Lo spaccacuori

2007, Commedia

Recensione Lo spaccacuori (2007)

La capacità che i Farrelly hanno avuto in passato di miscelare con successo volgarità e leggerezza sembra essere del tutto assente in 'Lo spaccacuori' e le situazioni tipiche della lora comicità appaiono qui poco spontanee e forzate.

Un single a nozze

Lo spaccacuori segna il ritorno sul grande schermo a quasi dieci anni di distanza del gruppo che ha avuto grande successo con Tutti pazzi per Mary, ovvero la coppia di registi composta da Bobby Farrelly e Peter Farrelly e dall'attore Ben Stiller, e per tornare a lavorare insieme hanno scelto di affrontare il remake di una commedia del 1972 tratta da un racconto di Bruce Jay Friedman che aveva Charles Grodin e Cybil Shepherd come protagonisti. A giudicare dalla reazione del pubblico americano, però, Lo spaccacuori non sembra in grado di bissare il successo che questa squadra ha avuto in passato: il film infatti non ha superato in patria i sessanta milioni di dollari e giusto per un confronto basta pensare che il loro precedente lavoro insieme ne aveva totalizzati più di venti sono in Italia, piazzandosi quarto nella classifica della stagione 98/99.

Protagonista del film è l'Eddie interpretato da Stiller, un uomo che dopo anni da single inizia a pensare che forse il padre e l'amico Mac hanno ragione ed è effettivamente troppo esigente nei confronti delle donne che incontra, così si getta in modo inusuale ed impulsivo nella storia con Lila, una donna incontrata per caso e con cui finisce per sposarsi dopo due mesi di relazione.
Purtroppo per Eddie, la vera Lila viene fuori durante il loro viaggio di nozze in auto sulla costa californiana ed inizia a pensare che forse non ha tanto in comune con la donna che ha sposato. Una sensazione confermata il terzo giorno di vacanza in Messico, a causa dell'incontro, altrettanto fortuito, con Miranda, diversa da sua moglie e più simile a lui. Eddie si rende conto di aver commesso un terribile errore e deve trovare il modo si lasciare la moglie ed allo stesso tempo passare più tempo possibile con Miranda, che a sua volta non sa che lui è in Messico per la sua luna di miele.

Alle prese con il film del '72 che si basava su un umorismo elegante e sottile, i Farrely cercano di lasciare la propria impronta inserendo alcuni pezzi tipici del loro repertorio rude, volgare e sopra le righe, che fanno fatica ad integrarsi nell'impianto originale. La capacità che i Farrelly hanno avuto in passato di miscelare con successo volgarità e leggerezza sembra essere del tutto assente in questo caso e le situazioni tipiche della lora comicità e le trovate politicamente scorrette appaiono poco spontanee e forzate e non suscitano lo stesso effetto nello spettatore, risultando fastiodiose e gratuite.
Questo fa sì che non siano molte le situazioni veramente divertenti e che anche il pubblico abituale dei due autori possa non ritrovarsi in questo loro ultimo lavoro.
Lo stesso Ben Stiller, qui nella sua versione eccessiva, rabbiosa e poco bilanciata, cioè quella meno divertente ed efficace, fa fatica a rendere credibile, coinvolgente ed interessante un uomo con i dubbi che il suo Eddie sta vivendo. Non è solo sua la colpa, ma anche degli autori che usano il dramma di Eddie soltanto come pretesto per far andare la storia, senza approfondirne i risvolti psicologici che avrebbero aggiunto un maggior spessore.
Più efficaci le sue partner femminili, Malin Akerman e soprattutto Michelle Monaghan, favorite da due ruoli meno complessi, che non avevano bisogno di un approfondimento maggiore in fase di creazione per risultare credibili.

Lo spaccacuori risulta in definitiva un tentativo poco riuscito da parte dei fratelly Farrelly di riesplorare una commedia del passato, cercando di adattarla alle proprie corde abituate a suonare ben altri tipi di musica, ed un ulteriore declino per due autori che sembrano aver già superato e lasciato alle spalle la fase migliore della loro carriera.

Recensione Lo spaccacuori (2007)
Antonio Cuomo
Redattore
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