L'Ispettore Coliandro

2006 - ....

Torna su RaiDue Coliandro, il poliziotto più amato dai giovani

Da martedì 20 gennaio in tv quattro nuovi episodi con protagonista il personaggio creato da Carlo Lucarelli. Definito un anti-eroe sboccato e pieno di pregiudizi, pasticcione e ironico, l'Ispettore Coliandro è interpretato da Giampaolo Morelli, mentre alla regia sono confermati i Manetti Bros. Abbiamo incontrato registi, attori e lo scrittore Lucarelli durante la presentazione della seconda stagione de L'Ispettore Coliandro.

Massimo Borriello

Di poliziotti la tv italiana abbonda da sempre, ma il titolo di più simpatico spetta certamente a lui, l'Ispettore Coliandro, investigatore ironico e pasticcione nato dalla penna di Carlo Lucarelli che ne fece il protagonista di uno dei suoi romanzi più celebri , Il giorno del lupo, da cui venne poi tratto il primo episodio della serie tv L'Ispettore Coliandro, composta da quattro episodi trasmessi da RaiDue nel 2006. Grazie alla regia 'videoclippara' dei Manetti Bros. e all'interpretazione esemplare di questo eccentrico personaggio da parte di Giampaolo Morelli, Coliandro ha saputo conquistare soprattutto i più giovani che hanno decretato il successo di questa serie breve grazie anche al passaparola sul web. "Si tratta di un prodotto che sposa alla perfezione l'identità di rete - spiega Antonio Marano, direttore di RaiDue che inaugura la conferenza stampa di presentazione della seconda stagione di Coliandro - Ci sono ritmo, linguaggio e strutture costruttive di un certo peso che lo rendono simile a un prodotto di genere e divertono molto. L'Ispettore Coliandro si è avvicinato in modo perfetto al target e alla mission di RaiDue, uno sguardo cioè sulla contemporaneità che offra stimoli nuovi allo spettatore."

Giampaolo Morelli e Cecilia Dazzi in una scena della seconda stagione della serie tv L'ispettore Coliandro
A partire dal 20 gennaio torneranno quindi, in prima serata su RaiDue, le nuove avventure di Coliandro, con quattro episodi inediti che vedranno lo strampalato ispettore impegnato in nuovi, avvicenti casi da risolvere, mosso come al solito dai suoi immancabili pregiudizi. Grande raccontatore di gialli, lo scrittore Carlo Lucarelli sperimenta nel genere dotando il suo protagonista di ironia e fascino, ma senza tralasciare quei difetti che lo rendono più umano. "Sono molto contento di quello che è successo al mio personaggio - dichiara Lucarelli che della serie è anche story editor - Il bello di certi personaggi è quando riescono a cambiare, a evolversi. Coliandro è cambiato molto nei primi due libri e grazie all'incontro con Giampaolo Morelli, ai registi, agli sceneggiatori. Ti accorgi che un personaggio funziona, quando pagina dopo pagina riesce a stupire anche il suo autore. Credo che Coliandro rappresenti un buon modo per raccontare la contemporaneità, la metà oscura della società, cioè le organizzazioni criminali, ma anche i difetti e le contraddizioni di oggi, attraverso le gag che coinvolgono il protagonista." L'eccentricità di storie e personaggi ha saputo attrarre quel pubblico di giovani che preferisce solitamente altri mezzi di comunicazione rispetto alla televisione.

Giampaolo Morelli è il protagonista della serie tv L'ispettore Coliandro
Il punto di forza della serie sta proprio nel suo protagonista, un anti-eroe che fa una gran fatica per arrivare a dipanare un'indagine, un uomo che rompe le regole, trasandato, che dice parolacce e ama le armi, ma nello stesso tempo ha un cuore buono e crede nella giustizia che alla fine è destinata a trionfare. "Volevo che Coliandro fosse diverso da ciò che si vede spesso in tv - prosegue Lucarelli - un anti-eroe che non è sul piedistallo. La chiave dell'ironia serve a rappresentare in maniera più fresca e più viva le storie che ci circondano. E' un uomo pieno di pregiudizi, ma bisogna dire che non gliene perdoniamo nessuno perché alla fine gli facciamo sempre battere la testa contro quelle convinzioni spesso sbagliate." Un personaggio, quello di Coliandro, che ha subito conquistato l'affetto dell'attore chiamato a interpretarlo, Giampaolo Morelli, che ha saputo vestire alla perfezione i panni del poliziotto bello e imbranato. "E' un personaggio che si distingue da tutto il resto - spiega Morelli - con difetti veri che lo rendono umano. Di base è un coglionazzo che fa solo disastri e senza dubbio è il poliziotto più vero della televisione italiana. E' la voce dell'italiano medio, con i suoi pregiudizi, ma pronto a cambiare idea attraverso l'esperienza."

I Manetti Bros., registi della serie tv L'ispettore Coliandro
Tornano alla regia della serie i Manetti Bros., passati dai videoclip al thriller Piano 17 e poi sbarcati in tv dove hanno avuto campo libero, potendo così sperimentare tecniche di ripresa alternative che di distinguono dalla fiction che imperversa sui nostri televisori. "Il politically correct che si vede in tv - spiega Antonio Manetti - spesso è un po' eccessivo. Coliandro abbatte questo mito, dice parolacce ma è pieno di valori." Gli fa eco suo fratello Marco, secondo il quale, "ogni essere umano guardando Coliandro troverà un pezzo di sé, una parte del proprio lato oscuro. La nostra idea era quella di prendere un uomo comune e metterlo in un filmone americano." A seguire Coliandro in tutte le sue inchieste non autorizzate, c'è anche stavolta il suo braccio destro Gargiulo, interpretato da Giuseppe Soleri. "Gargiulo è l'unico vero amico di Coliandro - racconta Soleri - Rappresentano l'unica famiglia l'uno dell'altro. Gargiulo viene suo malgrado coinvolto nelle indagini in cui anche Coliandro si ritrova un po' per caso. E' molto bello lavorare in questo tipo di serie, perché puoi davvero giocare e andare sempre oltre. E' una serie che guarda ai prodotti americani e ti permette di fare cose che spesso la fiction generalista non propone mai."

Giampaolo Morelli in un'immagine della seconda stagione della serie tv L'ispettore Coliandro
De L'Ispettore Coliandro, Morelli parla come di un prodotto rivolto ai più giovani, che "i genitori possono guardare solo se accompagnati da ragazzi" e che ha tra i motivi del suo successo anche il linguaggio colorito che spesso ricorre alla parolaccia. "Non temiamo di dare un insegnamento negativo - precisa a tal proposito Morelli - perché le parolacce fanno parte della vita, bisogna sapere quando e se usarle, anche perché i ragazzi alla fine le imparano comunque altrove. In fondo, la parolaccia a volte può essere anche terapeutica." E mentre i nuovi episodi debutteranno su RaiDue martedì prossimo, da Rai Fiction arriva la bella notizia che della serie sarà realizzata in futuro anche una terza stagione, composta da altri quattro episodi. In quelli che vedremo a partire dalla prossima settimana, invece, ci saranno, tra gli attori, anche Paolo Sassanelli, Veronika Logan, Enrica Ajò e come guest star Cecilia Dazzi, Valentina Lodovini, Philippe Leroy fino alla partecipazione del cantautore Luca Carboni.

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