The Path

2016 - ....

The Path, riparte la serie con Aaron Paul e Hugh Dancy: nelle tenebre, cercando la luce

È appena iniziata sulla piattaforma Hulu la seconda stagione di The Path, la serie drammatica incentrata su un controverso culto religioso che diventa il teatro dei conflitti fra un terzetto di personaggi in rotta di collisione. Vi proponiamo la nostra recensione dei due episodi della doppia première.

Guiding light, guiding light/ Guiding thru these nights

La speranza di trovare la luce: quella luce in grado di illuminare i pensieri, di indicare la strada, ma soprattutto di spazzare via le tenebre che si addensano nel cuore umano; e che infine, nel peggiore dei casi, rischia di accecare chi osa contemplarla troppo a lungo. La ricerca di questa 'luce' è il tratto che sembra accomunare, più o meno consapevolmente, i tre protagonisti di The Path, e ancora di più alla ripartenza della seconda stagione.

The Path: una foto del protagonista Aaron Paul

Dopo l'esordio su Hulu, piattaforma di streaming e video on demand, poco meno di un anno fa e l'apprezzamento generale della critica, la serie creata dalla drammaturga Jessica Goldberg è tornata sugli schermi americani con un doppio episodio, Liminal Twilight e Dead Moon, che riprende le fila del discorso interrotto con il precedente finale di stagione, continuando ad esplorare dubbi e inquietudini dei vari personaggi. E se i parallelismi fra il cosiddetto Meyerismo di The Path e la controversa setta di Scientology si fanno sempre più marcati, la Goldberg riesce però anche ad ampliare lo sguardo al di là del discorso specifico su questi culti particolarmente diffusi sul suolo statunitense.

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Padre e figlio, fuori e dentro il culto

The Path: una foto degli attori Aaron Paul e Keir Dullea

Il primo elemento di ambiguità narrativa, in un racconto che dell'ambiguità dei personaggi ha fatto il proprio nucleo fondativo, è riferibile a Eddie Lane, idealmente il cosiddetto "eroe positivo" della vicenda, interpretato da Aaron Paul. Se Eddie è riuscito a ribellarsi al Meyerismo e sembra essersene distaccato definitivamente, gli allucinati flashback che lo tormentano non sono però altrettanto rassicuranti: scopriamo infatti che, durante la sua visita in Perù, Eddie aveva parlato con il leader ormai moribondo del movimento, il dottor Stephen Meyer (il Keir Dullea del mitico 2001: Odissea nello spazio), il quale lo aveva definito come il suo nuovo 'figlio' spirituale, per poi lanciarsi nel precipizio di una montagna. Eddie è sottoposto dunque a una duplice forza, dagli effetti contrastanti: da un lato l'anelito di libertà, una nuova esistenza senza il giogo del culto e anche un nuovo rapporto sentimentale; dall'altro, la pulsione centripeta a far ritorno nel movimento per seguire le orme del dottor Meyer, del quale avverte di poter essere il legittimo 'erede'.

The Path: una foto dell'attore Kyle Allen

La scissione sperimentata da Eddie, che però si sta mantenendo ancora a distanza di sicurezza dal movimento dei meyeristi, è riscontrabile anche in suo figlio Hawk (Kyle Allen), nel cui animo però continuano a prevalere i principi e le ferree regole che gli sono stati inculcati fin dall'infanzia. Dopo le incertezze e i turbamenti suscitati, nella stagione precedente, dal suo rapporto con la coetanea Ashley Fields, il ragazzo pare essere "rientrato nei ranghi"; ma ancora una volta, la cieca obbedienza nei confronti della madre Sarah (Michelle Monaghan) e della comunità in cui vivono non è esente da interrogativi e da sottili increspature. Nel caso di entrambi i personaggi, padre e figlio, gli autori procedono in maniera graduale, senza mettere troppa carne al fuoco: una studiata 'lentezza' utile a indicare le possibili traiettorie per gli episodi a venire.

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Cal Roberts: la solitudine di un leader

The Path: una foto di Hugh Dancy e Michelle Monaghan

A conquistare però gran parte dell'attenzione, nelle due puntate d'apertura del secondo capitolo di The Path, e a poter contare sulle sequenze di maggior impatto è Cal Roberts, il 'pupillo' del dottor Meyer, diventato pressoché a tutti gli effetti il nuovo leader del Meyerismo, in coppia con Sarah. Il personaggio a cui presta il volto un bravissimo Hugh Dancy resta, al momento, la figura più complessa e intrigante di una serie che, saggiamente, evita derive manichee: se infatti il suo Cal si mostra votato con sincera dedizione alle cause umanitarie del movimento (nel primo episodio lo vediamo aggirarsi fra i drogati e i senzatetto di New York, offrendo loro rifugio e assistenza), animato da una fede viscerale, quest'uomo così carismatico è pervaso al contempo da un'ambizione che può portarlo a smarrire ogni forma di lucidità.

The Path: un'immagine di Hugh Dancy
The Path 2: Hugh Dancy e Michelle Monaghan nel secondo episodio

Nella scorsa stagione il delirio di onnipotenza di Cal, ben mascherato dietro a nobili motivazioni, lo aveva spinto a macchiarsi le mani di sangue; nei primi episodi della seconda stagione lo osserviamo puntare a trasformare il Meyerismo in un'organizzazione religiosa riconosciuta dallo Stato, mentre investe nell'acquisto di un palazzo nella Grande Mela una cifra (cinque milioni di dollari) di cui non dispone e arringa un gruppo di potenziali finanziatori nel corso di una raccolta fondi destinata a risolversi in uno spettacolare disastro. A rendere ancor più precario l'equilibrio di un leader inesorabilmente fragile sono poi le tensioni fra lui e la sua 'socia' Sarah, sconvolta dalla confessione di Cal a proposito dell'omicidio di Silas: una rivelazione che metterà a dura prova la donna, incrinandone la solidità e spingendola fin quasi a perdere il controllo. E si tratta soltanto di un 'antipasto': i veri conflitti fra i tre personaggi principali della serie sono ancora in attesa di infiammarsi ed esplodere realmente. The Path, come già nella prima stagione, non punta allo shock immediato o al colpo di scena, ma va avanti passo dopo passo; e dopo le prime due puntate, le premesse per una seconda stagione di alto livello sembrano esserci tutte.

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Stefano Lo Verme
Redattore
3.0 3.0
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