra la Moore e uno dei suoi registi di riferimento, come ammette lei stessa: "Incontrare Todd e poter lavorare con lui è stato un privilegio. E' un genio, mette gli attori in situazioni in cui devi superarti ogni volta. A livello tecnico, cinematico, linguistico crea un mondo e tutto quello che devi fare è entrarci dentro". Il regista ricambia la stima per la musa aggiungendo: "Ogni volta è meraviglioso, siamo cresciuti insieme, Julianne porta una verità in ogni ruolo. Fino a che lei non arriva a interpretare il personaggio, non è veramente vivo. E' un privilegio per me proporle ogni volta sfide diverse".

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La collaborazione con Amazon Studios, dove si ama davvero il cinema

Wonderstruck: un bel primo piano di Michelle Williams a Cannes 2017

Michelle Williams se ne sta un po' in disparte, ascolta con attenzione le parole dei colleghi. Quando viene interrogata sulla sua esperienza con i giovani attori con cui ha collaborato risponde: "Sto ascoltando gli altri, che poi è il modo migliore per lavorare con i ragazzi. Adoro recitare con loro, ricordo molto bene quando bene quando avevo la loro età e ora osservo il comportamento di mia figlia perciò non faccio nessuno sforzo a connettermi con il loro mondo". In Wonderstruck l'attrice torna a interpretare una madre, ruolo che non le richiede nessuno sforzo, come ammette lei stessa: "Quando diventi madre, questo aspetto entra a far parte della totalità della tua vita. Pensi sempre a tua figlia, non c'è un aspetto della mia vita separato dalla maternità, è il centro di tutto ciò che faccio, di ogni mia scelta fin da quando mi alzo la mattina. Ma non credo che in questo atteggiamento ci sia speciale, tutti i genitori vivono in questo modo. Quello che mi ha intrigato di questo ruolo riguarda il modo in cui mi relaziono con i ragazzi a livello personale e professionale. I bambini ti chiedono di rispettare la loro vera natura, devi rispondere a loro per quello che sono e non per l'idea che tu ti sei fatto di loro".

Wonderstruck: un primo piano di Todd Haynes a Cannes 2017

Wonderstruck ha permesso ancora una volta a Todd Haynes di fare un viaggio nel tempo, non in una bensì in due epoche diverse. "Mi piace girare film ambientati in altre epoche" confessa il regista. "Mi danno una scusa per guardare al passato. Stavolta mi sono circondato di un team di collaboratori eccezionali perché la sfida era imponente. Il film ha richiesto un gran lavoro di montaggio per accostare due epoche molto diverse. Per ricreare le immagini ci siamo ispirati ad alcuni classici del cinema, La folla di King Vidor per gli anni '20 e Il braccio violento della legge per ricreare gli anni '70, quel particolare colore della temperatura". Wonderstruck è prodotto da Amazon Studios, perciò anche per Todd Haynes arriva inesorabile la domanda sulla polemica tra Cannes e Netflix che tiene banco sui media. Haynes ammette: "Non ho avuto modo di seguire molto la cosa per via dei miei viaggi, posso parlare solo della mia esperienza. Lavorando con Amazon Studios ho trovato persone che amano davvero il cinema, profondamente, e mi hanno aiutato mettendomi a disposizione mezzi e strumenti per fare il mio film nella miglior forma possibile".

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