Whitney

2017, Documentario

Whitney Houston: la tragica vita di una voce suadente

Al cinema nei soli giorni dal 24 al 28 aprile, il documentario Whitney di Nick Broomfield e Rudi Dolezal racconta la drammatica esistenza di Whitney Houston, una delle cantanti pop più celebri e amate.

L'11 febbraio del 2012 la notizia della morte di Whitney Houston toccò nel profondo decine di milioni di persone e per diversi giorni televisioni e quotidiani di tutto il mondo si occuparono della vicenda, soffermandosi sull'indiscusso talento della star ma anche sulle possibili cause del decesso, rilevatosi in seguito dovuto a un collasso cardiaco (con ogni probabilità connesso all'abuso di droghe e farmaci antidepressivi). A cinque anni dalla prematura scomparsa - la cantante se n'è andata all'età di quarantotto anni - Nick Broomfield e Rudi Dolezal approfondiscono la figura di una delle voci più note della musica pop degli ultimi decenni concentrandosi in gran parte sulla Houston privata e sulla sua drammatica esistenza. Ponendo quasi in secondo piano la carriera e lo status di star planetaria e concedendo così molto meno spazio alla musica di quello che ci si potrebbe aspettare da un'operazione di questo tipo.

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Whitney: un'immagine che ritrae una giovane Whitney Houston

La vita straziante di una superstar

Whitney: un'immagine che ritrae Whitney Houston cantare

Alternando con buona efficacia numerose interviste a persone che hanno fatto parte della vita della Houston e materiali inediti della sua quotidianità, Whitney propone il ritratto di una vita caratterizzata da straordinari successi professionali finiti per essere sopraffatti da un'esistenza lacerante, profondamente segnata da rapporti contraddittori con le invadenti figure familiari, fragilità e un'opprimente incapacità di esprimere liberamente la propria natura e persino la sua sessualità. Whitney Houston era una donna dalla bellezza e dal carisma notevoli, capace di dominare il palco grazie a una voce suadente e a una magnetica presenza scenica. Spesso però sembrava non rendersene conto, o perlomeno dimenticarsene con troppa facilità.

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Una famiglia opprimente

Whitney: un'immagine di Whitney Houston

Fin da piccola Whitney è stata circondata da genitori che hanno pianificato nel dettaglio la sua ascesa nel mondo discografico, orientandone scelte artistiche e di vita. La madre Cissy non era mai riuscita a sfondare come cantante gospel e aveva sempre fermamente voluto per la Houston la carriera che a lei era stata preclusa. Il padre John gestiva gli affari della star pensando al tornaconto economico della famiglia piuttosto che agli interessi della figlia. In più, c'è stata la controversa e destabilizzante figura del marito Bobby Brown, con il quale Whitney ebbe la figlia Bobbi Kristina, promettente cantante R'n'B poi mai definitivamente esploso che l'ha più volte tradita ed era molto incline al vizio dell'alcol. Geloso del successo della moglie, l'uomo spinse persino per l'allontanamento di Robyn Crawford, l'amica di infanzia della Houston che ne era figura di riferimento, assistente personale e amante (la relazione tra le due non fu mai ufficializzata poiché la popstar voleva evitare che i genitori - in particolare la madre molto religiosa - lo venissero a sapere).

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I problemi con la droga, la causa con il padre e la morte della figlia

Whitney: un primo piano di Whitney Houston

È dopo l'uscita di scena della Crawford che si verificherà l'inesorabile e definitivo crollo di Whitney, a partire dalla fine degli anni Novanta sempre più dedita all'abuso di droghe (anche per via dell'influenza del marito) nel disperato tentativo di trovare un qualche sollievo nel contesto di una vita che non la soddisfaceva affatto. Nessuna delle persone a lei vicine è sembrata davvero accorgersi della gravità della situazione. Ad eccezione forse della sua guardia del corpo, che nel documentario racconta davanti alle telecamere di aver consegnato un report dettagliato alla famiglia riguardo i problemi della cantante, ottenendo però il solo risultato di essere sollevato dal proprio incarico.

Whitney: un'immagine che ritrae Whitney Houston

Nel 2002, dieci anni prima della morte, la star dovette anche affrontare una causa legale che emotivamente la sconvolse: l'amato padre, visto da lei come una figura più vicina e comprensiva rispetto a quella materna, le fece causa chiedendole 100 milioni di dollari arretrati per i suoi servigi da manager, portandola anche all'umiliazione di difendersi pubblicamente dall'accusa in televisione. L'eredità della cantante, di molto ridimensionata a causa della vita sregolata condotta dalla Houston negli ultimi anni, sarebbe spettata alla giovane figlia Bobbi Kristina, scomparsa nel 2015 a ventidue anni per annegamento in una vasca da bagno e assunzione di una commistione di droghe. Circostanze che ricordano fin troppo tragicamente quelle della morte di Whitney.

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Luca Ottocento
Redattore
3.0 3.0
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