The Walking Dead

2010 - ....

The Walking Dead 7: con Rick e Michonne in gita al luna park. E questa volta c'è da divertirsi!

Rick e Michonne vanno alla ricerca di armi in questo convincente dodicesimo episodio della settima stagione di The Walking Dead, in gran parte ambientato in un luna park e incentrato sull'intimità tra i due personaggi. In attesa dello scontro con Negan.

The Walking Dead: i protagonisti Andrew Lincoln e Danai Gurira in Say Yes

A volte bisogna saper fare un passo indietro quando necessario. The Walking Dead questa settimana sembra aver capito la lezione e ci regala un episodio che, per certi versi almeno, sembra riportarci indietro di qualche annetto, a quei momenti in cui l'unica vera necessità dei protagonisti era esplorare e cercare risorse e provviste e magari riuscire a godersi anche qualche breve attimo di felicità. È quello che succede alla coppia Rick e Michonne, per la prima volta (da quel che ci è dato sapere) pronti a godersi un po' di sana e necessaria intimità, anche se all'interno di una situazione tutt'altro che ottimale.

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Rimandare l'inevitabile

I due innamorati sono in realtà in missione alla ricerca di armi, quelle che serviranno per mantenere fede alla loro metà del patto con il nuovo gruppo "della discarica" e poter così contare sul loro aiuto quando arriverà il momento della guerra con Negan. Ma se Michonne sembra ansiosa di voler tornare ad Alexandria, stranamente Rick continua a rimandare il ritorno a casa e non solo perchè non vuole accontentarsi di quanto trovato. Rick semplicemente vuole rimandare il prossimo necessario step della loro avventura, vuole aspettare a combattere Negan non per paura, ma perché sa esattamente cosa comporterà.

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The Walking Dead: Danai Gurira e Andrew Lincoln in Say Yes

Perché l'ha già vissuto sulla sua pelle. Sa cosa vuol dire perdere amici e alleati e vederli morire. Sa cosa vuol dire dover uccidere e perdere il controllo, trasformarsi da padre, amico e leader amorevole in un killer non troppo diverso da quello che vogliono e devono combattere. Vuole rimandare anche perché sa che il rischio di non farcela è alto e che se dovesse perdere la vita sarebbe difficilissimo per Alexandria continuare senza di lui. Eppure sa anche che la situazione è cambiata rispetto agli anni precedenti, che adesso non basta più lottare per sopravvivere, giorno dopo giorno, ma che bisogna farlo per creare un futuro per se stessi e per gli altri.

The Walking Dead: Andrew Lincoln in una foto di Say Yes

Altro giro, altra corsa!

The Walking Dead: Andrew Lincoln in una foto di Say Yes

Anche gli autori di The Walking Dead sembrano voler rimandare il più possibile questa guerra e avevamo già intuito da tempo che la parte più succosa sarebbe stata tenuta per il prossimo autunno. Quando ormai mancano solo quattro episodi alla fine di questa discussa settima stagione, è evidente che il loro scopo è continuare a mettere tutte le carte in tavola e al loro posto per un finale presumibilmente esplosivo che non lasci dubbi sul fatto che questa "guerra totale" comunque ci sarà. Ma, appunto, si prendono il loro tempo, rimandano il più possibile per godersi finché possono, proprio come Rick, questa quiete prima della tempesta.

The Walking Dead: una foto dell'attrice Danai Gurira in Say Yes

Se la godono e, per una volta, la fanno godere anche a noi, tanto da ambientare simbolicamente in un luna park gran parte dell'azione di questo episodio: grazie all'ottima regia di Gregory Nicotero, che si continua a confermare come il più ispirato e ambizioso dello show, ci regala alcune sequenze zombesche davvero molto belle (al netto di un cerbiatto digitale davvero penoso per realizzazione) e soprattutto alcuni momenti tra Andrew Lincoln e Danai Gurira che esaltano la chimica dei due attori ma anche dei due personaggi.

The Walking Dead: Danai Gurira e Andrew Lincoln in Say Yes

Si potrebbe poi discutere del fatto che nemmeno per un secondo qualcuno avrebbe mai potuto credere ad una morte di Rick, non in quella situazione almeno, ma apprezziamo lo sforzo (anche se inutile) di aver cercato di costruire tutta la prima metà dell'episodio (l'inedita felicità di Rick, i discorsi sul futuro, la questione del cerbiatto, etc etc...) per far sì che risultasse credibile. E ancor di più apprezziamo che ci sia stato evitato un ridicolo cliffhanger in stile Glenn ed un altro improbabile ritorno in vita da sotto o dietro la spazzatura. Sarebbe stato un vero e proprio salto dello squalo.

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La vendetta è donna

The Walking Dead: l'attrice Danai Gurira in Say Yes

Per il resto l'episodio non ha molto altro da offrire e nemmeno vuole, probabilmente. Le armi non sono a sufficienza e quindi bisognerà cercarle altrove e Tara, pur tormentata dai dubbi, sembra confessare a Rick l'esistenza del gruppo di Oceanside di cui nessuno, tranne lei, era a conoscenza. Ci sarà un'alleanza? Dovranno combattere? Questo è tutto da vedere visto che, come sempre più spesso accade ormai, di tutto ciò non c'è alcuna traccia nei fumetti. Ma di sicuro Tara avrà un ruolo importante e certamente la quota femminile dello show è destinata a continuare a crescere.

Ma d'altronde anche adesso sono sempre le donne ad avere le storyline potenzialmente più interessanti, come dimostra il finale di episodio che riunisce Rosita e Sasha, nemiche-amiche, con il solo scopo di far fuori Negan prima ancora che possa iniziare la guerra vera e propria. Se c'è un problema in tutta questa parte è il fatto che sappiamo tutti che un piano del genere non potrebbe mai funzionare, perché semplicemente andrebbe contro tutto quello che gli sceneggiatori stanno costruendo da tempo anche prendendosi tante critiche. Ce lo vedete voi Jeffrey Dean Morgan uscire di scena ora con un proiettile preso a centinaia di metri di distanza? Cosa succederà a questa strana ed affascinante coppia è difficile prevederlo, di sicuro però per il prossimo episodio torneremo nel Regno e Carol pure tornerà a fare sul serio.

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Luca Liguori
Redattore
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