Birdman

2014, Commedia

Venezia 71 – Le preferenze della nostra redazione

A poche ore dal palmares ufficiale ecco i nostri colpi di fulmine della Mostra veneziana, in un'edizione che ha valorizzato il cinema italiano e ha riscoperto i grandi autori.

In un'edizione di buon livello che tra poche ore proclamerà il suo vincitore, la redazione di Movieplayer.it presente a Venezia ha deciso di tirare le somme dei propri gusti personali. Mette d'accordo tutti o quasi Birdman (o Le imprevedibili virtù dell'ignoranza), una delle aperture più potenti degli ultimi anni. Alejandro González Iñárritu ricicla Michael Keaton come interprete e regista teatrale, ma con echi autobiografici legati al suo Batman, per raccontare la crisi personale e professionale di un attore. Un film visionario e suggestivo che si toglie più di un sassolino dalla scarpa citando vere star di Hollywood ("colpa" di Edward Norton) non sempre in modo affettuoso.

Altro colpo di fulmine della redazione, Il giovane favoloso di Mario Martone. Siamo felici di poter affermare che quest'anno il cinema italiano si è distinto per la qualità presentando sia in competizione che nelle altre sezioni prodotti interessanti e ben confezionati. E' stato molto apprezzato l'agghiacciante ritratto di una famiglia criminale dipinto da Francesco Munzi in Anime nere, ma è Martone a impressionare per l'eleganza e la modernità con cui racconta una figura complessa come quella di Giacomo Leopardi, sommo poeta dalla vita solitaria e disgraziata. Gli auguriamo di cuore un posto nel palmares. Divide, invece, Hungry Hearts di Saverio Costanzo, pellicola coraggiosa che per molti è risultata, però respingente. Il film ha comunque un duplice merito: affrontare un tema scomodo come quello dei problemi alimentari sperimentando a livello stilistico.

Il giovane favoloso: Elio Germano nei panni di Giacomo Leopardi in una scena del film

Non si parla di cinema, ma di tv (ormai c'è differenza?) con la miniserie HBO Olive Kitteridge. La Mostra ha deciso di proiettarla tutta in una volta in quattro ore consecutive ed è stata un'esperienza davvero positiva considerando l'elevatissima qualità del prodotto, concepito, prodotto e interpretato dalla grandissima Frances McDormand. La miniserie scava nei meandri del duraturo matrimonio di Olive, acida insegnante in pensione di una cittadina del Maine, e del comprensivo marito Richard Jenkins. Odor di palmares per lo svedese A Pigeon Sat on a Branch Reflecting on Existence di Roy Andersson, che ha convinto molti di noi per lo sguardo surreale e per la verve satirica con cui affronta la crisi esistenziale perenne che affligge l'umanità. Tra le pellicole da noi più amate segnaliamo, infine, The Look of Silence, nuovo documentario in cui Joshua Oppenheimer torna ad affrontare con lucidità e profondità la dittatura indonesiana, mettendo a confronto vittime e carnefici, e il divertente She's Funny That Way . In una Mostra dominata da temi drammatici come la crisi, la malattia, la guerra e la solitudine il grande Peter Bogdanovich è tornato a farci ridere con garbo ed eleganza riproponendo il grande cinema della big Hollywood di un tempo. Confessiamo che, tra una risata e l'altra, un pizzico di nostalgia l'abbiamo provato.

Se volete leggere tutta la nostra copertura veneziana leggete il nostro speciale.

Antonio Cuomo

Top 5

1) Birdman (o Le imprevedibili virtù dell'ignoranza) - Per un livello tecnico superbo mai fine a sé stesso, sempre al servizio di una storia scritta con intelligenza e grandissimo senso dei dialoghi.
2) BoxTrolls - Le scatole magiche - Per l'inventiva, lo humour e la capacità di mantenersi tecnicamente all'altezza di rivali nel campo dell'animazione ben più potenti.
3) Burying the Ex - Perché in un festival di cinema una pausa disimpegnata serve sempre e Joe Dante l'ha saputa fornire in modo brillante.
4) A Pigeon Sat on a Branch Reflecting on Existence - Perché è surreale, a modo suo divertente e lascia nello spettatore qualcosa su cui riflettere.
5) Il giovane favoloso - Per la capacità di Martone, e Germano, di raccontare un personaggio complesso nella sua grandezza e la sua umanità

Film italiano

Il giovane favoloso - Che sa emergere in un'edizione che dal punto di vista del cinema italiano non è stata carente, tra Anime nere e lo stesso Perez.

La sorpresa

Non ho trovato una vera sorpresa, perché i film che ho apprezzato non mi hanno dato qualcosa di diverso da quello che mi attendevo. Ragionandoci su, penso assegnerei questo "titolo" al Pigeon di Ray Anderson

Il mostro della mostra

Sivas. Per motivi cinefili e personali. (Leggete la mia recensione per ulteriori dettagli)

Scena cult

Potrei pescare in Burying the Ex, ma mi rivolgo alla protagonista femminile di BoxTrolls - Le scatole magiche, Winnifred, ed alla sequenza in cui urla delusa "Dov'è il mio lago di sangue, dov'è la mia montagna di ossa. Mi era stata promessa una montagna di ossa!"

Scena scult

Mi dicono che per votare in questa categoria dovrei aver visto Hungry Hearts. Non avendolo fatto, mi astengo.

Valentina D'Amico

Top Five

1) Birdman (o Le imprevedibili virtù dell'ignoranza) - Un film potente a livello visivo ed emotivo. Il ruolo di una carriera per Michael Keaton, convincente, divertente e folle, e il film più bello di Inarritu, che regala un'inedità verità ai suoi personaggi.
2) Olive Kitteridge - La recitazione all'ennesima potenza. Frances McDormand invecchia e inasprisce per il progetto del cuore, ottimamente diretto da Lisa Cholodenko. Richard Jenkins e Zoe Kazan comprimari d'eccezione in una miniserie che scava nelle pieghe di un matrimonio nel compassato New England. Semplicemente perfetto.
3) Il giovane favoloso - Leopardi acquista dignità cinematografica grazie a Martone ed Elio Germano con una pellicola elegante, classica e moderna al tempo stesso.
4) 99 Homes - Se tutto il film fosse potente come i primi venti minuti sarebbe un capolavoro, ma Bahrani ci regala una pellicola necessaria che getta uno sguardo approfondito sulla crisi.
5) La trattativa - Sabina Guzzanti mette da parte il narcismo per raccontare la storia recente dell'Italia. Fatti noti, ma di cui non si parla abbastanza, e lo fa con un'occhio alla forma.

Film italiano

Il giovane favoloso (come sopra)

La sorpresa

She's Funny That Way - Peter Bogdanovich frizzante come non mai dissemina il suo film di risate, citazioni e colpi di scena. Da applausi.

Il mostro della mostra

Quest'anno non ho visto un film tanto brutto di potersi fregiare di questo titolo e me ne rammarico.

Scena cult

Michael Keaton che, in Birdman (o Le imprevedibili virtù dell'ignoranza), medita sospeso a mezz'aria in mutande e ancora Keaton che, sempre in mutande, atraversa di corsa un'affollata Times Square.

Scena scult

Alba Rohrwacher deformata dal fish eye in Hungry Hearts.

Francesca Fiorentino

Top 5

1) Il giovane favoloso - Nonostante le perplessità iniziali, i timori, i dubbi,  il film di Martone mi ha conquistata, con la poesia delle sue immagini e la bellezza del pensiero di Leopardi.
2) Birdman (o Le imprevedibili virtù dell'ignoranza) - Un'opera affascinante, densa di temi, magnificamente diretta e interpretata. Hollywood è un luogo perverso e Inarritu ce lo mostra in ogni suo anfratto spettrale.
3) The Last Hammer Blow - Ancora un film in concorso, un'opera piccola e sommessa ma luminosa. Un adolescente, il primo amore, un rapporto da (ri)creare con i propri genitori. Pochi ingredienti dosati con grande umanità e vera emozione dalla Delaporte.
4) Anime nere - Il film di Francesco Munzi è bello, teso e avvincente, e resta nella testa a lungo.
5) She's Funny That Way - Se Inarritu mostra gli abissi dello star business, Bogdanovich ci mostra quelli più buffi, senza però rinunciare a qualche stoccata. Una commedia deliziosa, da vedere e rivedere.

Film italiano

Il giovane favoloso. Scattata in testa alle mie preferenze da subito, l'opera di Mario Martone è coinvolgente e ci regala un ritratto inedito di un artista complesso come Giacomo Leopardi. Smontando tutti i nefasti clichè scolastici.

La sorpresa

These Are the Rules. Il film del croato Ognien Svilicic, presentato in Orizzonti, è uno dei migliori visti in questo festival, un dramma familiare sommesso ed emozionante.

Il Mostro della Mostra

Pasolini. Un film incentrato sulla storia di uno dei più importanti uomini di cultura d'Italia avrebbe dovuto essere altra cosa. Sconvolgere la struttura di un biopic è lecito, purché il protagonista resti sempre in primo piano. Abel Ferrara nasconde Pasolini dentro ad un racconto inutilmente grottesco.

Scena cult

Da Il giovane favoloso. Siamo a Firenze, durante una festa. Pietro Giordani invita Giacomo Leopardi e i suoi amici, Antonio e Fanny, a conoscere una bellissima quattordicenne. Li accompagna davanti alla statua di Psiche e la illumina con la luce delle candele. Leopardi sussurra a Fanny queste parole, "Non c'è favola più bella di Amore e Psiche, perché Psiche amava il suo innamorato ad occhi chiusi".

Scena scult

Da Pasolini. Proiettati in un film ideato da Pasolini, vediamo l'accoppiata Davoli-Scamarcio arrivare nella città di Sodoma, dove vivono ben distanziati, "i gay e le lesbiche". Unico punto di contatto fra i due universi, il grande rito della fecondità, durante cui la razza si riproduce, tra le urla festanti delle tifoserie opposte che gridano da un lato  "cazzo, cazzo, vaffanculo" e dall'altra "figa, figa, vaffanculo". Oggettivamente scult.

Luca Liguori

Top 5

1) Olive Kitteridge - Sarà anche una miniserie TV, ma i momenti più memorabili e cinematografici di questa 71. Mostra sono proprio qui.
2) Birdman (o Le imprevedibili virtù dell'ignoranza) - Un film tecnicamente ineccepibile e dalla regia ispiratissima, metacinema geniale, divertente ed emozionante.
3) A Pigeon Sat on a Branch Reflecting on Existence - Il cinema di Roy Andersson continua ad essere un qualcosa di più unico che raro.
4) Melbourne - La new-wave iraniana trova un nuovo alfiere nell'esordiente Nima Javidi ed il suo thriller sui generis.
5) The Postman's White Nights - Andrei Konchalovsky realizza un film poetico che sembra perfetto per il Leone d'oro.

Film italiano

Bisogna ammettere che quest'anno i film italiani sono stati molto più interessanti rispetto agli ultimi anni, e per la prima volta quasi dispiace doversi limitare ad un solo titolo, visto che Anime nere e La trattativa mi sono piaciuti molto. Ma il migliore è senza dubbio Il giovane favoloso di Mario Martone, un film sulla carta difficilissimo ma perfettamente riuscito.

La sorpresa

L'austriaco Goodnight Mommy sembrava promettere bene già del soggetto, ma in realtà il film si dimostra ben più complesso e sorprendente di quanto si poteva auspicare. Un film di genere per stomaci forti, speriamo che qualche distributore italiano si faccia avanti.

Il Mostro della Mostra

Non che siano mancate le delusioni o i film brutti, ma una menzione speciale va agli orribili sottotitoli italiani che abbiamo dovuto subire per tutta la Mostra e che in alcuni casi sembravano quasi provenire da Google Translate. Tra le "chicche" ci sono le due bestemmie del film russo (tra l'altro assolutamente avulse dal contesto), gli insulti pesantissimi e spesso ridicoli del turco Sivas o l'abuso del rafforzativo del pronome personale (io stesso, tu stesso, etc etc...) nelle traduzioni dall'inglese come myself e yourself. Da uno dei Festival più importanti del mondo ci aspettiamo necessariamente di meglio.

Scena cult

Sono tante quelle presenti in A Pigeon Sat on a Branch Reflecting on Existence, come quella musicale nel flashback del bar o quella dell'arrivo a cavallo di Re Carlo XII di Svezia. Ma forse quella che abbiamo amato di più è la morte di un povero anziano durante una crociera dopo aver acquistato un panino ed una birra, con il comandante e la ristoratrice che si preoccupano di cosa fare di questi cibi ormai pagati e mai consumati.

Scena scult

Tutti i momenti "thriller" del film di Saverio Costanzo, Hungry Hearts, con menzione speciale per la scena della cottura dell'hamburger.

Stefano Lo Verme

TOP 5

1) Olive Kitteridge - Una meravigliosa performance di Frances McDormand in una cronaca familiare emozionante e di affascinante complessità.
2) Il giovane favoloso - Un film biografico suggestivo e per nulla accademico che restituisce magnificamente la figura e il pensiero di Giacomo Leopardi.
3) The Look of Silence - Uno sguardo diretto sul male, nonché un altissimo esempio di "cinema morale" potente e doloroso.
4) La trattativa - Una ricostruzione al contempo tragica e grottesca di uno dei capitoli più oscuri e controversi della storia italiana.
5) Birdman (o Le imprevedibili virtù dell'ignoranza) - La sera della prima virato in chiave di commedia surreale, con una regia dinamica e un ottimo Michael Keaton.

Film italiano

Il giovane favoloso - come sopra.

La sorpresa

Altman - Vedi recensione.

Il Mostro della Mostra

Patria.

Scena cult

Il finale de Il giovane favoloso, con l'eruzione del Vesuvio accompagnata dai versi de La ginestra.

Scena scult

L'inquietante faccia a faccia, in stile Attrazione fatale, fra Mina (Alba Rohrwacher) e la suocera a casa di quest'ultima in Hungry Hearts.

Marco Minniti

Top 5

1) Fires on the Plain - La guerra come non è stata mai raccontata. Feroce, iperrealista, fisico, un viaggio all'inferno senza ritorno, tra corpi maciullati e menti deragliate.
2) The Look of Silence - Uno dei più sconvolgenti e taciuti massacri del '900, raccontato da vittime e carnefici, alla ricerca dell'impossibile comprensione dell'orrore. Insostenibile, necessario.
3) The Postman's White Nights - Un mondo immutabile, fiero eppure consapevole del suo tramonto, liricamente rappresentato da un maestro. Vero, potentissimo.
4) She's Funny That Way - Un Bogdanovich cinefilo, scanzonato, deliziosamente lieve, che resuscita una Hollywood che non c'è più, riflettendo al contempo sul cinema, con gusto e consapevolezza.
5) Pasolini - Un ritratto potente, coraggioso, visionario, di un uomo e di un'epoca, da un maestro troppo presto relegato nella serie b. Lucido, ostico, orgogliosamente non per tutti.

Film italiano

Belluscone. Una storia siciliana - Maresco racconta l'horror vacui di una terra e di un popolo, su note neomelodiche che ne certificano il coma irreversibile, ridendo sulle nostre macerie.

La sorpresa

Hungry Hearts - Costanzo trasforma un dramma familiare in un indie movie dai colori pop, in 16mm, facendo deragliare il suo materiale in un thriller sui generis. Raffinato e coraggioso.

Il Mostro della Mostra

The Cut - Più che un mostro, un film inutile, che spreca un tema importante in toni da fiction della domenica pomeriggio, e in una regia piatta e senza verve. Dimenticabile.

Scena cult

L'irresistibile versione alcolica di Glory, glory, hallelujah, con coro e voce singola, nel bar anni '40 di A Pigeon Sat on a Branch Reflecting on Existence.

Scena scult

Tante scene (e film) inutili, in questa come in altre edizioni, ma nessuna sequenza che possa ambire a questo statuto. Forse è una fortuna, forse no.

Luciana Morelli

Top 5

1) Birdman (o Le imprevedibili virtù dell'ignoranza) - Perché è un film che vola alto come il suo protagonista, diretto in maniera straordinaria da un autore dal talento puro e visionario come pochi, che ha confezionato il suo film migliore.
2) Il giovane favoloso - Perché Martone ha avuto il coraggio di osare ed è riuscito a realizzare un film maestoso, moderno e coraggioso rendendo appetibile il personaggio di Giacomo Leopardi anche a chi lo conosce poco.
3) Goodnight Mommy - Per l'originalità del soggetto e per la grande bravura dei due registi nella messa in scena di un horror mai banale che indaga sul rapporto madre-figlio e sulla crisi d'identità che sta affliggendo i nostri tempi.
4) She's Funny That Way - Perché è un film delizioso, costruito su una comicità semplice, di quelli di cui il pubblico ha ancora tanto bisogno. Bogdanovich dimostra che i film su Broadway si possono ancora fare con successo e che il grande cinema rimarrà immortale.
5) The Last Hammer Blow -Perché è un film molto sentimentale essere mai zuccheroso e perché in tempi come questi abbiamo bisogno di film capaci di riempire il cuore di ottimismo.

Film italiano

Il giovane favoloso è veramente favoloso.

La sorpresa

Melbourne, per la grande tensione che è capace di incutere nello spettatore dalla prima all'ultima scena.

Il Mostro della Mostra

Pasolini, perché in un film su Pasolini mi aspetto di vedere Pasolini e non una ricostruzione grottesca dei suoi ultimi due giorni di vita e un pout pourrì di personaggi ridicoli messi in scena senza minimamente contestualizzarli.

Scena cult

I venti secondi del film di Joe Dante Burying the Ex fatti partire dal proiezionista all'inizio del film di Abel Ferrara, che per un momento mi hanno fatto pensare alla ricostruzione horror di Pasolini.

Scena scult

Scena dei sofficini in La vita oscena. Il protagonista sfigatissimo viene salvato dal suicidio (quando ha già il cappio al collo) dalla visione mistica della zia che cucina tre sofficini Findus in padella. Della serie: un sofficino ti salva la vita.

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