Valentino: L'ultimo imperatore

2008, Documentario

Recensione Valentino: L'ultimo imperatore (2008)

Manie di protagonismo, crisi nervose, geniali picchi creativi misti a isteria, passione, impagabile ironia e un amore viscerale per il bello: Valentino si racconta in uno speciale documentario.

Maria Vittoria Galeazzi

Una glam-reality sulla vita di Valentino

Perché dover immaginare la vita di uno dei più grandi stilisti del mondo come un susseguirsi di feste esclusive, abiti firmati, gioielli, donne bellissime e case da mille e una notte? Perché è proprio così... Il lusso, la fama e una sfrenata ricerca estetica accompagnano i giorni di Valentino Garavani così come l'interminabile lavoro in atélier, culla delle sue creazioni, non solo vestiti ma autentiche opere d'arte.

La vita del famoso fashion designer è raccontata in un divertente e appassionante documentario dal regista Matt Tyrnauer, giovane corrispondente del Vanity Fair americano. Le telecamere hanno seguito per ben due anni la carriera e la vita privata di Valentino svelando la sua personalità poliedrica, un carattere un po' scorbutico ma di eccezionale simpatia, un uomo dalla creatività inebriante che ha saputo costruire un impero grazie ad una fondamentale presenza al suo fianco. Ebbene sì, non tutti lo conoscono Giancarlo Giammetti, il suo partner, fedele amico e collaboratore da cinquant'anni; senza di lui Valentino non sarebbe mai diventato quello che è "nemmeno la metà, nemmeno un terzo", secondo Matteo Marzotto. È proprio attorno allo strano rapporto di questa coppia che fa perno tutto il film: una relazione di reciproca dipendenza fatta di emozioni contraddittorie, affetti mai totalmente rivelati, scontri e riavvicinamenti come in una vera e propria storia d'amore.

Le immagini di Valentino: L'ultimo imperatore ritraggono con estrema autenticità l'ultimo grandioso periodo della carriera di Valentino (dal giugno 2005 al luglio 2007) prima del suo ritiro dalla casa di moda, totalmente rilevata dai finanziatori e ad oggi sotto la direzione artistica della giovane Alessandra Facchinetti. Due anni di sfilate, celebrazioni, interviste, dietro le quinte popolati da innumerevoli personaggi dello star system internazionale, tra sorrisi e lacrime dello stilista milanese, sempre in bilico nel decidere se abbandonare o meno il suo regno.
Le telecamere hanno seguito ogni momento della vita di Valentino spostandosi dall'atélier nei saloni di Palazzo Mignanelli a Roma alle sfilate presso le Belle Arti di Parigi, dalle vacanze nel suo lussuoso chalet in Svizzera ad una serata ultra vip nel suo castello dell'800 a Londra, dall'appartamento di New York allo yacht di 46 metri arredato da ritratti di Andy Wharol.
Inseparabile dai suoi sei cani pug, Valentino prepara le sue collezioni in un lavoro di squadra dove i commenti e le modifiche agli abiti sono un ribattere di esilaranti dichiarazioni su stile, moda e bellezza. I suoi momenti di pura nevrosi sono i migliori, la sincerità di questo personaggio è di una sfacciataggine divententissima. "Basta rosso! I vestiti più stupidi e semplici sono quelli rossi", risposta perentoria di chi non accetta nessun consiglio, non dorme la notte per risolvere la trama di un abito da sera, battibecca per giorni indeciso su uno spacco o un plissé.

Immagini di repertorio che lo ritraggono in compagnia di Audrey Hepburn, Jackie Kennedy e Elizabeth Taylor ai tempi della Dolce Vita s'intrecciano ai red carpet di Uma Thurman, Julia Roberts, Gwyneth Paltrow e di molte altre star con indosso le sue creazioni. Numerosissime le celebri apparizioni in questo film, fino a raggiungere un culmine di stelle per l'indimenticabile festa celebrata a Roma per i quarantacinque anni di carriera di Valentino. Tra i suoi amici e ammiratori Michael Caine, Joan Collins, Liz Hurley, Elton John, Anna Wintour (direttrice di Vogue), Anne Hathaway, la principessa di Bulgaria, Giorgio Armani, Donatella Versace. Il party con il quale Valentino ha detto addio alla sua lunga e memorabile presenza nell'olimpo dell'alta moda ha avuto location straordinarie: una retrospettiva del suo lavoro esposta all'Ara Pacis, un ballo a Villa Borghese e un galà al Tempio di Venere con fuochi d'artificio e ballerine sospese in aria sul Colosseo.

Le parole di uno dei suoi più cari amici, nonché altro dio dell'haute couture, Karl Lagerfeld, riassumono un mondo d'intoccabile e irripetibile grandiosità: "In confronto a noi gli altri fanno solo stracci". Che altro potrebbe dire un imperatore della moda? "I_ love beauty, it's not my fault!_"

Recensione Valentino: L'ultimo imperatore (2008)
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