Verso gli Oscar 2011: il punto della situazione

Le nomination ai SAG avallano solo fino a un certo punto lo status di favorito di The Social Network; la gara è ancora aperta, e gli avversari agguerriti...

La prima indicazione davvero affidabile sulla corsa agli Oscar, le nomination dello Screen Actors Guild - il sindacato degli attori, che rappresentano la categoria più cospicua all'interno dell'Academy of Motion Picture Arts and Science - è arrivata, ed è il momento di fare un punto della situazione sulla Awards Race 2010-2011. Il responso dei SAG appare molto più simile a quello dei Golden Globe di quanto potevamo attenderci, con qualche deciso miglioramento (l'assenza delle discutibili candidature a Johnny Depp e Angelina Jolie per The Tourist) e qualche sorpresa in negativo, come l'esclusione dalla categoria della migliore attrice non protagonista di quella che secondo molti è la performance dell'anno in questo tipo di ruolo, quella di Jacki Weaver in Animal Kingdom. Nel complesso, tuttavia, queste nomination - limitate, dopotutto, ai soli interpreti - non sembrano far pendere la bilancia dalla parte di un vero e proprio frontrunner: il film che sta facendo incetta di riconoscimenti da parte dei critici, The Social Network di David Fincher, ottiene la candidatura per l'ensemble e per il suo protagonista Jesse Eisenberg; d'altro canto, il frontrunner della prima ora Il discorso del re e il titolo in forte ascesa che porta il nome di The Fighter incassano ben quattro menzioni: rispettivamente, performance del cast, Colin Firth, Helena Bonham Carter e Geoffrey Rush, e cast, Amy Adams, Christian Bale e Melissa Leo. Ma anche gli altri due film in corsa per il SAG ensemble, I ragazzi stanno bene e Cigno nero - Black Swan, ottengono una candidatura in più rispetto a The Social Network, un film di attori esattamente quanto i suoi rivali, ma forse ancor di più un film di regia e sceneggiatura.

Colin Firth con Helena Bonham Carter nel film The King's Speech
Decisamente troppo presto, quindi, per chiamare un cavallo vincente, anche se ci è capitato abbastanza di frequente negli ultimi anni di vedere emergere un early favorite che ha finito per portarsi a casa tutti i premi più prestigiosi completando lo slam con l'Oscar per il miglior film: pensiamo ad esempio a Non è un paese per vecchi o a The Millionaire, che avevano aperto le danze vincendo il premio della National Board of Review, andato quest'anno a The Social Network. In questo caso c'è qualche fattore che sembra remare contro al film di Fincher, e il SAG ne evidenzia uno: la giovane età e la mancanza di seguito presso i colleghi degli interpreti - tranne Jesse Eisenberg, che una nomination agli Oscar può sentirsela legittimamente in tasca - laddove l'organico dei titoli rivali è ricco di veterani e di personaggi molto rispettati dall'AMPAS. Un altro è, secondo alcuni, la mancanza di appeal e di calore umano dei protagonisti del film, gli ambiziosi, superficiali e misogini fondatori di Facebook (non una critica che abbia fondamento artistico, e tra l'altro chi conosce il lavoro del geniale sceneggiatore Aaron Sorkin sa bene che quando vuole può dipingere personaggi amabili - maschili e femminili - meglio di chiunque altro).

Mark Wahlberg si allena in The Fighter
I rivali di The Social Network, questo è vero, vantano, oltre alla caratura degli interpreti, aspetti contenutistici che da sempre catturano le simpatie all'AMPAS: sia Il discorso del re che The Fighter sono biopic come del resto The Social Network, ma sono anche storie di rivalsa e trionfo sulle avversità dal sapore ben più edificante di quella narrata nel film di Fincher. Il primo è la storia di Giorgio VI (Colin Firth), che affronta il problema della sua balbuzie per andare incontro al bisogno di un vero leader di una nazione immersa nell'incubo della Seconda Guerra Mondiale, il secondo il racconto dell'improbabile avventura alla conquista del campionato dei pesi welter da parte del pugile Micky "Irish" Ward (interpretato da Mark Wahlberg), coadiuvato dal tribolato fratello/ allenatore Dicky (il camaleontico Christian Bale). In particolare, il plauso in grande crescita per il film del versatile David O. Russell ha fatto pensare a un paragone con la corsa agli Academy Awards del 1976, annata in cui il più amato dei boxing movies, Rocky, trionfò su rivali della risma di Quinto potere - film di cronaca sociale e mediatica, un po' come The Social Network - e Tutti gli uomini del presidente - ritratto storico e politico, un po' come Il discorso del re.

La splendida Natalie Portman nel thriller Black Swan
Altro titolo che ha buone prospettive è quel Cigno nero - Black Swan che ha mandato in nomination ai SAG non solo l'intensa protagonista Natalie Portman ma anche l'ancor più giovane co-star Mila Kunis, che, già notata dalla Hollywood Foreign Press Association (e premiata a Venezia con una scelta discussa, a questo punto da vedere in tutt'altra ottica), non è nemmeno più una sorpresa; il film di Darren Aronofsky è un thriller horror ambientato nel mondo del balletto classico, che sta facendo registrare risultati notevoli anche ai botteghini americani, e che sembra poter contare su un consenso sempre più massiccio che potrebbe ammassarsi alle spalle della protagonista che a 29 anni è già una veterana il cui curriculum reclama il rispetto che gli è dovuto.
La dramedy familiare un po' convenzionale I ragazzi stanno bene, a sorpresa quinto titolo in lizza per il premio per l'intero cast ai SAG, se ne avvantaggerà senz'altro, ma a uscire ancor più rafforzato da queste candidature, che non aiutano InceptionThe Town, è Winter's Bone, finora considerato soprattutto per la stellare performance di Jennifer Lawrence ma in tutti i suoi aspetti opera eccellente.

Ree Dolly (Jennifer Lawrence) and Teardrop (John Hawkes) nel film Winter's Bone
Passiamo a parlare in dettaglio delle categorie attoriali, sempre seguite con grande interesse dal pubblico: il sostegno degli attori del SAG per Il discorso del re fa ben sperare i fan di Colin Firth, di gran lunga il favorito per l'Oscar al migliore attore. Rischiano di doversi ben presto fare da parte i suoi pur bravi avversari, tra cui James Franco per 127 ore, Jeff Bridges per Il grinta e il già citato Jesse Eisenberg per The Social Network. Sembra molto più aperta e interessante la pari categoria femminile, che vede in contesa diversi grandi talenti impegnati in ruoli inusuali e affascinanti: Annette Bening (che ai SAG ha visto ricomparire la bestia nera Hilary Swank, candidata a sorpresa per Conviction) ha dalla sua il carisma, una carriera lunga e ammirevole ancora mai celebrata da un Oscar, e il ruolo interessante di una capofamiglia lesbica ne I ragazzi stanno bene, ma sembrano più di sostanza le interpretazioni di Jennifer Lawrence, protagonista di un percorso indicibile nel lacerante Winter's Bone, e di Natalie Portman, magnetica e fragile nel visionario Black Swan.
Per quanto riguarda le categorie dedicate ai non protagonisti, questi SAG sono un brutto risveglio per Jacki Weaver, davvero immensa in Animal Kingdom, e Andrew Garfield, che in The Social Network, a modo di vedere di chi scrive, è molto più bravo di Eisenberg. Entrambi tuttavia hanno ancora buone chance per una nomination agli Academy Awards, e, una volta entrata in quella cinquina, la Weaver potrebbe legittimamente puntare alla vittoria, mentre Garfield dovrebbe vedersela con un altro superfavorito: Christian Bale, nel cui trionfo potrebbe concretizzarsi il supporto crescente che stiamo registrando in favore di The Fighter - a meno che il film non faccia "il Rocky" . Alle sue spalle si affaccia il bravo Mark Ruffalo, che ha ne I ragazzi stanno bene un ruolo sfizioso se non memorabile, Jeremy Renner per The Town e ovviamente Geoffrey Rush per Il discorso del re; mentre le avversarie più insidiose per la diva australiana sono Melissa Leo (ancora The Fighter), Helena Bonham Carter (ancora Il discorso del re) e a questo punto anche la giovane interprete di Il grinta Hailee Steinfeld e la bella Mila Kunis di Black Swan.

Insomma, anche quest'anno ci prepariamo a seguire una serrata e appassionante corsa agli Oscar che vede protagonisti grandi nomi e grandi storie che usciranno nelle sale italiane per lo più nelle settimane che ci separano dalla consegna delle ambite statuette. C'è ancora tutto il tempo, quindi, per scoprire per chi fare il tifo, indignarsi per selezioni ineccettabili, gioire per i propri beniamini, tenere a bada la noia fino alla grande serata del 27 febbraio.
Troverete su Movieplayer.it, come ogni anno, la cronaca puntuale delle varie fasi della competizione. Nel frattempo, buon cinema da Oscar e buona Awards Race!

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