Venezia 66, giorno 2: l'Apocalisse di The Road al Lido

Tra gli eventi della seconda giornata il thriller post-apocalittico The Road, che commuove e affascina senza cadere nella retorica e Life During Wartime.

Due i film in concorso in programma per questa seconda giornata di Venezia 66, ma sono tra le pellicole più attese dell'intero programma. The Road, tratto dall'omonimo romanzo del premio pulitzer Cormac McCarthy (già autore di Non è un paese per vecchi), racconta del viaggio di un uomo (Viggo Mortensen) e del giovane figlio (Kodi Smit-McPhee) attraverso gli irriconoscibili Stati Uniti post-apocalittici, alla ricerca di un luogo più sicuro per il proprio futuro. Il film, che vede nel cast anche Charlize Theron e Robert Duvall, è diretto da John Hillcoat, al suo secondo lungometraggio dopo il bellissimo western The Proposition, che anche questa volta si avvale della collaborazione di Nick Cave per la colonna sonora e di un breve cameo di uno dei protagonisti del film precedente, l'attore Guy Pearce.
Ma la scena è tutta per i due attori protagonisti, Mortensen e Smit-McPhee, che reggono con le loro struggenti e malinconiche interpretazione un film virato al grigio nei colori e nei sentimenti, che sa commuovere ed affascinare senza cadere nella facile retorica.
Leggi la recensione di The Road e l'intervista al cast del film.

Una scena del film Life During Wartime di Todd Solondz
Secondo film in concorso della giornata il corale Life During Wartime di Todd Solondz, sequel a tutti gli effetti di quell'Happiness che undici anni fa scandalizzò Cannes ma che gli valse anche un premio della critica e una nomination ai Golden Globes per la migliore sceneggiatura. Nel film (che durante la lavorazione era intitolato non a caso Forgiveness)
ritornano alcuni dei temi trattati nel film precedente come la pedofilia, il suicidio, i (difficili) rapporti sentimentali e familiari, ma questa volta il punto di vista sembra essere quello dell'espiazione e del perdono, anche se il tono del regista è come sempre molto ironico e pungente. Da segnalare la scelta (non certo originale, ma comunque spiazzante) di riprendere quasi tutti i personaggi di Happiness, facendoli però interpretare da attori completamente diversi.
Leggi la recensione del film.

Per la sezione fuori concorso da segnalare Valhalla Rising, una co-produzione danese-inglese che ha come protagonista un silenzioso guerriero orbo chiamato One Eye che dopo essere stato per anni un prigioniero vichingo si mette in viaggio insieme ad un gruppo di cristiani britannici verso la Terra Santa. In realtà dopo un allucinante viaggio in nave che ricorda Coleridge scoprono di essere arrivati in una terra sconosciuta ma piena di pericoli. Il film è immerso in un'atmosfera misteriosa e mesmerizzante, con una nebbia che avvolge gran parte delle scene e lunghissimi silenzi e pause interrotte da improvvisi scatti di violenza al limite dello splatter.
Nella stessa sezione anche il film sorpresa Great Directors, un documentario di Angela Ismailos che intervista una decina di celebri cineasti quali David Lynch, Bernardo Bertolucci, Ken Loach, Agnes Varda e Todd Haynes parlando di cinema a 360°, delle loro origini, delle loro idee e soprattutto su cosa significhi essere registi oggi.

Una scena del film Valhalla Rising
Altre brevi segnalazioni invece per due film delle Giornate degli autori: era molto atteso lo svedese Metropia, evento congiunto di Settimana della Critica e Giornate degli Autori, ma non mantiene tutte le promesse: un film fatto tutto di sussurri, originale nello stile dell'animazione e affascinante per l'atmosfera che riesce a creare, ma appesantito da una narrazione cervellotica e filosofeggiante che richiama temi orwelliani ormai già abbondantemente indagati nell'era dei reality.
Più riuscito il serbo-albanese Honeymoons di Goran Paskaljevic, già autore de La polveriera: il film narra la storia di due coppie, una albanese e una serba, che con regolari permessi di soggiorno emigrano rispettivamente verso l'Italia e l'Ungheria, ma a causa di un attacco terroristico in Kosovo si trovano bloccati al confine. Lo stile molto asciutto e le buone interpretazioni di tutto il cast (tra cui si riconosco un paio di volti noti del cinema di Emir Kusturica) ne fanno una delle opere più interessanti di questi primi giorni di festival.

Chiudiamo infine segnalando la proiezione serale di un film molto discusso, quel Videocracy il cui trailer è stato rifiutato dalle emittenti televisive italiane. Sicuramente ci saranno ulteriori polemiche, ma ne parleremo più dettagliatamente domani.

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