Uomo e natura al Milano Film Festival

Vera protagonista della quarta giornata è la rassegna Colpe di Stato, che oggi propone una selezione di opere dedicate a tematiche ambientaliste, mentre la selezione ufficiale propone alcuni dei film più intimisti e poetici della sezione.

La quarta giornata di festival inizia con la riproposizione di Green Wave di Ali Samadi Ahadi, inserito nella rassegna Colpe di Stato che oggi si è arricchita di tre videodocumenti: Uranium Project di Alan Gard e Stefania Prandi, storia a lieto fine di un gruppo di valligiani italiani che, opponendosi strenuamente all'estrazione di uranio da parte dell'Agip, hanno salvaguardato la loro terra, A Radiant Day di Anders Børringbo, che approfondisce il controverso tema dell'elettrosmog, e Bag It (Is Your Life too Plastic?) di Suzan Beraza, testimonianza della dipendenza della nostra società dalla plastica e delle conseguenze di questo stato di cose. In serata, la selezione ufficiale della rassegna ha proposto You Don't Like the Truth: 4 Days Inside Guantanamo di Luc Coté e Patricio Henriques, un'occasione in più per riflettere sulla linea sottile che separa terrorismo e lotta al terrorismo, soprattutto quando a farne le spese è un ragazzino di sedici anni.

Ben Foster e Lubna Azabal in un momento intimo in Here
Ben cinque i lungometraggi in concorso in programma nel corso della giornata: si comincia con Here di Braden King, in cui protagonista, tanto quanto i due innamorati Gadarine, inquieta fotografa emigrata a Parigi, e Will, timido e insicuro cartografo, è il paesaggio armeno, sfondo poetico ma anche impietoso della solitudine che accomuna ogni uomo, per continuare con Dernier étage gauche gauche, cronaca dell'inaspettata piega che può prendere uno sfratto nella banlieu francese. E' stata poi la volta di Patang di Prashant Bhargava, storia di un problematico ritorno a casa, e di Year Without a Summer della malese Tan Chui Mui, vincitrice a Rotterdam con la sua opera prima e che qui conferma il proprio talento, in una storia in cui si affastellano piani temporali e tematici per dare vita a una riflessione sull'uomo, sul destino e sulla vita.

MIchelle Pfeiffer e Matthew Modine in Una vedova allegra... ma non troppo
La retrospettiva su Demme, sempre molto apprezzata dalla platea milanese, ha proposto oggi quattro appuntamenti: Crazy Mama, Una vedova allegra... ma non troppo, The Agronomist e The Manchurian Candidate, mentre l'Outsider della giornata è stato Gatos Viejos di Sebastiàn Silva e Pedro Peirano, irriverente ritratto di una famiglia cilena che vede per la terza volta insieme dietro alla macchina da presa la coppia di Affetti e dispetti.

Uomo e natura al Milano Film Festival
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