The Walking Dead, finale stagione 7: la guerra tra Rick e Negan ha inizio e fa le sue prime vittime

Un episodio doppio per concludere questa settima stagione dello show AMC, che come previsto sfodera le sue carte migliori, avvince ed emoziona; con la speranza che per il prossimo ciclo di episodi si lavori meglio sulla gestione dei tempi narrativi per capitalizzare il nostro coinvolgimento emotivo nei confronti dei personaggi e la ragguardevole posta in gioco.

The Walking Dead: Josh McDermitt e Jeffrey Dean Morgan in The First Day of the Rest of Your Life

Chissà se questa stagione sette di The Walking Dead, così discussa e contestata da una parte e così strenuamente difesa dall'altra, negli anni a seguire continuerà a dividere così tanto; o se, magari vista tutta insieme e senza tutte queste aspettative, non sembrerà poi tanto diversa da quelle precedenti e le (tante) altre che, probabilmente seguiranno. Perché un grosso problema della serie AMC è evidentemente la gestione dei tempi narrativi ma anche di messa in onda: la divisione della stagione in due tronconi offre sì la possibilità di avere praticamente due premiere e due finali all'anno, ma al tempo stesso è come se costringesse lo showrunner Scott M. Gimple a tenere un ritmo innaturale.

Ancora prima di guardarlo, sapevamo che questo episodio finale dalla durata doppia - e intitolato, non a caso, Il primo giorno del resto della tua vita (The First Day of the Rest of Your Life ) - avrebbe rappresentato una svolta importante per la serie e che, proprio per questo, molti degli sforzi produttivi della stagione erano stati conservati proprio per quest'ultima ricchissima ora. La conferma è data anche dalla scelta di affidare lo script a ben tre degli autori che hanno seguito gran parte di questa stagione - lo stesso Gimple ma anche Angela Kang e Matthew Negrete - e di dare nuovamente il timone della regia al sempre più bravo Greg Nicotero. Il risultato è un buon episodio che in fondo rispecchia in qualche modo l'andamento dell'intera stagione: non tutto funziona per il meglio, non tutto sembra avere esattamente un senso, ma quando i nodi vengono al pettine è evidente che, nonostante tutto, il gioco continua a valere la candela.

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Tradimenti e sacrifici

The Walking Dead: un momento del finale di stagione, The First Day of the Rest of Your Life

Gran parte dell'episodio, o quanto meno della metà iniziale, è dedicata a Sasha e ad un sovrapporsi di linee narrative (corredate da una straniante colonna sonora che sembra uscita da un film di John Carpenter) che non ci fanno ben capire cosa sta succedendo al personaggio in questione. Arrivati a metà dell'episodio tutto diventa chiaro, o almeno il piano di Sasha che decide di usare la capsula di veleno ricevuta in precedenza da Eugene per suicidarsi e tentare così un attacco a sorpresa (in versione zombie) ai danni di Negan.

The Walking Dead: The First Day of The Rest of Your Life

Si tratta di una buona idea da parte degli autori che così riescono a non rendere vana una morte praticamente annunciata da molteplici fattori (non ultimo il fatto che la bella Sonequa Martin-Green è la protagonista assoluta del nuovo Star Trek: Discovery), ma che è in qualche modo rovinata da un unico grande difetto: l'evidente necessità e forzatura da parte degli autori nel trovare un espediente narrativo a tutti i costi, perché, diciamocelo pure, che Negan voglia portare Sasha in una bara e che le venga permesso di fare tutto il viaggio chiusa lì dentro (ma con l'iPod) non ha assolutamente alcun senso.

The Walking Dead: Jeffrey Dean Morgan in The First Day of The Rest of Your Life

Tralasciando però la logica, la trovata in sé funziona e permette a Rick e gli altri di uscire da una situazione che si era fatta molto complicata: il tradimento di Jadis e del resto del gruppo della discarica (il fatto che guidino dei camion della spazzatura quasi ci permette di chiamarli ufficialmente "munnezzari" come vorremmo, ma ve lo evitiamo) è grosso modo inaspettato per noi spettatori quanto lo è per Rick e non solo ribalta la situazione a favore di Negan ma ancora una volta rende più fallibile e umano (e per questo più apprezzabile) il vecchio caro Rick Grimes. Leader indiscusso ma tutt'altro che perfetto nelle sue strategie e nei suoi piani.

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Metti una tigre nel finale

Ma la forza di Rick e di Alexandria è sempre stata nel gruppo, nell'essere una famiglia e nel riuscire a far diffondere questo senso di fratellanza, solidarietà ed unità a tutti, anche gli alleati più recenti. È grazie a questo, grazie a ritorni importanti come quelli di Carol, Morgan e Maggie, che nel momento in cui per la seconda volta tutto sembrava perduto, nel momento in cui Negan sembrava essere pronto a dare una vera lezione al suo nemico uccidendogli il figlio e chissà quanti altri amici, rendendolo inabile tagliandogli gli arti, arriva la cavalleria a salvare lui e la sua comunità e far tornare un qualche piccolo bagliore di speranza.

The Walking Dead: Norman Reedus in The First Day of the Rest of Your Life

E quando diciamo cavalleria diciamo sul serio: perché arrivano gli alleati de il Regno e quelli di Hilltop; arrivano Maggie, Morgan e Carol; arriva Ezekiel e con lui Shiva, una (brutta) sorpresa anche per Negan che di certo ne avrà avute di brutte esperienze con zombie e nemici di ogni tipo, ma ancora non aveva mai dovuto affrontare un enorme felino affamato ed incazzato, ed infatti solo la sua reazione in quel frangente vale in qualche modo l'intero episodio. Ma quello che a noi interessa è che Rick, Michonne, Daryl e quasi tutti gli altri sono ancora vivi e pronti a combattere ancora per un futuro migliore. Un futuro senza Negan, ma con nuovi alleati e amici. Tra cui, scusate se è poco, "una maledetta tigre".

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I morti che ritornano

The Walking Dead: una scena del finale della settima stagione

Il finale dell'episodio ci mostra ovviamente il funerale di Sasha, uno dei personaggi più coraggiosi e combattivi dell'intera serie (e, proprio per questo motivo, anche così differente dal fratello Tyreese) ma in realtà tutto l'episodio è in fondo un grande omaggio alle altre due vittime illustri di questa stagione: Abraham viene ricordato con un bel flashback - anche se fondamentalmente inutile, visto che aggiunge poco o nulla alle motivazioni di Sasha fin troppo chiare da diversi episodi - che vede la presenza del mitico Michael Cudlitz in un un lungo cameo. Il personaggio di Glenn invece, è ricordato dalla moglie con un bel monologo che celebra quel gesto altruista che nel secondo episodio dello show, quasi 7 anni fa, donava a Rick una via d'uscita da una situazione impossibile ed una speranza per un gruppo di persone che all'epoca ancora non conoscevamo ma di cui oggi seguiamo con apprensione le loro tragiche vicende. In questo caso nessun cameo per Steven Yeun ma tutto il finale riesce comunque ad essere emozionante grazie all'utilizzo di un bel montaggio e del voice over di Maggie.

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La guerra totale ha inizio... tra sei mesi

The Walking Dead: una scena del finale della settima stagione

Si conclude così, con due eserciti veri e propri che si preparano ad affrontarsi, questa settima stagione e ci da appuntamento per il prossimo autunno con intenzioni ben più chiare e precise rispetto al passato. Cosa ci aspetta dai prossimi episodi è evidente: il dado è tratto, la guerra è cominciata e ci saranno vittime, ci saranno altre sorprese e tradimenti - non dimentichiamoci di Dwight e del suo odio per Negan, mentre ci chiediamo che fine abbia fatto Gregory, la sua fuga serviva solo per dare a Maggie una scusa per tornare ad Alexandria? - e prima o poi ci sarà anche un indiscusso vincitore tra Rick e Negan. Bisognerà capire come gli autori vorranno gestire tutto questo e se decideranno di ascoltare le tante lamentele degli spettatori più scontenti e trovare un nuovo ritmo, più incalzante, per una serie che continua a dividere, ad appassionare e far arrabbiare, ma difficilmente lascia indifferenti. Al termine del suo settimo ciclo non ci pare comunque un merito trascurabile.

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Luca Liguori
Redattore
4.0 4.0
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