The Strain

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The Strain: un finale esplosivo per la terza stagione della vampire series

Stasera su Fox va in onda La caduta, il finale della terza stagione di The Strain, la serie horror sui vampiri creata da Guillermo Del Toro. Il terzo ciclo di episodi è più compatto e spettacolare del secondo, con un finale (letteralmente) esplosivo.

The Strain: Rupert Penry-Jones e Kevin Durand nella terza stagione

La seconda stagione di The Strain, serie FX creata da Guillermo del Toro e Chuck Hogan, ispirata alla loro trilogia Nocturna, non era stata all'altezza della prima: dilatata e discontinua, aveva portato a segno ben poche idee - su tutte la prigionia dell'hacker Dutch (Ruta Gedmintas) da parte del vampiro nazista Eichorst (Richard Sammel), con una delle scene più malate e inquietanti mai viste in televisione - reggendosi tutta sul carisma degli attori e sulla fotografia al neon. Per il terzo ciclo di episodi gli autori hanno ritrovato la retta via, scegliendo di realizzare un numero minore di episodi (si è passati da 13 a 10), decisione che ha giovato non poco alla storia e al ritmo, in continuo crescendo, fino al finale (letteralmente) esplosivo. La caduta va in onda questa sera alle 21 su Fox, canale 112 di Sky.

La seconda stagione si era conclusa con la morte di Nora (Mía Maestro), causata dal figlio di Eph (Corey Stoll), con Zach (Max Charles) fuggito insieme alla madre e con Kelly (Natalie Brown) trasformata in vampiro e usata dal Maestro come esca per tormentare il dottor Goodweather e quindi ostacolare la missione di Setrakian (David Bradley), suo nemico storico, che ha fatto della lotta contro gli strigoi la missione della sua vita. Il vecchio proprietario del negozio di pegni ha ora dalla sua un'arma potente: l'Occido Lumen, libro dalla copertina in argento, in cui è custodito il segreto per sconfiggere il Maestro e tutta la sua progenie.

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Nuovi equilibri ed alleanze

The Strain: Ruta Gedmintas in una foto della terza stagione

Uno degli elementi che avevano contribuito ad appesantire il ritmo della seconda stagione, oltre agli evidenti momenti riempitivi dovuti alla messa in cantiere di una quarta, e ultima stagione, era la frammentazione dei percorsi narrativi dei protagonisti: ognuno sembrava ormai destinato ad agire per conto suo, spesso impelagandosi in situazioni non così necessarie ai fini del racconto generale. In questo terzo ciclo di episodi i personaggi sono finalmente tornati a collaborare, stringendo nuovi rapporti e alleanze: tra Fet (Kevin Durand) e Setrakian si stabilisce un solido rapporto di fiducia, una relazione che diventa quasi padre-figlio, mentre Eph, distrutto dalla perdita di Zach, torna a bere, allontanandosi momentaneamente dalla lotta. Grazie a Dutch, scappata dalla prigione di Eichorst, il dottore torna a lottare, e i due, affrontando il Maestro usando la scienza, scoprono sempre più punti deboli sulle sue creature.

The Strain: Ruta Gedmintas e Corey Stoll nella terza stagione

Nel frattempo Setrakian cerca di decifrare il Lumen con l'aiuto di Quinlan (Rupert Penry-Jones), enigmatica creatura ibrida, metà umano e metà vampiro, di cui scopriamo il passato e le origini. Nel frattempo New York prova con tutte le sue forze a difendersi, guidata da Justine Feraldo (Samantha Mathis), consigliera che lotta con ogni mezzo per salvare la città, incrociando il suo percorso con quello di Gus (Miguel Gómez), che, dopo essere rimasto per lungo tempo in disparte, in questa terza stagione sembra finalmente trovare una collocazione nella storia. Infine Palmer (Jonathan Hyde), da principale sostenitore del Maestro, sancisce un'inaspettata alleanza con Setrakian, rivelando importanti tasselli del suo piano per conquistare il mondo degli esseri umani.

Ancora più horror splatter

The Strain: Kevin Durand in una foto della serie

Il ritmo più serrato e la maggior cura nel tratteggiare i personaggi non sono gli unici aspetti positivi di questa terza stagione di The Strain: potendo contare su un gran numero di scene d'azione, la serie ritrova tutto il suo gusto horror e splatter, inanellando una lunga serie di momenti per stomaci forti e alimentando sempre più la sua mitologia, che si arricchisce di dettagli allo stesso tempo disgustosi e affascinanti, come la rivelazione della vera essenza del Maestro, contenuta in un "verme scarlatto" che ne racchiude tutta la forza (il "crimson worm", che si ricollega facilmente a molta della produzione di Del Toro, dal recente Crimson Peak a Mimic).

The Strain: Miguel Gomez nella terza stagione

Altro elemento interessante di questo terzo ciclo è il diverso approccio dei protagonisti nei confronti del male assoluto rappresentato dal Maestro: Eph e Dutch cercano di combatterlo usando il metodo scientifico, Gus si affida alla fede, Feraldo e Fet alla forza bruta, mentre Setrakian confida nella storia e nei testi millenari, arrivando a scomodare anche gli antichi Egizi. Alla fine ogni punto di vista deve però soccombere al più potente e imprevedibile di tutti: la natura umana, fatta di rancori e pulsioni irrazionali, che, proprio quando tutto sembra volgere per il meglio, fa rimpiombare improvvisamente le tenebre. Il "fattore umano" è, paradossalmente, ciò che emerge maggiormente da questa serie sui vampiri, come solo le migliori storie horror sanno fare, simboleggiato dal personaggio di Zach, che (anche grazie al nuovo attore chiamato a interpretarlo, una vera faccia da schiaffi) si candida ufficialmente al titolo di adolescente più odiato della tv, raccogliendo il testimone di Joffrey Baratheon (Jack Gleeson) di Il trono di spade.

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David Bradley è memorabile nei panni di Setrakian

The Strain - David Bradley in una foto della terza stagione

Ritrovata la retta via, la terza stagione di The Strain fa dunque ben sperare per il capitolo conclusivo (composto da 10 episodi e previsto, in America, per l'estate), lasciandoci con un'unica grande certezza: David Bradley, nel ruolo di Setrakian, è memorabile, un misto di tenacia e umanità senza confini, duro e tenero insieme, romantico e pragmatico, spesso anche ironico nella sua scontrosità.

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Valentina Ariete
Redattore
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