The Ridiculous 6: Adam Sandler al di là del cinema

L'attore comico che tutti amano odiare torna in azione con un western parodistico, primo di quattro film realizzati appositamente per Netflix.

The Ridiculous 6: Adam Sandler al di là del cinema
The Ridiculous 6

2015 – Commedia
3.6 3.6

Coltello Bianco, americano cresciuto da una tribù indiana, scopre di essere il figlio del noto fuorilegge Frank Stockburn, il quale si ritrova minacciato di morte da un tale Cicero. Mentre cerca un modo per salvare suo padre, Coltello Bianco scopre di avere cinque fratellastri: il nero Chico, il taciturno Herm, il sempliciotto Lil' Pete, il messicano Ramon e il misterioso Danny. Insieme decidono di rapinare diverse persone disoneste, in modo da ottenere la somma necessaria per salvare Frank...

The Ridiculous 6: un'immagine del cast

Il cinema non basta

Da alcuni anni, lo star power di Adam Sandler si è affievolito, per lo meno al cinema, dove le sue commedie non attirano più in modo consistente il pubblico di una volta. Lo stesso non si può dire di Netflix, dove la filmografia del veterano di Saturday Night Live continua a godere di un più che discreto successo. Il che spiega il recente accordo fra la piattaforma di streaming e il comico americano, che con The Ridiculous 6 inaugura un ciclo di quattro film realizzati apposta per Netflix, bypassando l'uscita tradizionale. Sandler, dal canto suo, ha affermato scherzosamente di aver accettato con piacere questa nuova collaborazione perché la parola Netflix gli ricorda l'espressione gergale wet chicks (letteralmente "pollastrelle bagnate"). Il che la dice lunga sul livello che ci possiamo aspettare da questi quattro lungometraggi...

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Cavalli, pistole e diarrea

The Ridiculous 6: Adam Sandler in una scena

Per la sua prima incursione nel territorio dello streaming, Sandler, aiutato da uno dei suoi registi di fiducia, Frank Coraci (Waterboy), ha deciso di prendere in giro le convenzioni del western, scrivendo e producendo quello che, per lui, dovrebbe essere la risposta odierna al ben più spassoso Mezzogiorno e mezzo di fuoco di Mel Brooks. È quasi ironico che The Ridiculous 6 non esca in sala, poiché si rifà ad uno dei generi più apertamente cinematografici che esistano. Difatti, a livello strettamente estetico, il film non ha molto da invidiare a pellicole più serie dall'ambientazione simile, merito - presumibilmente - del direttore della fotografia Dean Semler, che nel 1991 vinse un Oscar per le immagini di Balla coi lupi.

The Ridiculous 6: Adam Sandler nel film Netflix

Detto questo, la confezione del tutto professionale non giustifica quasi due ore di durata, dato che le poche gag che funzionano veramente - quasi sempre per via degli attori, non del copione - annegano in un mare di battutacce insulse legate da un filo conduttore narrativo ai limiti dell'esile. Tra queste c'è la running gag di un asino che, come l'elefante del nostrano Natale in Sudafrica, ha qualche problema digestivo che si manifesta nel peggiore dei modi. Il suo padrone, ovviamente, ha le fattezze di Rob Schneider, uno dei peggiori complici recidivi di Sandler. Criticato aspramente una decina d'anni fa per la sua performance caricaturale nei panni di un hawaiano in 50 volte il primo bacio, questa volta si finge messicano, con risultati a dir poco discutibili. E questo in un film che, prima ancora dell'uscita, aveva generato polemiche a causa del suo presunto contenuto razzista, nello specifico nei confronti degli indiani d'America (che in realtà non sono trattati tanto male, almeno rispetto alla figura che fanno gli ispanici grazie a Schneider).

I soliti sospetti

The Ridiculous 6: una scena del film Netflix

Ovviamente non poteva essere un film di e con Sandler senza la partecipazione dei suoi soci di vecchia data. Manca all'appello Kevin James, ma nel complesso il gruppo, costituito per la maggior parte da amici dell'epoca di SNL, è rimasto intatto: oltre a Schneider fanno capolino anche David Spade (nei panni del Generale Custer), Terry Crews, Steve Buscemi, Jon Lovitz, Will Forte... Tra le new entries segnaliamo Harvey Keitel, Taylor Lautner (l'unico che si concede veramente all'assurdità che lo circonda), Luke Wilson e Nick Nolte, quest'ultimo nei panni del padre di Sandler e compagnia bella. Di positivo per loro c'è solo il fatto che una grande fetta di pubblico - e anche di critica, diciamolo - non dovrà vederli umiliati sullo schermo. In tal senso, la scelta di passare a Netflix potrebbe essere una delle intuizioni più geniali della carriera di Sandler...

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Max Borg
Redattore
2.0 2.0
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