Una serie di sfortunati eventi

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Una serie di sfortunati eventi: con Netflix nel mondo di Lemony Snicket

Dopo il film del 2004, la storia degli orfani Baudelaire e del malvagio Conte Olaf torna sullo schermo grazie a Netflix ed un adattamento, disponibile dal 13 Gennaio, capace di farle rivivere in grande stile.

Una serie di sfortunati eventi: Neil Patrick Harris interpreta il conte Olaf

"Se siete interessati a storie a lieto fine, fareste meglio a guardare qualcos'altro". Un avvertimento chiaro e diretto in quelle che sono le prime parole di Una serie di sfortunati eventi, che richiamano con precisione quello che apre il primo dei romanzi firmati da Lemony Snicket, pseudonimo di Daniel Handler, e pubblicati tra il 2000 ed il 2006. Una serie di libri per ragazzi che racconta le (dis)avventure degli orfani Baudelaire e che ha già visto un adattamento nel 2004 con protagonista quella che era una delle star del momento, Jim Carrey.

A riprovarci a dodici anni di distanza è Netflix, che abbraccia lo spirito dei racconti di Lemony Snicket sin dalla nota di accompagnamenti dei quattro episodi inviati in anteprima a noi giornalisti, che spiega come "per alcuni anni, Netflix ha portato luce nel mondo della televisione, accompagnando un'età d'oro di programmazione di qualità e rottura. Ora questa luce è stata spenta. Una serie di sfortunati eventi, un adattamento dei miei terribili libri, contiene così tanta miseria e sofferenza che i primi spettatori si sono ritrovati in lacrime, lamentandosi e scrivendo critiche televisive per le principali testate."
Insomma l'atmosfera era stata creata ancora prima di immergerci nella visione!

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Lemony Snicket racconta

Lemony Snicket's A Series of Unfortunate Events: Patrick Warburton in una foto della serie

È il tono adottato dall'autore, e perfettamente riprodotto nella serie Netflix, per accompagnare le sfortunate vicissitudini dei tre protagonisti, Violet, Klaus e la piccolissima Sunny, rimasti orfani in seguito ad un incendio che ha portato via i loro genitori e la casa in cui vivevano, lasciandoli senza protezione. Una notizia recapitata loro dal bancario Signor Poe in una spiaggia grigia e deserta in una giornata altrettanto cupa, l'ideale per godersi il mare senza nessun disturbo... e ricevere comunicazioni di questa portata, di quelle che cambiano la vita per sempre. Poe si adopera per trovare una destinazione ai ragazzi, ma finisce per assicurarli alle cure ben poco amorevoli del sinistro Conte Olaf, palesemente interessato soltanto alla copiosa fortuna ereditata dagli orfani e bloccata fino al compimento della maggiore età della più grande dei tre, Violet.

Una serie di sfortunati personaggi

Una serie di sfortunati eventi: Malina Weissman e Louis Hynes nella serie

Ma mancano ancora anni prima che Violet diventi maggiorenne, perché pur essendo la più grande degli orfani Baudelaire, non è altro che un'adolescente. Oltre ad essere molto protettiva nei confronti dei fratelli, la caratteristica principale di Violet, nella serie interpretata da Malina Weissman, è di essere una grande inventrice, capace di creare con semplici oggetti di uso quotidiano dei piccoli dispositivi capaci tirare il trio fuori dai guai. Non è meno intelligente il fratello minore Klaus, 12 anni e interpretato da Louis Hynes, grande lettore e dotato di un'ottima memoria fotografica. C'è infine Sunny, tanto piccola da parlare una lingua ancora incomprensibile ai più, ma che i suoi fratelli riescono a capire ed all'occorrenza tradurre. È il personaggio che la serie Netflix ha dipinto con maggior creatività, applicando simpatici sottotitoli ai versi inintelligibili che produce ed enfatizzando la sua caratteristica principale, spesso accennata nei romanzi: è una grande morditrice, le piace mordere e masticare qualsiasi cosa.

Una serie di sfortunati eventi: l'attrice Joan Cusack in una foto della serie

A fungere da alter ego per Lemony Snicket su schermo, un ruolo che nel film del 2004 era toccato a Jude Law, troviamo Patrick Warburton, narratore puntuale ed onnipresente: basta una lieve carrellata di lato ed eccolo in scena con i protagonisti, pronto a precisare e completare quanto stiamo vedendo. Non mancano altri nomi di un certo rilievo, perché se è K. Todd Freeman ad interpretare il signor Poe, troviamo Joan Cusack nei panni del Giudice Strauss, vicina gentile e disponibile nella cui libreria i ragazzi si rifugiano spesso all'inizio della loro odissea. C'è poi, ovviamente, il Conte Olaf, primo affidatario dei ragazzi Baudelaire e villain di Una serie di sfortunati eventi. Un ruolo sopra le righe, bizzarro e istrionico nella sua cupezza, per il quale è stato chiamato un talento come Neil Patrick Harris, che si è evidentemente divertito a dare corpo e tante voci al suo personaggio, mettendo a frutto il repertorio di mimica e vocalità al quale ci ha abituati nel corso degli anni, non rinunciando al canto, sia nella sigla (o dovremmo dire sigle) che concedendosi un numero musicale nel secondo episodio.

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Una serie di sfortunati eventi: gli attori Louis Hynes e Neil Patrick Harris

L'adattamento di Netflix

Una serie di sfortunati eventi: Aasif Mandvi in una foto della serie

Se poco più sopra abbiamo parlato di sigle, al plurale, è perché i titoli di testa di ogni episodio modificano il testo della canzone in modo da fungere da riepilogo ed introduzione per quello che stiamo per vedere, una sorta di previously cantato che anticipa piuttosto che riepilogare, che sarà irrimediabilmente tradotto ma che contribuisce a creare su schermo il mondo di Lemony Snicket. Ideata e curata da Mark Hudis, con una produzione esecutiva affidata a Barry Sonnenfeld e lo stesso Daniel Handler (Lemony Snicket), Una serie di sfortunati eventi si mantiene molto fedele al materiale di partenza, dedicando due episodi ad ognuno dei romanzi.

Una serie di sfortunati eventi: una foto di Usman Ally

Gli otto episodi della prima stagione coprono infatti i primi quattro libri, richiamandoli in modo esplicito fin dai titoli (A Bad Beginning Part 1 e Part 2, The Reptile Room Part 1 e 2) ed utilizzando porzioni intere di dialoghi pressoché identiche a quelle contenute nei romanzi. Laddove il nuovo adattamento si discosta dall'originale letterario è nel tentativo, riuscito e molto coinvolgente, di rendere lo show materiale da binge-watching, anticipando per esempio elementi del libro successivo già nel finale dell'episodio che precede quelli a lui dedicati, ma soprattutto nel mettere in piedi una intrigante storyline orizzontale che non vi sveleremo per evitare qualunque tipo di spoiler.

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Una serie di fortunati successi

Una serie di sfortunati eventi: l'attore Neil Patrick Harris nel secondo episodio

A giudicare da quanto visto, ovvero quattro degli otto episodi totali, Una serie di sfortunati eventi ha tutte le carte in regola per diventare un nuovo successo Netflix: brillante e ironico pur nel raccontare una storia dichiaratamente triste, capace di gran ritmo (abbiamo notato una leggera stanchezza solo nella prima parte del quarto episodio), una messa in scena curata e perfettamente adeguata al tono, attenta ai dettagli ed allo stile, un cast in forma ed in parte, ma soprattutto una sicurezza e consapevolezza ormai consolidata da parte del popolare servizio streaming, che si permette anche il lusso di scherzare sul maggiore appeal delle serie rispetto ai film in alcune battute e letterali strizzatine d'occhio di Neil Patrick Harris al pubblico. La risposta reale da parte del pubblico la vedremo il prossimo 13 Gennaio quando Una serie di sfortunati eventi sarà aggiunta al catalogo Netflix globale, ma la sensazione che abbiamo è positiva ed attendiamo con ansia l'annuncio di un rinnovo che ci sembra probabile.

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Antonio Cuomo
Redattore
4.0 4.0
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