007 La morte può attendere

2002, Azione

Recensione 007 La morte può attendere (2002)

Un nuovo episodio per la spia inglese piu' famosa di tutti i tempi. La solita lotta del bene contro il male veste i panni del solito James Bond.

Domenico Di Basilio

Una spia sotto zero

Ce lo aspettavamo, essendo il 20esimo film di una delle serie più famose in assoluto, come un tributo ai suoi vecchi interpreti e come il definitivo (dopo le altre apparizioni non molto felici) passaggio di testimone all'uomo di ghiaccio Pierce Brosnan.
Invece ancora una volta il film presentato da poco nei nostri cinema si rivela come un'operazione di mercato, ricca di fascino soltanto per i suoi sponsor e per le trovate al limite della fantascienza, spostata più verso l'essenza suprema che verso il reale. Da sempre James Bond si trova a far fronte alle sue missioni con armi, auto e gadgets vari da far impallidire anche Batman, ma non per questo i film della vecchia guardia risultavano meno godibili. Ora invece il protagonista si trova a compiere azioni, movimenti, usare armi e affini come soltanto i protagonisti di Guerre Stellari riescono a fare. Il limite di cui si parlava prima è così alto, che supera in importanza la trama vera e propria, la supera come intensità visto che di battute e di spionaggio vero e proprio c'è solo una piccola spolverata.

Tutto è incentrato sulla velocità, sulle scene spettacolari, sull'azione nel vero senso della parola, che però sta bene in un film come xXx dove il protagonista non ha il carisma e tutto quello che c'è dietro la nostra cara spia inglese. In questo modo il film si guadagna una grande fetta di pubblico, anche chi non ha mai amato particolarmente James Bond rimane (o almeno dovrebbe rimanere) affascinato da questa interpretazione. Ma il problema sta proprio qui: chi lo guarda con occhi "nuovi" si ritrova con un semplice film d'azione che per puro caso ha per protagonista una spia dall'illustre passato, ma che poi di fatto avrebbe potuto essere chiunque senza perdere fascino o interesse. Mentre chi cercava un collegamento, un qualche cosa che continuasse il ciclo, a dispetto delle inevitabili sostituzioni del volto del protagonista, rimarrà deluso.

Al di là di queste considerazioni, troviamo i soliti attori che danno più o meno certezze, il gia citato Brosnan, con tutti i comprimari che gli girano attorno, ma soprattutto la bellissima Halle Berry, che, fortunatamente per lei, ha molte più battute dei recenti film d'azione che ha intepretato (X-men, Codice Swordfish), anche se naturalmente si ritrova ad essere la solita Bond girl anche un po' forzata per l'immagine di attrice che fino ad ora aveva dato di lei.

Ricapitolando si può parlare sulla carta di un nuovo film della serie, ma praticamente ci troviamo di fronte ad un distaccamento sempre più marcato dal filone originale che ha portato a un peggioramento, o a delle migliorie, a seconda con quale punto di vista si consideri il film.

Recensione 007 La morte può attendere (2002)
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