The Walking Dead - Stagione 3, episodio 2: Il risveglio

Dopo gli straordinari risultati della première di stagione, la serie AMC ci offre un episodio di transizione, non mancante tuttavia di azione e di eventi di peso, caratterizzato da una buona progressione narrativa.

E' ripartito con grandi risultati, The Walking Dead, dopo una seconda stagione in crescendo che aveva assorbito senza grandi contraccolpi l'addio dello showrunner storico Frank Darabont. La première di inizio stagione ha fatto registrare, negli USA, un ascolto record (10,9 milioni di spettatori) e questo successivo Il risveglio si è attestato su cifre di poco inferiori (9,5 milioni) comunque migliori di tutti gli episodi della stagione precedente. E' evidente l'interesse ormai enorme che circonda la serie tratta dal fumetto di Robert Kirkman, la fidelizzazione del pubblico e l'acquisizione di nuovi spettatori strada facendo, con un considerevole hype che ormai accompagna ogni nuovo episodio. Sceneggiatori e realizzatori devono aver ben tenuto a mente ciò, consapevoli di non poter sbagliare e di avere tra le mani un "giocattolo" che forse ha superato le sue stesse premesse: a giudicare da questa partenza, dagli sviluppi narrativi già suggeriti e dalle considerevoli dosi di azione ed emoglobina profusi nei primi due episodi (specie in quello iniziale) questa stagione parte sotto i migliori auspici. Questo Il risveglio, a dire il vero, rallenta un po' il ritmo rispetto alla première (ma era inevitabile) consentendo tuttavia di approfondire alcune dinamiche dei rapporti tra i personaggi (specie quello tra Rick e Lori) e soprattutto delineando la nuova, difficile convivenza tra il gruppo di Rick e i prigionieri superstiti di quel carcere che sarà, presumibilmente, set principale di queste nuove 16 puntate.

The Walking Dead: Nick Gomez è il criminale Thomas nell'episodio Il risveglio
L'idea che i detenuti siano all'oscuro di ciò che è successo nel mondo, convinti che gli episodi di violenza e cannibalismo siano una specie di virus circoscritto alla sola prigione, si è rivelata in effetti narrativamente interessante; così come d'impatto si rivela l'immediata tensione creatasi (e subito risolta nel modo più spiccio) tra Rick e il leader dei prigionieri Thomas, criminale senza scrupoli ed evidentemente inebriato dal sangue. Proprio a questo proposito, in questo secondo episodio appare ancora più esplicita la metamorfosi di Rick, ben resa anche dall'ottima recitazione di Andrew Lincoln (il cui volto si è considerevolmente indurito rispetto al passato): dopo aver eliminato l'amico fraterno Shane per proteggere la sua famiglia (e il resto del gruppo) l'ex poliziotto è ormai divenuto un leader che non si tira indietro quando c'è da sporcarsi le mani, che sa prendere decisioni impopolari (come quella di ripulire un'intera ala della prigione dagli Erranti, nonostante la stanchezza degli uomini) e che è capace di uccidere a sangue freddo, se necessario. In questo episodio lo vediamo compiere senza esitazione due omicidi: quello dello stesso Thomas, che stava per provocare deliberatamente la sua morte lasciandolo aggredire da un Errante, e quello di un detenuto amico di questi, lasciato nel cortile della prigione in balia della fame delle creature. Dopo quest'episodio, Rick è a un passo dall'uccidere anche i due restanti detenuti, e il suo atteggiamento fa capire che la sua decisione di risparmiar loro la vita potrebbe benissimo essere rivista successivamente. L'impressione trasmessaci dal finale della passata stagione, ovvero che qualcosa della lucida e spietata determinazione di Shane sia stata trasmessa all'amico, viene così pienamente confermata.

The Walking Dead: Sarah Wayne Callies, Lauren Cohan, Emily Kinney, Melissa Suzanne e Andrew Lincoln nell'episodio Il risveglio
Il nuovo atteggiamento di Rick muta ovviamente il rapporto con Lori, che sembra ormai irrimediabilmente incrinato: se la donna, pur apprezzando la determinazione del marito di preservare a ogni costo la vita sua e quella del suo bambino, mal digerisce il suo fare duro e dispotico, l'ex poliziotto è chiaramente percorso da un sordo risentimento nei confronti della stessa Lori, causa indiretta della sua decisione di uccidere Shane. Qualcosa dell'atteggiamento di Rick è stato trasmesso, evidentemente, anche a suo figlio Carl, che oltre a prendere iniziative personali e a combattere ormai come un adulto (provocando l'ansia di Lori) ha un volto che sembra attraversato dalla stessa ombra di durezza che caratterizza quello di suo padre.
L'altro motivo cardine dell'episodio, oltre alla spedizione nell'ala del carcere che sarà destinata ai due prigionieri superstiti, sono ovviamente le condizioni di Hershel, sospeso tra la vita e la morte dopo il morso di un Errante e la conseguente (inevitabile) amputazione della gamba sinistra; molto toccante si rivela, a questo proposito, la scena del discorso fatto da Maggie a suo padre, incosciente, con la ragazza ormai sicura della sua imminente dipartita, e quasi speranzosa che ciò avvenga, al pensiero della vita che potrà condurre l'uomo con un corpo menomato; così come d'assoluto effetto è la sequenza della rianimazione operata da Lori su un Hershel ormai esanime, che pareva definitivamente deceduto e il cui improvviso (temporaneo) "risveglio" fa correre un inevitabile brivido sulla schiena. L'incognita rappresentata da un Hershel sicuramente salvo dall'infezione, ma ormai menomato e potenziale "peso" per il gruppo, resterà comunque a gravare sui prossimi episodi. Così come rappresenta un'incognita il parto di Lori e la futura presenza del bambino, destinato a venire al mondo con il virus che infetta tutti i suoi simili, in qualche modo già condannato prima della nascita. Il macabro "allenamento" di Carol con un Errante ucciso, nella previsione della probabile necessità di un parto cesareo, la dice lunga sull'attenzione data dagli sceneggiatori a questo nodo narrativo.

The Walking Dead: il primo piano di un Errante nell'episodio Il risveglio
Questo Il risveglio (curioso come gli adattatori abbiano modificato il titolo originale Sick, spostando l'attenzione dalla malattia alla sua risoluzione, ma mantenendone in fondo l'ambiguità) si rivela così un episodio di transizione, simile tuttavia a quelli a cui la serie ci ha abituato in passato: non mancante di azione, con una buona progressione narrativa e soprattutto ricco di eventi interessanti e di peso per la costruzione della trama. Le premesse per una nuova stagione di qualità, che dovrà spalmarsi su un numero di puntate sensibilmente maggiore delle precedenti, sembrano per ora esserci tutte.

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Marco Minniti
Redattore
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