Premonition

2004, Horror

Recensione Premonition (2004)

Il film scorre via sul binario del già visto o del banale, senza particolari slanci, ma con poche vere cadute di stile. Risulta, insomma, insignificante più che brutto.

Tutto come previsto

La premonizione è un espediente non nuovo e può essere una base accattivante per costruire una storia di tensione. Un tema sfruttato, ma ancora sfruttabile.
E' infatti il perno del manga di Jirô Tsunoda da cui Noboru Takagi e Norio Tsuruta (qui anche regista) hanno tratto la sceneggiatura di Premonition.
Hideki Satomi, il protagonista della storia, in viaggio con la famiglia, si ferma per mandare un'e-mail da una cabina telefonica, per problemi al suo cellulare. Mentre attende l'invio, nota un ritaglio di giornale che annuncia la morte della figlia di cinque anni in un incidente d'auto. Incredulo e inorridito, l'uomo non può far altro che assistere allo scontro tra un tir e la sua auto.
Ovviamente segnati dall'incidente, ritroviamo Satomi e la moglie tre anni dopo, separati, e ancora segnati dal terribile incidente che ha strappato loro la bambina, nonchè dalle visioni e premonizioni.

Il film scorre via sul binario del già visto o del banale, senza particolari slanci, ma con poche vere cadute di stile. Risulta, insomma, insignificante più che brutto. Almeno fino ai dieci minuti finali che nel loro riproporre diverse, alternative versioni della sequenza iniziale, finiscono per essere del tutto deliranti, ma senza arricchirsi del pregio di essere visionari.
Le poche scene meglio riuscite non riescono a sollevare Premonition dalla piattezza quasi televisiva che lo contraddistingue, con trovate di sceneggiatura prevedibili e a volte inutilmente contorte, interpretazioni poco convincenti (in particolare quella del protagonista Hiroshi Mikami), fotografia poco ispirata e effetti visivi che sanno di visto e rivisto.
Probabile che la storia risenta di una cattiva e non efficace trasposizione dalle pagine del fumetto al grande schermo, due mondi che necessitano di tecniche e tempi diversi per generare tensione.

Con un luglio che ancora ci deve riservare alcune uscite di genere, tra cui l'attesissimo ritorno di George A. Romero al filone che l'ha reso celebre con La terra dei morti viventi, questo Premonition sembra essere destinato a finire presto nel dimenticatoio... e ci sentiamo di dire che è giusto così.

Recensione Premonition (2004)
Antonio Cuomo
Redattore
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