The Net: Kim Ki-Duk tra le due Coree

Il nuovo lavoro dell'autore coreano ci mostra i contrasti e le due facce di un paese diviso. Ne emerge uno dei suoi migliori film degli ultimi anni.

Kim Ki-duk, giunto a conquistare il Leone d'Oro nel 2012 con l'intenso Pietà, negli ultimi anni è ormai una presenza costante della Mostra del Cinema di Venezia. Dopo il prestigioso premio, però, ha presentato alla manifestazione italiana lavori che non avevano convinto gran parte della critica, confermando l'andamento altalenante di una carriera che ha saputo regalare grandi vette ma anche pellicole poco incisive. Per questo abbiamo accolto con gioia The Net, perché si tratta di un lavoro che dimostra come il regista de L'isola, Bad Guy e Ferro 3 - La casa vuota abbia ancora molto da dire e sappia dipingere uno spaccato interessante del suo paese.

The Net: un momento del film
The Net: un momento del film

The Net infatti si concentra sulla Corea, sul suo Sud come sul Nord, su un paese fatto di contrasti, lacerato e diviso, nel quale la tensione ha continuato a montare negli ultimi anni. Facendo sorgere più di un dubbio di trovarsi sull'orlo di una nuova guerra per una situazione "molto nota che preoccupa tutta l'Asia", come ha confermato il regista a Venezia accompagnando il suo film presentato quest'anno nella sezione Cinema nel Giardino, ricevendo l'onore di battezzare la nuovissima Sala Giardino eretta in prossimità del Palazzo del Casinò.

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Alla deriva

The Net: un primo piano del film
The Net: un primo piano del film

Punto di partenza dell'analisi di Kim Ki-Duk è Chul-woo, un pescatore del Nord che vive in prossimità del confine e che, a causa della rete incastrata nel motore della sua barca, finisce nelle acque territoriali del Sud. Fermato dalle forze dell'ordine, l'uomo viene interrogato ossessivamente prima di tutto per cercare di scoprire se si tratti di una spia del nemico ed in secondo luogo per spingerlo a disertare. L'uomo resiste, addirittura si copre gli occhi e si sforza di non guardare l'opulenza del Sud per evitare la tentazione del capitalismo, con il solo pensiero di tornare a casa dalla moglie e dalla figlioletta e alla sua vita da pescatore, Alla fine però il contatto avviene, non facendo altro che suscitare stupore al cospetto dell'infelicità che scorge in un paese apparentemente ricco.

Anche i ricchi piangono

The Net: un'immagine del film
The Net: un'immagine del film

Già in Pietà il regista coreano aveva affrontato il tema della dipendenza dal denaro e in The Net continua a confrontarsi con il binomio ricchezza/felicità, usando il filtro dell'uomo povero del Nord a contatto con l'apparente benessere del Sud per mettere in scena il suo pensiero e chiedersi come sia possibile che la gente di un paese così ricco possa essere infelice. Da questi presupposti, immergendoci nel punto di vista e la realtà del suo protagonista, Kim Ki-Duk analizza il concetto di povertà e individua nelle cose che contano veramente la ricchezza reale, che per Chul-woo è la propria famiglia lasciata oltre confine.

Le due Coree

The Net: un'immagine tratta dal film
The Net: un'immagine tratta dal film

Quello della ricchezza non è, ovviamente, l'unico tema di The Net, che mette in scena con riuscita tensione narrativa il dramma di un paese diviso che di questa separazione soffre. Il regista e il cast hanno parlato di una realtà fatta di assenze, di individui separati da familiari che vivono dall'altra parte del confine; eppure l'avventura di Chul-woo, i soprusi subiti, le reiterate domande per farlo crollare, tutti subiti tanto nel Sud quanto poi al suo rientro nel Nord, ci raccontano come Kim Ki-Duk veda da ambedue le parti deformazioni e colpe, nella dittatura nordista come nello sfrenato capitalismo del suo Sud. Anche se annacquato da qualche lungaggine nella parte centrale, il messaggio dell'autore è deciso e chiaro, suggellato dalla splendida inquadratura che chiude una pellicola che sogna la risoluzione di tensioni che durano da troppo tempo e che pregiudicano il reale benessere di un popolo che questa lacerazione non può far altro che subirla.

Movieplayer.it

3.5/5