Venezia 64., tra grandi maestri e nuovi talenti

Dal 28 agosto all'8 settembre un'edizione della Mostra del cinema che ancora una volta guarda al futuro e ai nuovi linguaggi digitali senza però dimenticare l'enorme bagaglio della tradizione.

Massimo Borriello

"La nuova edizione della Mostra di Venezia nasce in un momento particolarmente significativo. Quest'anno cade infatti il settantacinquesimo anniversario della sua nascita. Quella di Venezia è stata la prima grande mostra del cinema ed è ancora oggi un punto di riferimento per tutto il cinema mondiale." Con queste parole Davide Croff, Presidente della Biennale, apre la conferenza stampa di presentazione della sessantaquattresima edizione della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, in scena al Lido dal 28 agosto all'8 settembre, un'edizione che ancora una volta guarda al futuro e ai nuovi linguaggi digitali senza però dimenticare l'enorme bagaglio della tradizione. «In questi quattro anni di collaborazione con Marco Muller» prosegue Croff «abbiamo cercato di tenere alto il nome della Mostra ispirandoci a tre concetti fondamentali: rispetto per la tradizione, impegno per il presente e progettualità per il futuro. Abbiamo lavorato per rilanciare una mostra che aveva comunque una forza intrinseca già grande, sebbene ci siamo trovati ad operare in un contesto non facile, spesso di caos nei contributi pubblici. Per noi è stato un periodo ricco e stimolante nonostante i problemi e le complessità.»

Alle parole del Presidente Croff fanno eco quelle di Marco Muller, Direttore di Venezia 64, particolarmente fiero per la scelta dei titoli della selezione ufficiale, tra grandi maestri e giovani talenti pronti a stupire. "Il mio non è stato un lavoro difficile." spiega Muller "Il capitale vero è la storia della Mostra. Bastava cercare nel passato le tracce del futuro. Con la scelta dei film di quest'anno abbiamo cercato di tracciare lo stato contemporaneo del cinema. Si trattava di mettersi all'ascolto dei registi e di chi li aiuta a farli circolare. C'è voluto tanto lavoro e una struttura solida, ma alla fine abbiamo selezionato quello che per noi era importante. Anche quest'anno abbiamo voluto mantenere i film della selezione ufficiale sotto i 60 titoli, il 90% dei quali saranno proiettati in prima mondiale, un record nella storia di tutti i festival. Siamo davvero soddisfatti perché la Mostra è percepita da tutti come un appuntamento imprescindibile e continuando così lasciamo in eredità un bagaglio di esperienze e conoscenze molto importante."

Tante le novità di quest'anno, a partire dalla nuova sezione dedicata ai grandi maestri del cinema. In Venezia Maestri ci saranno infatti le nuove opere di sei registi tra i più amati ed apprezzati dal pubblico mondiale. "Non c'era spazio per i compromessi" spiega Muller "Fuori concorso ci sono solo maestri che si sono chiamati fuori dalla competizione."
Tra questi non possiamo non citare Woody Allen, che ha già confermato la sua presenza a Venezia per la prima del suo Cassandra's dream, Takeshi Kitano, di nuovo al Lido dove ritroverà sicuramente il suo folto pubblico di estimatori per un'ennesima follia cinematografica con Kantoku banzai! (Glory to the Filmmaker!), Claude Chabrol e l'immancabile Manoel de Oliveira, mascotte ultranovantenne della Mostra che presenterà quest'anno Cristovao Colombo - O enigma nel quale figura anche tra i protagonisti.

Com'era già stato abbondantemente preannunciato nelle ultime settimane ad animare il concorso, e più in generale tutta la Mostra, saranno soprattutto i film in lingua anglofona ed in particolare quelli americani, una scelta precisa che Muller definisce inevitabile vista «la singolarità e l'originalità delle opere presentate». E sulla carta il concorso di quest'anno lascia sperare in un livello qualitativo all'altezza di quello (ottimo) dello scorso anno, se non superiore. Sapevamo già di Espiazione, film d'apertura della 64. Mostra, diretto da Joe Wright e interpretato da Keira Knightley, una collaborazione già rodata nel precedente Orgoglio e pregiudizio, ma la lista completa dei film annunciata in conferenza stampa lascia prevedere autentici bagni di folla ai margini del tappeto rosso per la forte presenza di divi hollywoodiani che animeranno le varie pellicole in competizione, assicurando così, accanto alla qualità delle opere, quel glamour che porterà a Venezia un pubblico ancora più folto. Come già detto, ci sarà tanta America in questa nuova edizione della Mostra. Da oltreoceano arriveranno infatti giovani, ma già affermati registi con un plotone di star al proprio seguito. Ci sarà Wes Anderson, la geniale mente dietro alcune delle più belle opere di questo inizio millennio, da I Tenenbaum a Le avventure acquatiche di Steve Zissou, che sarà presente al Lido con due pellicole: una, The darjeeling limited, in concorso, che annovera nel cast gli attori preferiti del regista (Owen Wilson, Bill Murray, Angelica Huston, Jason Schwartzman), l'altra, Hotel Chevalier, un corto che rappresenterà un evento speciale fuori concorso, interpretato ancora da Schwartzman e dalla splendida Natalie Portman. Dopo il passaggio sotto tono dello scorso anno con The black dahlia, Brian De Palma ci riprova con Redacted, un film sul rapporto tra media e guerra durante il conflitto iracheno. Grande attesa poi per il nuovo film di Todd Haynes, cinque anni dopo il gioiello Lontano dal Paradiso, che a Venezia porterà sullo schermo, in modo estremamente originale, la vita di Bob Dylan raccontata da sei differenti personaggi a rappresentare ognuno dei quali un aspetto diverso della vita e della musica del cantautore americano. Cast stellare per questo Io non sono qui, già annunciato in uscita nelle sale italiane il 7 settembre in contemporanea con la Mostra: Richard Gere, Cate Blanchett, Heath Ledger, Julianne Moore, Christian Bale e Charlotte Gainsbourg. E ancora al Lido arriveranno Brad Pitt e George Clooney, rispettivamente con L'assassinio di Jesse James, opera seconda di Andrew Dominik, regista del cult Chopper, e Michael Clayton, esordio alla regia di Tony Gilroy. A darsi battaglia poi ci saranno i due rivali della notte degli Oscar dello scorso anno: Paul Haggis e Ang Lee. Il primo, vincitore della statuetta per il miglior film con Crash - contatto fisico, presenterà In the Valley of Elah, mentre il regista cinese, dopo il Leone d'oro e l'Oscar per la miglior regia ottenuti grazie al fortunato I segreti di Brokeback Mountain, torna con un film in mandarino, affidandosi al nome altisonante della star Tony Leung.

Naturalmente grande attesa anche quest'anno per i titoli italiani in concorso. E i film selezionati per Venezia 64. non possono che soddisfare le nostre aspettative. Muller e soci decidono di puntare su giovani autori che però si sono fatti notare già in passato con opere decisamente brillanti. Il nome più conosciuto tra i tre è sicuramente quello di Vincenzo Marra, già al Lido gli scorsi anni con le sue precedenti opere Vento di terra e L'udienza è aperta. Ne L'ora di punta, prodotto da Tilde Corsi e Gianni Romoli, i due nomi dietro tutti i film di Ferzan Ozpetek, tra i giurati del concorso, Marra dirige Fanny Ardant e Michele Lastella in una storia di amore e corruzione nell'alta finanza. Altro film italiano che battaglierà per il Leone d'oro è Il dolce e l'amaro di Andrea Porporati che torna a dirigere Fabrizio Gifuni dopo l'interessante esordio con Sole negli occhi, film che lasciava ben sperare sulle potenzialità del regista e sceneggiatore romano. Muller si sbilancia e definisce quello di Porporati "il film più bello e tagliente sulla mafia visto negli ultimi anni". Infine, siamo entusiasti di segnalare la presenza a Venezia del nuovo film di Paolo Franchi, tre anni dopo la sua splendida opera prima La spettatrice. Dopo il grande successo di Nuovomondo dello scorso anno, forse anche questa volta l'Italia è destinata a essere protagonista della Mostra.

Ancora in concorso ci saranno i film di maestri che hanno scelto di mettersi in gioco, nomi del calibro di Ken Loach, Eric Rohmer, Nikita Mikhalkov, Kenneth Branagh e Peter Greenaway. Conoscendo i gusti del direttore Muller stupisce invece la presenza risicata dei film di provenienza orientale. Tra i registi in competizione un nome che spicca su tutti è senza dubbio quello di Takashi Miike che porterà al lido uno spaghetti western che annovera tra gli interpreti nientemeno che Quentin Tarantino. Da Taiwan poi arriverà Help me Eros di Lee Kang Sheng, attore feticcio di Tsai Ming Liang che è anche produttore del film, mentre la Cina, accanto al film di Ang Lee, porta in concorso anche The sun also rises diretto da Jiang Wen che del film è anche interprete. Chiudono il programma i film dell'egiziano Youssef Chahine, dello spagnolo Jose Luis Guerin e del francese Abdellatif Bechiche. A questi titoli si dovrà aggiungere poi il film sorpresa, ormai una piacevole tradizione del festival, che sarà annunciato come al solito all'ultimo momento e, dopo l'exploit dello scorso anno del vincitore Still Life, l'attesa è grande. Muller rivela al riguardo che "un grande regista mi ha promesso che il 20 agosto mi farà vedere il montaggio definitivo del suo nuovo film che con tutta probabilità potrà essere accolto in concorso." E, viste le indiscrezioni degli ultimi mesi, poi smentite dalla presentazione della lista dei titoli in concorso, c'è da scommettere che il regista al quale fa riferimento Muller sia Paul Thomas Anderson che ha praticamente completato il suo There will be blood e potrebbe essere pronto per Venezia.

Ci saranno ancora sorprese nel Fuori Concorso di Venezia Notte. Muller parla di un altro film jolly nella sezione notturna del festival, un regista "enorme" di grande richiamo che animerà la notte della laguna. In Venezia Notte vedremo Blood brothers, l'opera prima di Alexi Tan che chiuderà la Mostra, Rec, una collaborazione tra i due registi spagnoli Plaza e Balaguero, Far North di Asif Kapadia, The Hunting Party di Richard Shepard con Richard Gere, l'atteso The Nanny Diaries con Scarlett Johansson e Paul Giamatti, e il film d'animazione franco-spagnolo Nocturna. Inoltre, nel giorno d'apertura della Mostra, sarà proiettata la versione restaurata di una pietra miliare del cinema western, Per un pugno di dollari di Sergio Leone. E al cinema western all'italiana sarà dedicata la quarta edizione della Storia segreta del cinema italiano, il cui padrino sarà quel Quentin Tarantino che nei mesi scorsi aveva rilasciato pesanti dichiarazioni sull'attuale stato di salute del cinema italiano scatenando un vespaio di polemiche.

Anche quest'anno Venezia celebrerà i grandi nomi del cinema mondiale con una serie di premi, riconoscimenti e retrospettive che vanno dal Leone d'oro del 75° anniversario della nascita della Mostra a Bernardo Bertolucci (del quale vedremo le copie restaurate de La via del petrolio e de La strategia del ragno), a quello alla carriera a Tim Burton (che porterà al Lido una versione in 3-D di Nightmare before christmas), gli omaggi a Carlo Lizzani e Mario Camerini alla versione restaurata di un classico quale Intolerance di David Wark Griffith e alla retrospettiva dei corti provenienti dal Marocco. E tanti saranno i nuovi cortometraggi presentati a Venezia, tra i quali spicca quello di Jonas Cuaron, figlio di Alfonso che ha scritto il film insieme a Naomi Klein e che pare trarre ispirazione nella sua tecnica di montaggio di scatti fotografici da La jetée di Chris Marker. E tanti film si vedranno anche nelle sezioni Orizzonti e Orizzonti doc. Citiamo brevemente Sad Vacation del giapponese Aoyama Shinji, con Tadanobu Asano, la produzione italo-francese Médée Miracle di Tonino De Bernardi con Isabelle Huppert, altra presenza fissa in laguna, entrambi in Orizzonti, mentre nella parte dedicata ai documentari segnaliamo il Berlin di Lou Reed firmato dall'artista Julian Schnabel (vincitore del premio per la miglior regia all'ultimo festival di Cannes con Lo scafandro e la farfalla), il documentario su Jimmy Carter di Jonathan Demme, il nuovo lavoro del vincitore del Leone d'oro dello scorso anno, Jia Zhangke, e gli italiani Madri di Barbara Cupisti e Il passaggio della linea di Pietro Marcello.

Accanto ad un programma così folto ed interessante, Muller annuncia ancora sorprese, la presenza di due opere che coniugano musica, arti visive e cinema. Il primo, Dall'altra parte della luna, di Davide Marengo, quello di Notturno Bus, realizzato insieme a Giuliano Sangiorgi e ai suoi Negramaro; l'altro, Empire II, remake non ufficiale di Empire di Andy Warhol, firmato da Amos Poe. I due film verranno proiettati all'aperto, negli schermi allestiti davanti al Casinò, tutte le sere a giorni alterni e ad ingresso libero, cominciando da giovedì 30 agosto alla presenza dei Negramaro. Un altro motivo di soddisfazione per Marco Muller che per i film scelti per le varie sezioni ufficiali del programma di quest'anno parla di cinema diverso dall'ordinario, di un rinnovarsi continuo del cinema e di film innovativi fatti con le star. E a chi gli chiede se sia possibile ritrovare un filo conduttore tra i film selezionati, Muller risponde che "mai come quest'anno abbiamo film che parlano di guerra, delle varie guerre che affliggono il mondo, perché c'è questo sentimento d'emergenza di voler indagare la sfaccettatura più importante del contemporaneo che è, appunto, la guerra."

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