Cattivissimo me

2010, Animazione

Recensione Cattivissimo me (2010)

Una spiccatissima e irriverente verve satirica, una caratterizzazione dettagliata dei personaggi ed un 3D efficace e non invasivo per un'opera che riesce ad alternare scene visivamente ricche di effetti a momenti di introspezione e di tenerezza davvero unici.

Un adorabile supercattivo

Gru è un uomo alla soglia dei quarant'anni, solitario, cupo e spregevole, che ambisce a diventare l'uomo più cattivo sulla faccia della Terra. Vive in un ridente quartiere di periferia e la sua è l'unica casa nera, circondata da un prato desolato e spoglio. Dopo aver appreso che qualcuno ha osato rubare le piramidi d'Egitto, Gru non resiste all'affronto e decide di organizzare una mission impossible: proverà a rubare la Luna. Armi sofisticatissime, che rimpiccioliscono, invenzioni improbabili e le idee illuminanti dei suoi antagonisti rischieranno di mettere a repentaglio la riuscita del piano ma a metterlo seriamente in pericolo saranno tre bambine, tre orfanelle che Gru avrà in affidamento e che vedranno in lui qualcosa che nessun altro ha mai visto prima: un potenziale e affettuoso papà.

Commedia familiare e noir spionaggistico/fantascientifico si intrecciano in Cattivissimo Me, il primo film d'animazione in 3D partorito dalla neonata Illumination Entertainment, l'affiliata della Universal dedicata ai live-action e ai film d'animazione, scritta da Cinco Paul e Ken Daurio e tratta da un racconto di Sergio Pablos, animatore spagnolo che ideò lo spunto iniziale della storia dal punto di vista del 'cattivo'.

Un'immagine dei Minion in azione nel film Cattivissimo me
Una storia di stampo classico rinnovata e modernizzata nel look e nel linguaggio, con sprazzi di dark futuristico ad infiocchettare deliziosamente un film che si rivolge sia ai più giovani che agli adulti - che apprezzeranno maggiormente la parte più cinica, grottesca e 'crudele' del personaggio protagonista, un cattivo davvero adorabile, un uomo che si sforza di essere malvagio, che vorrebbe la Luna, senza metafore, ma alla fine si accontenta di essere quel che è: un uomo tutto sommato adorabile, con nel cuore tanta voglia di amare e di assumersi finalmente le sue responsabilità.
Questo il contrasto che in Cattivissimo Me diverte di più e riesce ad intenerire il cuore nonostante il cinismo con cui il film affronta certi argomenti, nonostante esso ruoti interamente attorno ad un personaggio negativo, che trova piacere negli atti malvagi che compie, che assapora la vita solo quando compie azioni deplorevoli nei confronti del prossimo. Gru rappresenta il lato oscuro di ognuno di noi, della società americana, del mondo intero, quel lato di cui nessuno va mai troppo fiero ma che esiste dentro ognuno di noi e che esce fuori solo in certi momenti o a contatto con determinate persone. Cattivissimo me analizza questo aspetto dell'animo umano, quella voglia di piccole cattiverie insite in ognuno di noi e lo fa senza buonismi e senza melense facilonerie.

Una spiccatissima e irriverente verve satirica, una caratterizzazione dettagliata dei personaggi che pesca dai plot dei più grandi successi d'animazione dell'ultimo decennio ed un 3D efficace e non invasivo, che paradossalmente offre il meglio di sé nei titoli di coda, per un'opera che riesce ad alternare modernissime scene visivamente ricche di effetti a
momenti di introspezione e di tenerezza davvero unici. Ci si affeziona a tutti, persino al grottesco Vector, la versione sfigata di Gru, passando per l'arida e snaturata anziana mamma del supercattivo più buono della storia, arrivando alla genialità del mentore pazzoide Nefario e ai piccoli Minions, migliaia di esserini gialli vittime della loro stessa bambinesca ingenuità, laboriosi amici 'incapsulati' nella loro infantile, spicciola e straordinaria comicità.
Dopo un inizio in cui il racconto stenta a decollare e a tirar fuori guizzi degni di nota, la storia prende finalmente una direzione portando tutti i personaggi ad affrontare un percorso psicologico di redenzione, crescita e mutamento, ovviamente in meglio, per quanto ci si sforzi di guidarli nella direzione opposta.

Un'immagine tratta da Cattivissimo me
Esordio coi fiocchi per la Universal, Cattivissimo Me è diretto egregiamente a quattro mani da Pierre Coffin e Chris Renaud, candidato all'Oscar per il cortometraggio animato No Time for Nuts e già nel team di animatori de L'Era Glaciale, ma quel che è più importante è un film che emoziona e fa tornare tutti un po' bambini, in quegli anni in cui tutti gli adulti ci sembravano cattivi senza esserlo veramente. Da vedere, possibilmente in lingua originale ed apprezzare la grandissima bravura di Steve Carell, 'doppiattore' coi controfiocchi.

Recensione Cattivissimo me (2010)
Luciana Morelli
Redattore
4.0 4.0
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