Torino 2014: Eddie Redmayne svela La teoria del tutto

L'attore inglese è ospite del festival di Torino per presentare in esclusiva il film sul fisico e astronomo Stephen Hawking

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Eddie Redmayne

Capelli rossi e una miriade di lentiggini che gli inondano il viso. Queste sono le caratteristiche very british che caratterizzano Eddie Redmayne. Oltre un talento che, nonostante la sua esperienza, viene spesso considerato da esordiente. In realtà Eddie, laureato in Storia dell'Arte a Cambridge, ha iniziato i suoi passi nel cinema in Savage Grace, scelto da Julianne Moore. Ha continuato, poi, da perfetto attore britannico, frequentando l'era Tudor con Elizabeth: The Golden Age e L'altra donna del re, per poi innamorarsi del mito biondo Marilyn e stupire tutti per le sue doti canore con Les Misérables, diretto dal premio oscar Tom Hooper. A questo si aggiunge anche un Tony, vinto con Red accanto ad Alfred Molina, e L'Oliver Award ottenuto per il Riccardo III.

Oggi, tanto per dimostrare di avere i numeri per entrare nella nuova ondata di star inglesi alla conquista di Hollywood, presenta al Festival di Torino La Teoria del Tutto, film diretto da James Marsh e concentrato sulla figura geniale di Stephen Hawking, fisico e astronomo inglese d'incredibile talento. Cuore della vicenda, oltre alla malattia degenerativa che lo ha colpito giovanissimo, è il rapporto di profonda simbiosi con Jane Wilde, sua prima moglie, cui si deve il libro Travelling to Infinity: My Life3 with Stephen, da cui è tratta la sceneggiatura. Il film uscirà nelle sale il 15 gennaio distribuito da Universal, mentre Redmayne si prepara a tornare sul set con Hooper, nella particolare vicenda del primo uomo trasformatosi in donna a Copenaghen.

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Studiare da fisico

La Teoria del Tutto: Eddie Redmayne nei panni di Stephen Hawking in una scena del film

Dal punto di vista strettamente scientifico, Hawking ha rappresentato un'innovazione per le sue teorie rivoluzionarie espresse nei libri Dal Big Bang ai buci neri e La grande storia del tempo, ma , soprattutto, per aver cercato di rendere l'astronomia un soggetto alla portata di molti. Inevitabile, dunque, che Redmayne abbia iniziato proprio da questo elemento per entrare nei panni di una delle menti più brillanti del nostro tempo. "Ho letto praticamente tutto quello che ha scritto. Il che non vuol dire che io l'abbia capito. Alla fine, navigando in internet alla ricerca di spiegazione sui buchi neri, mi sono rifugiato in un sito di astronomia per ragazzi." Indubbiamente l'attore si è imbarcato in un'avventura incredibile, una sfida interpretativa senza uguali nella sua carriera, almeno fino ad ora. "Quando ho letto lo script ho scoperto una storia incredibile con dei personaggi meravigliosi. A quel punto mi sono messo all'inseguimento di questo ruolo e non ho avuto pace fino a quando non l'ho ottenuto. In quel momento, però, passata la gioia iniziale, ho sentito una stretta allo stomaco. Improvvisamente avevo realizzato la portata delle difficoltà che avrei dovuto affrontare."

Danzare e Amare

La Teoria del Tutto: James Marsh con Eddie Redmayne e Harry Lloyd sul set

La rara forma di SLA che ha colpito Hawking ha inevitabilmente caratterizzato la sua vita, forgiando il corpo e la volontà con durezza. E per questo motivo Redmayne non solamente si è concentrato con particolare attenzione sul movimento e l'espressività, ma ha deciso di rendere tutto più naturale danzando. "Considerate che non abbiamo mai girato cronologicamente. Questo vuol dire che in un solo giorno mi trovavo a dover saltare in momenti diversi della vita di Stephen, vestendo anche diverse evoluzioni della malattia. Per me, dunque, era importante avere un'idea di tutto il decorso ed apprendere questa parte fisica come una specie di danza. Così ho deciso di farmi seguire da una coreografa per quattro mesi, sottoponendomi ad un vero e proprio allenamento muscolare. Questo è servito per comprendere quali muscoli dovessi usare e quali eliminare del tutto. Al di là di questo, però, voglio precisare che la malattia è solo un elemento secondario di questo film. In realtà ci troviamo di fronte ad una storia d'amore e alla relazione intensa tra due persone. Leggendo la sceneggiatura questo elemento salta immediatamente agli occhi. Si tratta di un compendio sull'amore, quello giovanile e passionale, come quello per la propria famiglia e il lavoro. E questo viaggio comporta anche un'indagine riguardo la vita stessa."

Aspettando l'Oscar?

Eddie Redmayne e Felicity Jones in compagnia di Stephen Hawking durante le riprese di Theory of Everything

Secondo alcuni rumors sembrerebbe che il giovane Eddie sia lanciato verso le nomination all'Oscar come miglior attore protagonista, il che vorrebbe dire smettere di essere considerato un esordiente per il cinema. La cosa, in realtà, sembra non sconvolgerlo affatto. "Solitamente non ascolto voci di corridoio e non lo faccio nemmeno questa volta che si parla di candidatura. Per me non contano, sono qualche cosa di completamente effimero. Molto semplicemente, staremo a vedere cosa succede." Diverso, invece, è il suo interesse per la reazione della famiglia Hawking, in modo particolare quella di Stephen e Jane, rispetto alla qualità del film. "Sono stati incredibilmente generosi con noi. Io e Felicity Jones, che ha interpretato Jane, eravamo tesissimi. Si trattava non solo d'interpretare dei personaggi reali, ma anche viventi. Il che vuol dire che, prima o poi, avrebbero visto il film. Inoltre Stephen ci ha concesso un regalo grandissimo. Si tratta della sua voce, così com'è oggi attraverso il sintetizzatore e, normalmente, coperta da copyright. Questo ci ha consentito di essere un passo più vicini alla realtà."

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