The Walking Dead

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The Walking Dead: Charlie Adlard e le differenze tra i suoi protagonisti e quelli della serie

Abbiamo seguito l'incontro con il disegnatore della serie di Robert Kirkman, scoprendo il suo rapporto con alcuni dei protagonisti della serie AMC, da Rick alla new entry Negan.

The Walking Dead: Il disegnatore Charlie Adlard a Lucca 2016

Chi è stato a Lucca Comics and Games sa che l'evento toscano si estende a tutta la cittadina e tanti luoghi suggestivi all'interno delle mura diventano teatro di mostre, showcase, incontri. Uno di questi ultimi è stato con Charlie Adlard, disegnatore di The Walking Dead sin dal numero 7, da quando ha sostituito Tony Moore nel dar corpo e vita ai colpi bassi di Robert Kirkman, e si è tenuto nella suggestiva location della chiesa di San Giovanni, in un'atmosfera dominata da un surreale contrasto con i temi della serie che l'ha reso popolare.

Intervenuto alla celebre fiera italiana anche per promuovere Guerra bianca, storia ambientata sulla cima delle Dolomiti nel corso della guerra, il 31 Ottobre del 1916, esattamente a cento anni dal giorno dell'incontro in quel di Lucca, l'autore inglese ha ripercorso le tappe fondamentali della sua carriera, dando gran spazio alla serie che l'ha reso più famoso, lanciandosi anche in interessanti paralleli tra fumetto e televisione. Giudato dal suo editore, Andrea Ciccarelli di Saldapress, Adlard si è immerso in un viaggio nella sua carriera, un percorso in dieci tappe, o meglio dieci personaggi. Inutile dire che gran parte di essi sia stato estrapolato, ovviamente, da The Walking Dead.

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Prima di arrivare a disegnare il numero 7 della serie di Kirkman, Adlard era già un disegnatore con grandi esperienze alle sue spalle, dal già citato Guerra bianca a Rock Bottom, per i quali ci si è soffermati sui protagonisti Pietro Acquasanta e Thomas Dare, ma soprattutto gli X-Files che ha disegnato per dieci anni. Dieci anni molto lunghi e stressanti, a giudicare dalle parole del disegnatore: "All'inizio mi sono divertito molto a disegnare le storie di Mulder e Scully, ma alla lunga", ha spiegato con rammarico, "mi sono reso conto che troppe persone erano autorizzate a dire la loro sul mio lavoro." Persone che facevano capo alla Fox, ma anche Chris Carter, indirettamente tramite le persone della 10:13 che dovevano approvare il lavoro. Inevitabile che dopo dieci anni sia arrivato al punto di detestare quel lavoro, rendendosi conto di non essere fatto per quel tipo di produzioni legate a licenze importanti.

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Fa sorridere che ora sia impegnato in un'altra serie con grande visibilità, ma è ovvio che le cose con The Walking Dead sono molto diverse: qui è lo show AMC a dover seguire lui, eventualmente, e non il contrario. Dei vincoli, però, ci sono stati inizialmente, perché Charlie Adlard non è stato l'unico disegnatore dell'opera di Robert Kirkman, subentrando dal settimo volume. "Robert mi chiese di disegnare come volevo, non di imitare Moore." Specifica Adlard: "non ho avuto nessuna pressione nello stile da adottare e devo aver fatto bene, perché Robert non si è lamentato per 156 numeri!" Resta però il rammarico di non aver definito i personaggi base della serie, facendoli suoi poco a poco gestendo la loro evoluzione. "Quando siamo arrivati al Carl senza occhio," ha specificato, "ormai sentivo che era diventato il mio Carl, senza togliere nulla a quello di Tony."

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"Nel corso dei primi anni sono diventato sempre più a mio agio e ho potuto inserire miei personaggi, dando un mio contributo quanto aveva fatto Tony.", ha raccontato Adlard. Tra i primi personaggi definiti da lui, c'è senza dubbio Michonne, una di quelle che ha già nel look una personalità dirompente. "È uno dei rari casi di un personaggio per cui ho fatto degli schizzi preparatori", ha ricordato. "Questo perché allora Tony stava ancora facendo delle copertine ed aveva bisogno di sapere come sarebbe apparso il personaggio." Ma c'è un aspetto da specificare su di lei: "È stato il primo personaggio cool, non semplicemente un sopravvissuto." Molto diversa dal Governatore, sulla resa televisiva del quale ha avuto da ridire: "Michonne e il Goventatore sono stati introdotti nella serie TV nello stesso periodo. Michonne è stata inquadrata bene, mentre il Governatore... per carità, Morrisson ha fatto un ottimo lavoro, ma una parte di me ancora si chiede perché non avesse i capelli lunghi e i baffi!", ha spiegato scherzando per poi aggiungere: "Non posso negare di essere dispiaciuto di alcuni cambiamenti, ma in definitiva l'importante è che siano ben interpretati. Però mi fa sorridere che nella serie il Governatore sia senza barba mentre Negan ha i baffi."

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Negan e Lucille

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Inevitabile parlare di Negan, a pochi giorni dalla sua prima apparizione televisiva, e di Lucille che anche per Adlard è a tutti gli effetti un vero e proprio personaggio della storia. Riguardo il suo arrivo nella serie a fumetti, ricorda: "Avevamo bisogno di alzare l'asticella dopo il Governatore ed è merito di Robert l'essere riuscito a farlo creando un personaggio che non fosse più brutale, ma più interessante." Perché l'abbiamo capito anche soltanto dalla sua prima apparizione nel The Walking Dead televisivo che siamo al cospetto di un cattivo tradizionale e sappiamo che ne vedremo delle belle a seguire.
"Nel corso degli anni è cambiato, diventando sempre più affascinante, ha un fascino senza fine. È uno dei personaggi più forti della storia, perché non è completamente cattivo, è convinto di essere quello buono. Ed è divertente!" Un'affabilità che è trapelata anche nella premiere della stagione 7, a dispetto dei drammatici eventi che hanno accompagnato il suo arrivo. Ma se in TV una delle vittime di Negan è Abraham, nel fumetto il personaggio era già morto da qualche numero. Adlard ricorda così quel colpo di scena: "Robert non mi aveva detto nulla e sono rimasto senza parole, anche perché l'ha fatto a pagina 3, in modo inusuale perché di solito eventi del genere accadono all'inizio o alla fine dell'albo."

Zombie, tanti zombie

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"Se c'è una cosa in particolare nella quale mi sono ispirato a Tony, è il modo di disegnare gli zombie." Pur dando loro una sua impronta ed attingendo all'iconografia classica, Romero su tutti. "Ovviamente una delle ispirazioni è stata La notte dei morti viventi", ha aggiunto, "e spero che Romero pensi che abbiamo lavorato bene, per quanto ne so potrebbe dire che gli abbiamo rubato l'universo." La difficoltà nel disegnarli riguarda il loro numero, perché sono tanti e diversi tra loro, oltre al fatto che col tempo che passa, vanno resi sempre più disumanizzati, perché si imputridiscono. "Oggi quando li disegno, li invento sul momento, non applico una tecnica particolare." Così come non si è spremuto troppo il cervello per decidere come disegnare altri personaggi che hanno segnato il percorso dell'incontro di Lucca, Alpha e i Sussurratori: "sono personaggi che indossano pelle di zombie, così vengono descritti e così ho fatto."

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Una dose di orgoglio però traspare quando si parla della resa dei Walkers nella serie AMC: "Sono contento che Greg Nicotero si sia ispirato al mio lavoro per realizzare gli zombie dello show". D'altra parte, si tratta di uno dei maestri di questo tipo di effetti.

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