The Walking Dead: commento all'episodio 4x14, Il bosco

Avviandosi al finale di stagione, la serie AMC regala ai suoi spettatori un bellissimo episodio, dall'alta tensione emotiva e con alcune delle sequenze più crude dell'intero show.

The Walking Dead: commento all'episodio 4x14, Il...

Dopo alcuni "riempitivi", e un leggero rallentamento del ritmo, The Walking Dead fa un passo decisivo verso il suo quarto finale di stagione. Lo fa, la serie AMC, con un episodio ad altissima tensione emotiva, scritto dal suo attuale showrunner (Scott M. Gimple): di nuovo, il focus viene ristretto ad uno solo dei piccoli gruppi tra i sopravvissuti alla prigione, ma finalmente viene sciolto uno dei nodi narrativi chiave della stagione (il confronto tra Carol e Tyreese dopo l'uccisione di Karen e David da parte della donna); e soprattutto vengono eliminati, in modo davvero crudo e inatteso, i personaggi delle giovani Lizzie e Mika. Il tutto, interamente in una location insolita, una casetta linda e accogliente sita in mezzo al bosco: perfetta metafora del sogno di un'esistenza normale, accarezzata dal gruppetto nel corso dell'episodio, e subito negata dagli eventi, rovesciata in un incubo che lascerà nei superstiti ferite insanabili.

Il plot:
Carol, Tyreese, Lizzie e Mika, insieme alla piccola Judith, sono da tempo in viaggio in direzione del Santuario, Terminus. Da un po' di tempo, tuttavia, i quattro non vedono segnali che annuncino la direzione e la distanza dal luogo; decidono così di fermarsi in un piccolo cottage trovato sulla strada, libero dagli erranti, con del cibo e circondato da un giardino protetto da filo spinato. Il luogo perfetto per sostare qualche giorno e recuperare le forze; o forse persino per stabilirvisi a tempo indeterminato. Lizzie e Mika, tuttavia, non sembrano aver superato lo shock degli eventi più recenti: la prima è convinta che gli erranti siano ancora esseri umani, e che ucciderne uno equivalga ad un omicidio; la seconda rifiuta categoricamente la possibilità di usare un'arma contro un essere umano ancora vivo, anche laddove vi fosse costretta per ragioni di sopravvivenza. Lizzie, in particolare, sembra mostrare segni di dissociazione dalla realtà sempre più chiari, avvicinandosi alle creature e mettendo così in pericolo se stessa e il resto del gruppo...

The Walking Dead: Chad L. Coleman in una sequenza dell'episodio Il bosco
Cosa ci è piaciuto di questo episodio:
- Il prologo (in realtà un flash forward interno) annuncia il tono dell'episodio: il mattino, la casetta, una pentola sul fuoco, una ragazzina che gioca fuori nei boschi. Tutto sembra all'insegna di una normalità perduta, persino idilliaca: se non fosse che la bambina sta giocando con un morto vivente, ed è inconsapevole di rischiare la vita. Questo squarcio iniziale è un perfetto riassunto del motivo portante della puntata, l'idillio campestre della casa nei boschi, l'inganno che crudelmente rivelerà un orrore quasi insostenibile.

  • Il modo in cui Lizzie e Mika escono di scena si traduce in due dei momenti più sconvolgenti della serie: prima la follia inconsapevole dipinta sul volto di Lizzie che ha appena ucciso la sorella (e si prepara a fare altrettanto con Judith), poi il dolore lancinante di Carol prima di sparare a sangue freddo alla ragazzina, commettendo così il suo terzo omicidio. Due sequenze che, oltre a sancire l'inattesa eliminazione di due personaggi così giovani, colpiscono per la crudezza e il realismo con cui sono messe in scena.

  • Tutto l'episodio è percorso dal problema etico che rappresenta uno dei motivi portanti della serie: in un mondo divenuto mostruoso, fino a che punto è lecito diventare dei mostri? Quanta della propria umanità si può/deve perdere per sopravvivere, quanto in là ci si può spingere nel compiere azioni che normalmente giudicheremmo riprovevoli? Carol si è spinta fino all'uccidere tre persone, e alla fine ne è devastata. E' pronta a morire quando confessa il suo crimine a Tyreese, forse lo desidera persino. Ma il perdono e la comprensione, pur nel dolore, mostrano una possibile via d'uscita, o quantomeno la strada verso una sopravvivenza che non sia meramente fisica.

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The Walking Dead: un primo piano di Melissa Suzanne McBride nell'episodio Il bosco
Cosa non ci è piaciuto di questo episodio:
- Il setting della casa nei boschi, per quanto simbolico (diremmo archetipico) è piuttosto improbabile nel tessuto narrativo della serie. Il luogo non solo è privo di erranti, ma sembra non esserne stato mai toccato, l'acqua del pozzo è incontaminata, addirittura c'è il gas funzionante. Il tutto è narrativamente funzionale a quello che l'episodio vuole raccontare, ma (a mente fredda) anche narrativamente poco credibile.

  • Tyreese sembra essersi affezionato all'embrione di famiglia rappresentato da Carol, le due ragazzine e Judith, ma sembra anche aver dimenticato un po' troppo in fretta sua sorella Sasha. La sua idea di stabilirsi nel cottage, rinunciando del tutto alla ricerca della ragazza, sembra anch'essa poco credibile, considerate le caratteristiche del personaggio.

Note a margine:
- La canzone che sentiamo all'inizio dell'episodio, durante il prologo, si intitola Maybe ed è un vecchio pezzo degli Ink Spots, gruppo di doo-wop attivo tra gli anni '30 e i primi anni '50.

  • Melissa Suzanne McBride, durante lo show Talking Dead dedicato alla serie, ha confermato che il puzzle che si vede in più di una scena, sul tavolo, raffigura il personaggio di Sophia (la defunta figlia di Carol) che indossa una maglietta arcobaleno.

  • L'incendio di cui i protagonisti scorgono il fumo è, con tutta probabilità, quello appiccato da Daryl e Beth alla casa con i liquori, alla fine del precedente Non tutto è perduto. I due gruppi, quindi, sono in realtà abbastanza vicini.

The Walking Dead: uno dei 'walkers' dell'episodio Il bosco
What's next?
Mancano solo due episodi, ormai, all'atteso finale di stagione, e gli sceneggiatori sembrano più che mai orientati a dare un'accelerata agli eventi: il prossimo Us, stando al consueto promo in coda a questo episodio, vedrà tanto il ritorno di Rick, quanto quello di Daryl con i suoi nuovi, pericolosi compagni di viaggio, nonché quello di un Glenn più che mai deciso a ricongiungersi con Maggie. La tensione, di nuovo, pare destinata a dividersi tra la minaccia degli erranti e quella rappresentata dal gruppetto che accompagna Daryl. Tuttavia, i dubbi sugli eventi destinati a chiudere questa quarta stagione sembrano legittimi. La ricomposizione generale del gruppo (e l'approdo a Terminus) è davvero imminente? O il tutto sarà, abilmente, rimandato al prossimo autunno, e alla quinta tranche di episodi?

Marco Minniti
Redattore
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